"Oggi è un giorno di lutto per l'imprenditoria italiana e per la storia della Fiat, trasformata da Marchionne in una macchina mangiasoldi che non ha più scopi produttivi e industriali, ma finanziari". L'ha detto a Palermo il leader di Italia dei valori
Antonio Di Pietro, commentando la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese che dopo 41 anni interrompe definitivamente la produzione. "Solo tre anni fa - ha aggiunto di Pietro - Marchionne aveva promesso per lo stabilimento siciliano 100 milioni di investimenti per il suo rilancio, ottenendo anche soldi pubblici. Biasimo l'assenza della politica del governo che in questi anni ha permesso a Mrchionne di fare in Italia ciò che la Merrkel e Sarkozy non hanno consentito alle industrie automobilistiche della Germania e della Francia".
"La Fiat abbandona la Sicilia: questa è una sconfitta innanzitutto per l'Italia e per una classe dirigente che, essendo stata incapace di mettere in piedi una politica industriale, ha permesso all'azienda - unico caso in Europa - di chiudere uno stabilimento automobilistico. Ma oggi assistiamo anche alla sconfitta di una classe imprenditoriale che ha sostanzialmente dimostrato di non essere in grado di fare impresa senza usare denaro pubblico". Lo dice
Antonello Cracolici, capogruppo del Pd all'Ars. "La Regione in questi anni ha fatto tutto il possibile - sottolinea - mettendo a disposizione risorse e strumenti a sostegno della vocazione industriale di Termini Imerese, in particolare come sito di produzione auto. E anche in queste ore la Regione sta portando avanti l'impegno per far sì che a Termini si continuino a produrre auto". "Con la chiusura di 'Sicilfiat', si chiude un'era - spiega - Il mio pensiero adesso va ai tanti lavoratori e alle loro famiglie che in questi anni e in questi mesi si sono, loro malgrado, dovuti abituare ai profondi cambiamenti legati alla progressiva chiusura dello stabilimento e che certamente di fronte a quei cancelli chiusi provano un vuoto difficile da spiegare". "Ma la Sicilia ce la farà anche senza il signor Marchionne - conclude - che passerà alla storia come il 'manager-vigliacco' che, di fronte alla prima difficoltà, invece di dimostrare le proprie capacità convertendo gli stabilimenti per realizzare nuovi prodotti in grado di competere sul mercato, ha preferito la fuga".
Ultima modifica: 24 Novembre 2011 ore 13:45
Il giorno di lutto non è oggi ma il giorno in cui si è insediato il governatore Lombardo che non sta muovendo un dito per la nostra Sicilia. Ha solo perso tempo con la sua indolenza e staticità. Per Termini si sente parlare di quell'azienda anzicchè quell'altra perdendo di vista il problema drammatico della gente, tanto lui mangia lo stesso e dorme tra due guanciali. La FIAT che in Italia come in Sicilia quando c'era da speculare stava in prima linea e quando sorgevano problemi si nascondeva dietro lo stato e adesso che non c'è più niente scappa.Ma si portasse dietro pure Lombardo e tutto il PD che lo sostiene. Cracolici piange come i coccodrilli, ma che la smetta lui e tutti quelli che ci hanno svenduto al primo che passa.
Cracolici prima di vergognarsi Marchionne, devi tu VERGOGNARTI per la tua INCAPACITA politica prima da OPPOSIZIONE al Governo Lombardo, e poi da INCIUCIATO con il Governo Lombardo, guardati allo specchio, prima di giudicare altri, e questo non per difendere l'operato di Marchionne, che e vomitevole ma solo perche a parlare di vergogna lo dici tu che devi stare ZITTO, e vedrai quanti saranno i consensi che prenderai la prossima tua Candidatura, anzi preparati che se per quei poveri Padri di famiglia chiude la Fiat, per te L'assemblea Regionale sara solo un ricordo perche per te sara CHIUSA, Cracolici Bai Bai.
Ma stai zitto cracolici il primo tu non hai fatto niente ,per prima cosa cammini con una macchina tedesca di 100 Mila euro ! Dai un buon esempio come il nuovo ministro degli interni che ha voluto una macchina italiana
caro cracolici tu e tuo compare lombardo avete solo fatto, consulenti super pagati,occupazione dei posti di sottogoverno e debiti enormi che dovremo pagare noi cittadini.
“La Regione in questi anni ha fatto tutto il possibile – sottolinea – mettendo a disposizione risorse e strumenti a sostegno della vocazione industriale di Termini Imerese, in particolare come sito di produzione auto. E anche in queste ore la Regione sta portando avanti l’impegno per far sì che a Termini si continuino a produrre auto”.
Infatti Cracolicic si è comprato la mercedes...
Giustificazione non richiesta e colpevole. Se la Sicilia è sconfitta forse il più sconfitto è proprio Cracolicic.
Sicuramente uno dei colpevoli insieme al governo regionale da lui appoggiato che dura da ben 3 anni e mezzo, trascorso solo ad occupare poltrone.
Il primo ad essere licenziato dovrebbe essere proprio lui.
ONOREVOLE DI PIETRO E POLITICI NAZIONALI E LOCALI ANDATE A CAGARE E VERGOGNATEVI DI AVER LASCIATO CENTINAIA DI FAMIGLIE DISOCCUPATE , MA SAPPIATE CHE LA RIVOLTA SOCIALE ( PER FAME )E VICINA E ALLORA PER VOI SARANNO VOLATILI PER DIABATICI.
P.S. INVECE DI DARE MILIONI DI EURO ALLA GESIP CARROZZONE DI NULLA FACENTI E VEDI 2° CIRCOSCRIZIONE COMUNALE DATA I SOLDI AI LAVORATORI DELLA FIAT CHE DI PROFESSIONALITA' E SERIETA' E DI BISOGNO NE HANNO DA VENDERE .
Di Pietro ha sbagliato epoca: era la Fiat di Cesare Romiti che "diversificava" le sue attività anche in ambito finanziario.
Forse, se la politica regionale, quella vera, che ricerca il bene comune, fosse intervenuta prima spendendo qualche buona parola, diciamo un paio di anni fa, lo stabilimento di Termini avrebbe potuto essere salvato, continuando a produrre auto del gruppo Fiat.
Sull'esempio della Renault con la Dacia, la cui produzione avviene in Romania, si sarebbe potuto rispolverare il marchio "economico" Autobianchi e destinarlo alla vecchia Lancia Y, sottoposta ad un restyling semplificativo e riducendo gli allestimenti.
Punto di forza avrebbe potuto essere la motorizzazione bi-fuel che avrebbe quindi mantenuto competitivo il modello ed al riparo da ulteriori restrizioni normative legate all'inquinamento.
Certo, anche i lavoratori avrebbero dovuto accettare qualche rinuncia nel loro contratto (cosa che peraltro sta comunque avvenendo negli stabilimenti Fiat), ma tutto ciò, ripeto forse, avrebbe potuto rimandare questo triste epilogo in attesa di tempi migliori e di una sperata ripresa del mercato.
Però, si sa, del senno di poi....
Il mio personale pensiero va ai lavoratori di Termini che oggi piangono per le loro famiglie e per tutti quelli che sono vittime di simili angherie.La FIAT per decenni e' stata foraggiata dai governi nazionali in un modo vergognoso e a pagare siamo stati tutti noi.Proprio nel periodo piu' nero per l'Italia dal dopo guerra uno sconsiderato come l'AD della Fiat fa delle scelte che colpiscono nel cuore e nell'anima i lavoratori di Termini e la Sicilia tutta.L'incapacita' dei governi,nazionale e regionale,a far si che questo non succedesse ci deve fare riflettere.Siamo nelle mani di politici incapaci e delinguenti che pensano solo ad arricchirsi indebitamente e che,senza ritegno,manifestano una falsa solidairieta' della quale potremmo fare a meno. Se vogliono protestare veramente presentino le DIMISSIONI in massa dopo aver consentito,anche con interventi economici significativi,la riconversione industriale di Termini.SICCOME SONO DEI CODARDI,NON LO FARANNO e continueranno,imperterriti,a fare finta di governare.VERGOGNA,VERGOGNA,VERGOGNA !!!!
CRACOLICI LOMBARDO LUMIA FINOCCHIARO LUPO alzate contemporaneamente la tavoloccia del cesso e cantate insieme " non son degno di te". siete la peggior fezza della politica avete sguazzato e vi siete fatti i bagni coprendovi con questo mantello dell'antimafia. siete i principali attori di questo fallimento doveteeeeeee andareeeee a casaaaaa.
Esprimo il mio cordoglio. E' un giorno di lutto per una fabbrica che tanto ha dato al territorio Panormìta. Che peccato. Sconfitta già prevista, ma amara quanto bruciante per noi. VERGOGNA !!! Politici assenti, il governo nazionale, ed in particolar nmodo quello Regionale non ha fatto alcuno sforzo per salvare l'indotto. Non resta che dire Addio !
Viene da vomitare nel sentire Cracolici fare finta di piagnucolare per l'abbandono della Fiat a Termini Imerese. I disoccupati di Termini come quelli causati dallo sfascio della Formazione Professionale in Sicilia sono il frutto del vigliacco tradimento di ciò che è nello spirito del Partito Democratico, cioè quello di tutelare i più deboli come le classi operaie ed agevolare lo sviluppo e l'occupazione. Di tutto ciò, il novello quartetto cedra "Cracolici, Lombardo, Lumia, Lupo", è il cosciente responsabile. Questi pensano soltanto a rimanere attaccati, ancora per poco, alla poltrona e ad ingrassarsi assieme ai loro amici pseudo consulenti. Prima li mandiamo a casa meglio è. Noi Siciliani dobbiamo fare una scommessa con noi stessi, alle prossime elezioni non dobbiamo fare eleggere i componenti del novello "Quartetto Cedra".