• Condividilo su
  • Commenta
  • Stampa
Live Sicilia

Trattativa, indagato Dell'Utri

Giovedì 24 Novembre 2011 18:14

Il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri è indagato dalla Procura di Palermo nell'inchiesta sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia. Condannato in appello a 7 anni per concorso in associazione mafiosa, Dell'Utri sarebbe accusato in questa indagine di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario.

L'inchiesta, condotta dai pm Nino Di Matteo, Paolo Guido e Lia Sava, ipotizza l'esistenza di una trattativa tra Stato e mafia che negli anni avrebbe visto alternarsi diversi protagonisti istituzionali, politici e mafiosi. Nell'indagine sono coinvolti, oltre ai boss Totò Riina, Bernardo Provenzano e Antonino Cinà, il generale dei carabinieri Mario Mori, il suo ex braccio destro al Ros, Giuseppe De Donno, Angelo Angeli, un ufficiale dei carabinieri che, pur avendo messo le mani sul 'papello' durante la perquisizione della cassaforte nella casa di Massimo Ciancimino non l'avrebbe sequestrato, alcuni esponenti dei Servizi e lo stesso Ciancimino jr.

A tirare per primo in ballo Dell'Utri nell'indagine sulla trattativa è proprio il figlio di Vito Ciancimino, l'ex sindaco mafioso di Palermo. E' lui a raccontare al processo al generale Mori, imputato di favoreggiamento mafioso, di avere saputo dal padre di stretti rapporti tra il senatore e Provenzano. Don Vito avrebbe riferito al figlio anche che sarebbe stato proprio Dell'Utri, con l'avallo del boss di Corleone, a sostituirlo nella conduzione della trattativa che, fino al '92 sarebbe stata portata avanti da Ciancimino e dai carabinieri. A fare il nome di dell'Utri ai pm è anche il pentito Stefano Lo Verso che ha sostenuto di aver saputo da Provenzano che, dopo le stragi del '92 e del '93, Dell'Utri, ex manager di Publitalia tra i fondatori di Forza Italia, si sarebbe offerto come garante politico degli interessi di Cosa nostra.

Dall'altra parte del tavolo ancora Provenzano che, in nome dell'accordo stretto, avrebbe assicurato il sostegno elettorale dei boss al partito dell'ex premier Silvio Berlusconi. E anche le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, a cui il boss Giuseppe Graviano avrebbe detto che "grazie al paesano (Dell'Utri n.d.r.) e a Berlusconi la mafia aveva il Paese nelle mani", sarebbero finite nell'inchiesta sulla trattativa condotta dai pm di Palermo. (Fonte ANSA)
Ultima modifica: 25 Novembre 2011 ore 08:10

 

  • Condividilo su
  • Commenta
  • Stampa

Commenti

  • 2011-11-24 19:29:48

    De Relatio

  • 2011-11-24 19:59:41

    Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi, Giovanni Conso e un altro ristretto numero di persone sapevano che la mafia aveva messo sotto scopa lo Stato. Come sapevano che lo Stato, invece di contrastare questa minaccia, la subisce. Scalfaro, Ciampi, Conso, non sono stati i protagonisti di quella che ora impropriamente viene chiamata una trattativa, che, anche se di una gravità immensa e ingiustificabile, avrebbe, con la presa di contatto, evitato l’umiliazione di doverla subire con la coda tra le gambe, ma bensì i primi attori di una resa incondizionata. Perché questa è la realtà dei fatti e non altra. Eppure, prima che l’ex guardasigilli Conso cominciasse, per motivi tuttora misteriosi ma che certamente hanno attinenza con la sua coscienza, ad alzare il velo della reticenza su quei fatti, proprio Scalfaro e Ciampi, il gatto e la volpe della situazione, con miagolii e guaioli vari, chiedevano, per motivi che sarebbe bene che i due presidenti emeriti della Repubblica spiegassero agli italiani il più presto possibile, la verità su quei fatti all’ex premier Berlusconi. Chiamandolo implicitamente in causa. Tanto è vero che tutta la stampa schierata a sinistra, quella che è sempre pronta a scrivere pistolotti a non finire sulle supposte malefatte del Cav, su quell’abbrivio, che resta tuttora misterioso e inquietante, ha consumato fiumi di inchiostro. Dando il via ad un altro abbrivio, quello giudiziario. Le dita delle mani non basterebbero per elencare le procure che allora si misero in moto per aprire inchieste nuove su Berlusca ispiratore di quel “patto scellerato”. Perché? Visto che la procura di Firenze era già a conoscenza dei fatti. Perché questo concentrico depistaggio di quei giornali e di quelle procure? Perché questo loro tono arrogante, più arrogante di quel « tono ‘arrogante’» e mafioso, pur sapendo che puntavano tutti insieme gli indici sulla persona sbagliata? Già chissà perché gira volta e rigira, invece di scandagliare sotto quella chiglia Scalfariana/ciampiana ci si allontana. Sempre.

  • 2011-11-24 21:22:35

    @ honhil
    L'ex ministro Conso fu richiesto in proposito nel corso di una audizione della Commissione antimafia. E poiché ritengo che la relazione inviatagli dal capo del Dap Capriotti fosse già a conoscenza di molti e, del resto, sarebbe stato facilmente riscontrabile che vi fosse stato dato seguito con l'azzeramento del 41 bis, Conso fu costretto a "rivelare", ma, aggiunse, egli sarebbe stato l'unico ad avere preso la decisione. Le sembra possibile che nessuno sapesse? Le sembra possibile che nessuno abbia protestato (Caselli e i suoi pm, Violante che era presidente della Comm. Antimafia)? Le sembra possibile che, dopo la "confessione" di Conso, illustri personaggi abbiano dato versioni contrastanti sulla propria conoscenza di quel provvedimento? Le sembra possibile che si pretenda che tutti i cittadini siano stupidi soltanto perché molti lo sono?
    Dorma bene. Se può.

  • 2011-11-24 22:13:31

    Bonhil, cosa fa fare la propaganda di regime, produce pensieri come ai tuoi.

  • 2011-11-24 23:21:04

    @honhil, mi scusi il primo mi pare che gridò: io non ci stò a cosa ancora stento a capirlo, il secondo primo presidente del consiglio e primo presidente della repubblica non parlamentare fu anche il ministro del tesoro nel governo Prodi I dalema I, durante il suo mandato di ministro pur di rientrare nei parametri di Maastricht fece di tutto, ma una cosa importantissima secondo me l'ha dimenticata, lui grande economista e già presidente di banca italia come tanti altri papaveri di istituire una banca europea a sostegno delle moneta dei paesi facente parte dell'euro. A creare insomma una Federal Reserve System americana. E adesso come ci troviamo, parlo di tutti paesi che hanno l'euro come moneta ufficiale sotto scacco della speculazione.
    @orazio, si metta la testa sotto l'acqua e si tolga il colore rosso con guarnizioni di falce e martello
    buonasera

  • 2011-11-24 23:58:07

    ...ma come mai.. un personaggio così limpido e trasparente.. non l'avrei mai sospettato.. ah ah

  • 2011-11-25 08:00:37

    La domanda sorge spontanea ...... come mai tra i tanti che sapevano della trattativa, compresi quelli che l'hanno proposta, e stiamo parlando di capi dello stato, ministri dell'interno e della giustizia, capi dell'amministrazione penitenziaria, forze dell'ordine si procede solo nei confronti di Dell'Utri? ..... si aspettava qualche giorno e si aveva un quadro più preciso e completo, senza le esclusioni politiche che come al solito questi PM propongono.
    Tutti dentro i colpevoli, tutti .... e dico tutti.
    A chi dirà che il mio potrà sembrare un commento di parte, anche se il dentro tutti già li smentisce, dico che Palermo e i palermitani sono stanchi di mezze verità, di falsità spacciate x verità assolute e di ulteriori perdite di tempo.

  • 2011-11-25 08:43:41

    @Mocambo Dell'Utri lavorava per Berlusconi, non per Ciampi, quindi principalmente si tolga lei il prosciutto dagli occhi, con guarnizione di maionese e verdura fresca. Qui parliamo di Dell'Utri, non di come mascariare i padri della Repubblica.

    P.S.: Scalfaro era democristiano, Ciampi banchiere, ma che xxxxx c'entra il comunismo? Capita alla gente priva di argomenti come Lei, siete tanti ed in buona e solidale compagnia. Buonanotte quindi e torni al suo libro nero del comunismo ed al suo giornale di cicilia.

  • 2011-11-25 09:53:03

    @ Anello (al naso)
    Non so perché voglia rendere difficile il sonno degli altri, ma se le fa piacere, se le arreca un senso di liberazione, si accomodi pure. Per la cronaca, io dormo da sempre saporitamente la notte, non avendo gravami di coscienza alcuna. Però una domanda gliela debbo fare. Rilegga il mio e il suo post, e poi si chieda dov’è che divergono. A me sembra che stiamo a dire la stessa cosa. Non sto dicendo che Berlusca e Dell’Utri siano dei francescani che seminano pace e buoni proponimenti. Ma qualsiasi cosa c’è stato tra lo Stato e la mafia in quel circoscritto periodo di tempo, è quel capo di Stato e quel capo di governo che devono spiegare, prima che ai pm, all’opinione pubblica cosa è successo. E come a ragione dice mocambo51, quell’ “io non ci sto! Io sento il dovere di non starci!” sparato a reti unificate da Scalfaro il 3 Novembre del 1993 è stato inquietante e insieme picaresco. Perché si parlava di servizi segreti più o meno deviati e di un’elargizione mensile di centomilioni delle vecchie lire. Un’anomalia di un’ immensità incredibile che avrebbe fatto cadere troni e corone di emanazioni divine. Eppure, come sopra accennato, tutte le volte che lo scandagliamento di quei fatti sembra possibile, le virate si susseguono una appresso a l’altra. Perché questi inspiegabili giri di boa?

  • 2011-11-25 10:03:36

    @ honhil
    Buon giorno. Le domande poste da me erano consentanee al suo ragionare. Contenevano però una indicazione che dà risposta al suo dubbio sul perché Conso avesse rivelato. Fu "costretto" perché richiesto e preferì dire in luogo di sentirsi contestare. Tutto qui. Cordialità.

  • 2011-11-25 10:32:59

    Scusatemi, vorrei ricordare che l'emerito Eugenio Oscar Scalfaro disse il famoso IO NON CI STO successivamente allo scandalo dei fondi neri del SISDE, ritrovati in una banca di San Marino e che a causa delle indagini esperite su quei fondi saltò fuori la notizia che tutti i ministri dell'interno di un certo periodo, dal 1985 al 1993, avrebbero percepito, IN NERO, 100 (cento) milioni di lire mensili. Per il periodo di tempo indicato l'emerito Eugenio Oscar ha ricoperto il ruolo di ministro dell'interno è stato il primo mentre l'ultimo è stato Nicola Mancino.
    Per il resto condivido il commento di Honill e di Anello(al naso) che sono simili per logica.

  • 2011-11-25 11:03:31

    Marcellino, abbi fede. L'Opus tutta "prega" per te!

  • 2011-11-25 11:48:44

    Quousque tandem abutere patientia nostra, signori magistrati?

    Solo la cecità della ragione può indurre a darvi credito. Dopo tutto quel che si è saputo, a seguito della revisione del processo per i fatti di via D'Amelio, dovremmo ancora credere ai vostri disperati tentativi per "incastrare" Dell'Utri (si scrive Dell'Utri, si legge Berlusconi) senza uno straccio di prova? State ripercorrendo lo stesso itinerario che portò agli ergastoli prima e alla scarcerazione poi quando il pentito si chiamava Scarantino.

    Se Dell'Utri fosse veramente colpevole, a quest'ora avreste già trovato mille prove. Siccome ancora l'unica cosa che avete in mano sono le dichiarazioni di "pentiti" che parlano de relato, allora le conclusioni non possono che essere due, e non necessariamente in alternativa:
    - o non ci sapete proprio fare,
    - oppure Dell'Utri non c'entra proprio per niente. Di tutto sarà colpevole, ma non delle stragi né della cosiddetta trattativa.

    Cercate il mandante (i mandanti) in altri gruppi di potere, forse sarete più fortunati.

  • 2011-11-25 15:33:27

    "Quousque tandem abutere patientia nostra, ..."



    Di primo, istanteo acchito, mi ero illuso sull'obbiettivo nel mirino, Ipazia.

  • 2011-11-25 15:35:54

    Manca Catilina. Saluti

  • 2011-11-25 15:50:16

    @Ipazia,

    l’ho confusa con quell' "istanteo", per "istantaneo?". Ci rimanga nella
    confusione: le sta bene.

  • 2011-11-25 15:57:54

    Ma si, buttiamola pure in politica ! Seguiamo l'insegnamento del ns. maestro Totò 'u curtu e gridiamo a squarciagola: "Giudici comunistiiii !!!!!
    E poi, un bel "tutti colpevoli" (dal presidente della repubblica all'ultimo usciere di piazza V.E. Orlando)"nessun colpevole" !
    Tanto è notorio che: 1)A Portella della Ginestra sparò Salvatore Giuliano (e giammai i carabinieri); 2) Peppino Impastato era un terrorista sprovveduto che morì suicida per errore suo (che c'entrava la mafia di Badalamenti ?); 3) Falcone e Borsellino strocati da una infausta polmonite fulminante (quali stragi di Stato, quando mai !); 4)L'indagato e il condannato per mafia Dell'Utri, solo uno dei tanti errori giudiziari di una magistratura sprovveduta e politicizzzzata !
    Ma mi faccia il piacere !!!! Avrebbe detto il Principe De Curtis (in arte il grande Totò) !

  • 2011-11-26 08:59:32

    Dunque, tirando le somme, il "terzo livello" di cui parlava Falcone, non è mai esistito. Se i politici per dialogare con la mafia dovevano ricorrere alle ambascierie dell'arma dei carabinieri in casa Ciancimino, allora non esisteva il "terzo livello", quello di cui parlava Falcone. Se i mafiosi per avere un canale aperto per trattare con lo Stato dovevano accordarsi con un funzionario di Publitalia dal brillante passato d'impiegato in un'azienda milanese e fargli spazio in politica, ciò significa che il "terzo livello", di cui parlò e scrisse Falcone, era un'ipotesi campata per aria. In realtà non c'era nessun "terzo livello". Se il Governo Ciampi con annessi tutti i suoi vegliardi democristiani ha alleggerito il 41bis, non è stato in conseguenza dell'intreccio mafia-politica pregresso,vale a dire per le connivenze, le collusioni, i favori elettorali, gli affari di comune interesse, i ricatti ed i rischi connessi con una ribollente "mani pulite" siciliana (che a Palermo si chiamava "mafia e appalti") che dopo la morte di Falcone e Borsellino era tornata "sotto controllo", a costituire soltanto ed ancora parte intima dei segreti della mafia, ma perchè c'era stato un accordo fra Dell'Utri e Provenzano sulle fondamenta gettate dai carabinieri e don Vito Ciancimino con una "trattativa" diplomatica in piena regola.

    Non stupisce di leggere che "a tirare per primo in ballo Dell’Utri nell’indagine sulla trattativa", consentendo così ai nostri magistrati di postulare una tesi tanto brillante e prodigiosa, sia stato PROPRIO il figlio di Vito Ciancimino", e che lo abbia fatto (ma questo lo aggiungiamo noi, perchè nell'articolo non viene precisato), con il supporto di fotocopie ritagliate, collage e documenti che oggi sono stati certificati dai periti come fotomontaggi. Il tutto in un processo zeppo di circostanze tragicomiche, tante che oggi i giornalisti si trovano nell'imbarazzo di dover scegliere se citare il testimone "A" (tra l'altro, anche lui già condannato in primo grado per aver falsificato la firma su un documento), quello cioè che afferma che "Angelo Angeli, un ufficiale dei carabinieri che, pur avendo messo le mani sul ‘papello’ durante la perquisizione della cassaforte nella casa di Massimo Ciancimino non l’avrebbe sequestrato", o quella dello stesso Massimo Ciancimino, che in più sedi ha puntato il dito contro quegli stessi carabinieri perchè a dir suo, in quella perquisizione, non avrebbero voluto assolutamente aprire quella cassaforte.

    Naturalmente, tutte queste considerazioni sono il prodotto di un pensiero, mio e degli altri curiazi qui presenti, tutto condizionato dalla "propaganda di regime".

  • 2011-11-26 17:20:25

    @Ipazia,

    “Quousque tandem abutere patientia nostra, signori magistrati?”

    Signora Ipazia,
    il torto dei sapienti come lei, è di non conoscere i limiti culturali del volgo, per il quale la sua frase è un Abracadabra, ovvero parole magiche, prive di un significato specifico.
    Mi permetta di tradurre per il “volgo”, al quale io mi onoro di appartenere, creda o non creda, visto l’inganno in cui è caduta scrivendo di me in un suo commento: “Io qui di stomachevole ci trovo solo il livore di certa gente che si sente superiore ad altri solo perché ha il tesserino di giornalista in tasca”. Di certo nessun tesserino. Una lunga carriera di lettore, sì. Mi basta per copiare da: “ LE QUATTRO ARRINGHE CONTRO CATILINA, di M. T. Cicerone (un libriccino della B. U. R. , VOLUME SINGOLO - Lire settanta), la prima riga della Prima Arringa: “FINO A QUANDO DUNQUE, O CATILINA, ABUSERAI DELLA NOSTRA PAZIENZA?”.
    Vede, signora Ipazia? Lei ha “abusato” di Cicerone, sostituendo “Catilina” con i: “signori magistrati!”. Non assumo la difesa di Marco Tullio, e neppure dei magistrati, ma mi preme sviluppare un’arringa contro Ipazia e suoi immancabili colleghi avvocati d’ufficio, sempre attentissimi a scattare insieme per parare i colpi che potrebbero ferire i loro poveri patrocinati.
    Le faccio una domanda, signora Ipazia, chi abusa di più della nostra (intenda del volgo) pazienza, La Casta politica, oppure la Casta dei magistrati?

Commenta anche tu la notizia

* Campi obbligatori

Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni del giornale LiveSicilia.it.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.

Ad esempio, i commenti e i nickname non dovranno contenere:

  • espressioni volgari o scurrili
  • offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale
  • esaltazioni o istigazioni alla violenza o richiami a ideologie totalitarie ecc.

I contributi che risulteranno in contrasto con i principi esposti nel Disclaimer non verranno pubblicati.

Si raccomanda di rispettare la netiquette.