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Live Sicilia

La chemio mortale, la dottoressa:
"Non ho scritto io quella dose maledetta"

Martedì 10 Gennaio 2012 13:17 di Irene Macaione

Il silenzio si è rotto. A parlare al quotidiano 'La Repubblica' è l'oncologa del Policlinico Laura Di Noto, iscritta nel registro degli indagati per omicidio colposo, dopo la morte di Valeria Lembo, uccisa da una dose fatale di chemioterapia. La dottoressa chiarisce la sua posizione. attraverso il suo avvocato Marco Clementi. La Di Noto ha di suo pugno firmato la terapia, dice: "Dopo una verifica". A Valeria Lembo sono stati somministrati 90 milligrammi di antitumorale di Vinblastina, al posto di nove; 15 fiale al posto di una e mezza. Un clamoroso errore che le è costato la vita. “Non sono stata io a scrivere quel numero maledetto. Ho firmato la terapia solo dopo aver verificato che i novanta milligrammi erano stati segnati in cartella da un altro medico”, afferma l'oncologa.

Le indagini dovranno chiarire chi ha materialmente scritto quello zero accanto ai nove milligrammi, facendo lievitare la quantità di farmaco fino a novanta. Secondo la versione dell'oncologa, riportata da 'Repubblica': “Sono stati in due a sbagliare: il medico specializzando Alberto Bongiovanni, che ha segnato 90 sulla cartella clinica del paziente e lo studente universitario Gioacchino Mancuso, che l'ha scritto sulla prescrizione di terapia il giorno della seduta”.

Dichiarazioni che sono al vaglio della Procura che ha sequestrato sia la cartella clinica che il foglio terapeutico del tragico 7 dicembre. I magistrati - l'aggiunto Maurizio Scalia, i pm Francesco Grassi ed Emanuele Ravaglioli non escludono che l'inchiesta possa allargarsi. Oltre la dottoressa sono indagati Bongiovanni, Mancuso, il primario Sergio Palmieri e l'infermiera Clotilde Guarnaccia. Nessun addebito all'operatore sanitario Annamaria D'Anna.
Ultima modifica: 10 Gennaio ore 13:36

 

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Commenti

  • 2012-01-10 13:45:03

    Bisogna essere degli ignoranti a non sapere che una dose del genere porta alla morte!!!! Nessuno, proprio nessuno...ha avuto il dubbio...ed ha cercato di accertarsi come mai una dose così massiccia..!!!! Devo pensare che la strafottenza sia la prima regola di un medico? Io ci penso.... e sempre più spesso....

  • 2012-01-10 14:01:34

    Ma è possibile che degli studentelli incapaci possano esser destinati a questi compiti?

  • 2012-01-10 14:15:51

    Sarebbe interessante sapere se la prescrizione e' stata fatta sul cartaceo oppure con la cartella clinica elettronica. Per ridurre il rischio clinico ormai da anni e' stata introdotta la cartella clinica informatica. E' noto che il suo uso abbatte gli errori di trascrizione da parte dei sanitari. Le strutture private sono state obbligate ad usarla....ma le strutture pubbliche? Chi controlla? Perche' non si usano i parametri utilizzati per le strutture private anche per le strutture pubbliche!!!!!!!!!

  • 2012-01-10 14:22:14

    Ma alla dottoressa,per altro oncologa,non e' passato per la mente avallando una terapia scritta da altro medico che una dose di 90mg. di Vinblastina potesse essere letale?E poi 15f. avrebbero allarmato chiunque.Non e' scaricando la responsabilita' su uno specializzando ed uno studente che chiarira' la sua posizione.

  • 2012-01-10 14:26:02

    Lo specializzando, lo studente... a questo punto manca il bidello della facoltà di meidicina e qualche donna delle pulizie.
    Accusiamo lo studente perché non ha fatto bene i compiti a casa mentre primari e medici se ne vanno in vacanza.
    Buffoni!
    Ma allora se in un reparto uno era ubriaco e scriveva 900 mg, tutti gli altri somministravano 900mg?
    Al di là di chi materialmente ha digitato zeri in più, chi doveva avere la preparazione professionale per capire che c'era un errore e invece non l'ha capito?

  • 2012-01-10 14:30:32

    La Dottoressa, ha tutto il diritto di difendersi, per carita', ma,cio' non significa che non debba essere indagata e cmq vada da ignorante dico,che 90 milligrammi e' una dose spaventosa....come e' venuto il dubbio all'infermiera potrebbe venire anche ad un medico no?!??!
    Tanto quella povera donna e' morta, un bambino orfano, un marito e padre afflitto da un dolore mostruoso, famiglie distrutte...CHI PAGA QUESTO ERRORE MALEFICO>?!??! CHI?!??!

  • 2012-01-10 15:30:09

    Per trasparenza, pubblicate i legami di parentela di tutti i medici di tutte le divisioni del POliclinico, si scoprirebbero cose interessanti.
    Questi ottimi medici che hanno sbagliato, di chi sono parenti più o meno stretti?

  • 2012-01-10 15:45:06

    Fa ancora più male leggere delle giustificazioni assurde. Davanti ad un errore così clamoroso tutti coloro che a diverso titolo sono coinvolti dovrebbero avere la dignità di stare in silenzio ed aprire bocca solo per fare mea culpa e chiedere scusa.
    Purtroppo le cose nei nostri opsedali vanno così. Uno specializzando ed uno studente che prescrivono un chemioterapico ed un primario e gli altri medici magari a leggere il giornale. Siamo solo dei numeri e non persone e pazienti. Il mio pensiero va ai familiari di questa sfortunata ragazza ed in particolare al marito ed al figlioletto che non potranno mai essere risarciti da una perdita così grande.
    Per i medici coinvolti sarebbe giusto l'immediata sospensione e la condanna a non esercitare mai più la professione perchè non si può essere così leggeri nel prendersi cura di una persona ammalata. VERGOGNA!!!!!!

  • 2012-01-10 16:21:26

    Insisto con garbo: quali sono i rapporti di parentela? ed ancora: chi garantisce la trasparenza degli esami per l'accesso alla scuola di specializzazione? Da quali scuole escono i futuri medici?

  • 2012-01-10 16:47:46

    @Kiro : ma infatti l'accesso a medicina è quello che è! Off limits.
    La domanda che poni difficilmente troverà risposta, almeno, pubblica!

  • 2012-01-10 17:05:41

    @ valentina: è l'accesso alle specializzazioni ingovernabile, ancora peggio dell'accesso al corso di laurea, lì sembra regolato meglio, alla specializzazione si torna all'epoca dei feudatari.

  • 2012-01-10 17:35:08

    settimana prox farò l'ultimo ciclo di chemio. ho diverso opzioni su come comportarmi: 1) mi attacco alle sottane delle infermiere sfinendole x avere la certezza che il veleno rosso che mi sta entrando in circolo sia del giusto dosaggio. 2) inseguo x i corridoi di oncologia tutti i medici di turno x essere rassicurata. 3) pretendo di leggere la mia cartella medica non capendoci nulla. 4) mi fido come ho fatto finora. c'è di buono che in quel reparto non ho ancora visto dottorandi e infermiere diplomande. i miei parenti avranno la consolazione di andare a colpo sicuro con le responsabilità..

  • 2012-01-10 18:00:12

    La cosa provata dalle affermazioni della Dott.ssa è una sola: la propria incompetenza!!!

  • 2012-01-10 20:30:54

    Non sono stata io a scrivere quel numero maledetto. Ho firmato la terapia solo dopo aver verificato che i novanta milligrammi erano stati segnati in cartella da un altro medico”, afferma l’oncologa.
    Ma questa sarebbe una giustificazione???? A me pare che si sia ancora di più buttata la zappa sui piedi...

  • 2012-01-10 20:59:34

    @kiro:
    in qualche provincia si entra nelle scuole di specializzazione con i voti giusti alle persone giuste, parentele a parte. Possibilmente poi l'interessato o un familiare dell'interessato alle comunali si candida almeno come consigliere comunale... non so se mi spiego!... e, dulcis in fundo, si aspetta per la strada chi di dovere per dargli la mano, fare gli auguri, ecc....

    Comunque sia, questo è un po' fuori tema perché se crolla un edificio o un pezzo di autostrada si va a cercare l'ingegnere che ha fatto il progetto e il capo della ditta che ha eseguito i lavori. Non si cercano gli operai, che in questo caso sono l'analogo dello specializzando o dello studente.

  • 2012-01-10 22:15:18

    Cara dottoressa la saluta mia cugina Valeria.

  • 2012-01-11 00:30:36

    Ma l'ospedale e i malati sono nelle mani degli studenti????? cose da pazziiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii dovrebbero vietare agli studenti di mettere il camice in ospedale passano per medici specializzati essendo invece solo studentiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

  • 2012-01-11 00:33:28

    che siate maledetti avete ucciso una persona!!!!!

  • 2012-01-11 00:58:07

    a pulire le strade almeno se butta una bottiglia di plastica nel cassone sbagliato non fa danni!!!! e a 500 euro al mese !

  • 2012-01-11 09:22:17

    Secondo me è tutto il sistema che non funziona! Non possono lasciare che uno studente prepari delle schede di terapia a mano! Le chemioterapie sono veleni! E poi il primario perchè non le controlla? La dottoressa peraltro è una Oncologa e non una Ematologa, l'Oncologo non può conoscere le terapie dei linfomi a memoria a meno che non abbia una specialistica anche nella cura dei tumori del sangue. Due miei amici che hanno avuto la stessa malattia sono stati curati da un bravissimo Ematologo. E poi come si fa a scrivere ancora a mano nel 2012?

  • 2012-01-11 09:36:58

    La colpa è dei concorsi "allegri" ................

  • 2012-01-11 10:21:28

    @utente qualunque: e no, no no! Lo specializzando poi diventa di ruolo, e se non è capace e se non è davvero il migliore poi sbaglia, vedi sopra...per il resto sono d'accordo che il pesce è marcio dalla testa...

  • 2012-01-11 11:02:49

    se la dottoressa ha confermato la terapia, significa che l'ultimo controllo prima della somministrazione è a lei deputato. per cui, anche se uno studente avesse scritto 200 milligrammi lei avrebbe dovuto correggerlo. cara dottoressa questo mestiere non è per te. e se è vero che l'infermiera ti ha fatto notare l'incongruenza, per me saresti icriminabile per omicidio volontario altro che colposo.

  • 2012-01-11 11:11:06

    Quello che sembra sfuggire e' che la oncologa di cui si parla, stando ad uno dei primi articoli su repubblica palermo, e' specializzata in oncologia e specializzanda in patologia clinica. Quello da sapere e' che cosa ci facesse in un reparto non suo dal momento che il contratto di specializzazione ti obbliga a stare nel tuo reparto. Chi e perche' gli ha dato la'autorizzazione? Il sindacato degli specializzandi dice qualcosa? L'ordine?

  • 2012-01-11 13:12:38

    Quello che è accaduto a questa ragazza non e altro che il frutto di una elevata strafottenza, incapacità e disumanità dei medici e dirigenti di una così delicata struttura come quella dell'oncologia. Mio papà ha fatto al policlinico diverse sedute di chemio ed è stato seguito da un medico giovane davvero eccezzionale il quale , attraverso la collaborazione col Direttore Prof. Gebbia ( grandissimo esperto in materia nonchè professionista ), ha messo sul campo non solo la preparazione ma in primis l'umanità che in questo caso avrebbe fatto la differenza. Chi è colpevole o chi si sente in qualche modo delle colpe per non avere svolto il proprio compito secondo coscienza dovrebbe solamente RITIRARSI affinchè non accada mai più. Aggiungo che non è una situazione in cui bisogna necessariamente stare a galla spingendo gli altri giù ma bisogna assumersi la responsabilità morale è capire che forse non tutti possono svolgere la professione di medico.

  • 2012-01-11 13:57:19

    Invece di fare i concorsi con graduatoria SEGRETA per Amicizie e Tessere di Partito, provate a farli per Titoli "veri" ( di Studio e di Carriera )

    Magari avremmo un pò di malasanità in meno !

  • 2012-01-11 16:26:12

    Il vero problema e' purtroppo un altro.Chi ha materialmente confezionato e preparato una infusione con 15 (leggasi 15 ) fiale ?
    Certamente l'inesperienza e l'ignoranza sono inammissibili in certi presidi.
    Tanto e' vero che al medico puo' sfuggire uno zero ,ma all'infermiere che somministra e' fatto obbligo controllare eventuali prescrizioni abnormi.C'e' una centrale unificata di preparazione dei farmaci antiblastici al Policlinico ?

  • 2012-01-11 19:07:28

    Sono costernato da questa vicenda terribile e non trovo parole che restituiscano
    lo stato d'animo e il dolore fisico vissuto dalla povera Valeria durante e dopo le cure. Non esistono scuse , giustificazioni, attenuanti... E' solo pura INCOMPETENZA, superficialita' e negligenza.
    Purtroppo ho avuto a che fare con il reparto oncologico del policlinico. Un unico commento: un girone dantesco dove i malati oncologici attendono ore o addirittura intere mattinate prima di essere sottoposti alla chemio e ancora altra fila dopo la cura per essere nuovamente visionati dai medici, i quali con una buona dose di distacco ti invitano ad " avere pazienza". Siamo pazienti e molto, ma per alcuni medici siamo solo numeri.

  • 2012-01-13 14:54:32

    • Sono in cura al policlinico da 7 anni e penso che in quella struttura ci siano delle persone stupende, non andrei mai in un’altro ospedale.
    Mi hanno salvato la vita e non finirò mai di dire che sono speciali tutti.
    Tutto il personale medico, infermieristico ecc.
    Io non capisco come sia potuta succedere questa disgrazia, perchè lì c’è molta professionalità e molta attenzione per tutti i pazienti.
    Lavorare lì dentro è psicologicamente pesante perchè gli ammalati siamo un’infinità e ognuno con problemi gravi ma loro non si mostrano mai sgarbati o indifferenti, anzi tutto il contrario ti prestano sempre la loro attenzione.
    Mi dispiace tantissimo per quello che è successo, ma non posso parlare male di quel reparto…

  • 2012-01-13 18:54:14

    le persone in questione son esse stesse vittime di un sistema che non funziona e che esige che 2 medici e non Dio in terra mantengano forze sovraumane e diano l'impossibile per fare andare avanti quel reparto e per assistere tutte quelle persone. Non voglio giustificare la dottoressa in questione, non è figlia di alcun medico, ha lavorato duro e una vita per conquistare la sua posizione, sempre con eccellenti risultati. Una tragediaèpiombata su di lei, spero che la verità venga a galla. La morte di Valeria è inaccettabile. E' come un'incidente tra due macchine per colpa di una curva pericolosa. Ci sono piu vittime e il sistema èla strada pericolosa.Ma come nella caccia alle streghe noi vogliamo un nome, un colpevole e ovviamente sarà il più debole a pagare.

  • 2012-01-19 07:31:57

    Lo specializzando è un medico iscritto regolarmente all'Ordine e in reparto non è uno studente di Medicina o un operaio che esegue ciò che dall'alto gli viene detto. Se lo specializzando ha sbagliato a scrivere il dosaggio del farmaco allora deve essere condannato per omicidio colposo e poi dovrà essere condannato il medico strutturato che non ha controllato in modo corretto ciò che era stato deciso e scritto in cartella durante il giro visite. Poi tutti bravi a puntare il dito contro, tutti bravi a giudicare ma questo si sa, siamo in Italia. Tutti a lapidare e a linciare l'operato dei medici quando le cose vanno male ma anche al minimo errore, ma nessuno loda o apprezza che soprattutto gli specializzandi si fanno un sedere enorme dalla mattina alla sera e prendono un terzo dei medici strutturati che non fanno niente

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