Buzzanca resta deputato regionale
Mercoledì 11 Gennaio 2012 15:16 di Accursio Sabella
Giuseppe Buzzanca resta deputato regionale. Almeno fino a marzo. La commissione verifica dei poteri dell’Ars, infatti, riunitasi oggi dopo il rinvio del 22 dicembre scorso, per discutere dell’incompatibilità della carica di sindaco di Messina con quella di parlamentare siciliano sancita da una sentenza della corte costituzionale, ha deciso di respingere la richiesta avanzata dal legale di Antonio D’Aquino, primo dei non eletti nel collegio di Messina. D’Aquino, infatti, sarebbe subentrato a Buzzanca nel caso in cui la commissione avesse sancito l’incompatibilità.
Ma la commissione, come detto, ha deciso diversamente. Sono stati cinque i voti favorevoli all’incompatibilità, quattro quelli contrari, s’è astenuto il presidente Cascio. Non è stata raggiunta, quindi, la maggioranza assoluta richiesta in questo caso dal regolamento: sei deputati (visto che i componenti della commissione sono dieci).
A favore dell’incompatibilità di Buzzanca si sono espressi i quattro parlamentari del Pd Gucciardi, Termine, Panarello e Laccoto, e l’esponente dell’Mpa Arena. A favore del “mantenimento all’Ars” di Buzzanca invece, i parlamentari di centrodestra: D’Asero, Vinciullo e Campagna del Pdl, e Maira del Pid.
La decisione di questi ultimi di votare “no” all’incompatibilità di Buzzanca è motivata dal fatto che, dopo la seduta del 22 dicembre, il legale di D’Aquino, Antonio Catalioto, ha presentato un ricorso al tribunale di Palermo sempre contro la doppia carica di Buzzanca. Questo fatto, secondo i parlamentari di centrodestra, consente alla Commissione di rimandare semplicemente alla decisione del tribunale. Un voto favorevole dell’Ars all’incompatibilità di Buzzanca, che avrebbe prodotto comunque un provvedimento “amministrativo”, infatti, avrebbe potuto scontrarsi con quello, magari di segno opposto, deciso da una sentenza della giustizia ordinaria. Decisione attesa il marzo prossimo.
Così, oggi, Giuseppe Buzzanca è l’unico politico siciliano a mantenere le cariche di deputato e amministratore, dopo il pronunciamento della Consulta che imponeva le dimissioni da uno dei due ruoli. E in effetti, nei mesi scorsi avevano compiuto la scelta di lasciare una delle due poltrone, tra gli altri, il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli e quello di Mazara Nicola Cristaldi (che hanno optato per la poltrona di primo cittadino), passando per i deputati dell’Ars Giuseppe Federico, Salvino Caputo, Nino Dina, Giovanni Ardizzone e Raffaele Nicotra che hanno scelto l'Ars.
Ma la commissione, come detto, ha deciso diversamente. Sono stati cinque i voti favorevoli all’incompatibilità, quattro quelli contrari, s’è astenuto il presidente Cascio. Non è stata raggiunta, quindi, la maggioranza assoluta richiesta in questo caso dal regolamento: sei deputati (visto che i componenti della commissione sono dieci).
A favore dell’incompatibilità di Buzzanca si sono espressi i quattro parlamentari del Pd Gucciardi, Termine, Panarello e Laccoto, e l’esponente dell’Mpa Arena. A favore del “mantenimento all’Ars” di Buzzanca invece, i parlamentari di centrodestra: D’Asero, Vinciullo e Campagna del Pdl, e Maira del Pid.
La decisione di questi ultimi di votare “no” all’incompatibilità di Buzzanca è motivata dal fatto che, dopo la seduta del 22 dicembre, il legale di D’Aquino, Antonio Catalioto, ha presentato un ricorso al tribunale di Palermo sempre contro la doppia carica di Buzzanca. Questo fatto, secondo i parlamentari di centrodestra, consente alla Commissione di rimandare semplicemente alla decisione del tribunale. Un voto favorevole dell’Ars all’incompatibilità di Buzzanca, che avrebbe prodotto comunque un provvedimento “amministrativo”, infatti, avrebbe potuto scontrarsi con quello, magari di segno opposto, deciso da una sentenza della giustizia ordinaria. Decisione attesa il marzo prossimo.
Così, oggi, Giuseppe Buzzanca è l’unico politico siciliano a mantenere le cariche di deputato e amministratore, dopo il pronunciamento della Consulta che imponeva le dimissioni da uno dei due ruoli. E in effetti, nei mesi scorsi avevano compiuto la scelta di lasciare una delle due poltrone, tra gli altri, il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli e quello di Mazara Nicola Cristaldi (che hanno optato per la poltrona di primo cittadino), passando per i deputati dell’Ars Giuseppe Federico, Salvino Caputo, Nino Dina, Giovanni Ardizzone e Raffaele Nicotra che hanno scelto l'Ars.
Ultima modifica: 11 Gennaio ore 18:49























Questo è il paese di Bengodi.
forza Buzzanca, di fronte al ribaltone si combatte con tutte le armi, pensino i deputati del PD alle loro manchevolezze e alle loro sprezzanti occupazioni di ruoli istituzionali dai quali traggono vantaggi a spese dei contribuenti.
ma questa sentenza della corte costituzionale varrà anche per le prossime amministrative di maggio? Mi sembra che sia stata sconfessata dal senato stesso
chi può fare chiarezza? si sente già alcuni parlamentari che vogliono candidarsi come se questa sentenza non valesse niente
http://gazzettino.it/articolo/articolo.php?id=174112&ctc=0&ordine=asc
sarebbe ora che si facesse una legge semplicissima e valida a tutti i livelli istituzionali: tutti sempre eleggibili, ma sempre tutti incompatibili (cioè nessun doppio incarico, tantomeno sfruttando arzigogoli giuridici che non generano altro che disprezzo per la casta).
E' sempre un magna magna. Ma la dignità, sanno che cos'è?
SCHIFO, SCHIFO, SCHIFO
F.TO MASSIMO DECIMO MERIDIO (un forzato del PDL)