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Live Sicilia

Non sono gli arresti a cambiarci

Domenica 15 Gennaio 2012 08:03 di Azzurra Cancelleri

Per una nata nel 1984, scrivere cosa ricordo del giorno in cui venne catturato Salvatore Riina, è un po’ “strano”. In realtà non ho ricordi precisi, non ero neanche consapevole della grandiosità dell’impresa compiuta dal capitano “Ultimo” e i suoi uomini. Le urla di gioia che sentivo, erano esattamente le stesse che qualche anno prima avevo udito durante la finale di un mondiale di calcio.

A 9 anni, infatti, vieni ancora protetto dalle brutture e quindi “mafia” è una parola, né più né meno. Ma il 15 gennaio 1993, ha fatto sì che di mafia se ne parlasse ovunque: casa, scuola, catechismo; ovunque trovavo qualcuno volenteroso (quasi voglioso, direi) di spiegarmi cos’era successo: uno dei più potenti esponenti della mafia, latitante, finalmente era stato catturato.

E per comprendere l’importanza dell’evento e per farmi distinguere quelle urla di gioia da quelle dei mondiali, mi spiegarono che schifo fosse la mafia, il vortice di malvagità che aveva generato fino a quel momento e quindi perché ci fosse tutta questa eccitazione verso la cattura. L’evento veniva visto “dai grandi” come una possibilità di svolta e, quindi, di riscatto per la nostra terra. Anche io iniziai a gioire: il messaggio che mi arrivava era che il “bene” aveva vinto sul “male”. Bellissimo.

Crescendo il calcio non mi interessò più di tanto, mentre la mafia divenne uno dei fenomeni che più mi colpiva: Perché tanta cattiveria? Perché un sistema avanzato come il nostro non è ancora riuscito ad eliminare quello mafioso? Così mi sono avvicinata a movimenti antimafia, ho letto le storie di grandi eroi che per combatterla sono morti e mi sono documentata su vicende oscure che riguardano chi la mafia la combatte (o dovrebbe farlo) anche per lavoro.

La vicenda Riina, per esempio, ha creato delle ombre: la mancata perquisizione del suo covo che ha permesso ai suoi di, addirittura, imbiancarne le pareti e far sparire eventuali scritti o dati importanti; anche la presunta “facilità” della cattura, non fa pensare ad una sorta di compromesso?

Crescendo ho imparato, come diceva Peppino Impastato, che “la mafia è una montagna di merda”, che per la cattura di Riina – così come per altre che sono avvenute in seguito – bisogna comunque gioire ma che la vera svolta non dipende dagli arresti “importanti”, ma dalla mentalità degli uomini e dalla nostra predisposizione e convinzione verso il cambiamento. Spero un giorno di poter spiegare ai miei nipoti, figli, alunni, ai giovani insomma, cos’era la mafia e come si è finalmente arrivati alla sua fine. A quel punto, forse, potrei iniziare a seguire una partita di calcio.

 

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Commenti

  • 2012-01-15 08:40:44

    Un'Azzurra straordinaria, un pezzo toccante da cui traspare grande rabbia e attaccamento per quella che il maestro Giuseppe Tornatore chiama: " terra maligna"
    Brava amica mia, non mollare mai.

  • 2012-01-15 10:50:28

    Sono molto poco d'accordo, la mafia non è un fenomeno "a se' stante", ha avuto un inizio, una ragione di esistere, c'è un motivo ben preciso dietro al radicamento culturale del fenomeno mafioso. Se non si va' alle radici del fenomeno, non potremo mai risolverlo, e penseremo che la colpa sia solo nostra che "dobbiamo cambiare mentalità".

    Non è così.

    Il fenomeno mafioso è nato come risposta all'invasione dei savoia, che ha "unito" delinquenti e patrioti chiamandoli briganti, difendevano il popolo dall'invasore e per i 20 anni successivi lo hanno difeso dallo stato oppressore: per questo è tanto radicata nella mentalità. Poi si è evoluta, le bande sono diventate "famigghie", c'è stato l'appoggio americano nella 2° guerra mondiale, fino ad arrivare ai giorni nostri.

    "Cambiare mentalità" non è una strategia, deve essere solo una conseguenza delle nostre azioni di contrasto, è l'assenza dello Stato che alimenta questa mentalità che deve cambiare, e allora per combatterla dobbiamo lavorare per far funzionare lo "Stato" che si è dimenticato del meridione.

    Proprio come sta' facendo il movimento a 5 stelle.

  • 2012-01-15 11:31:32

    @Giacomo: Grazie per la tua osservazione.
    Non trovo molta differenza tra quello che ho scritto e quello che tu sostieni.

    Quando scrivo di "cambiamento della mentalità", parlo proprio del radicamento nella nostra mentalità a cui tu fai riferimento.

    Cambiare mentalità non è una strategia? io direi che non è la sola strategia, ma sono fermamente convinta che potrebbe essere la miccia necessaria: immagina imprenditori coesi nel ribellarsi tutti, a partire dallo stesso momento storico, al pizzo; immagina lo Stato che collabora con i cittadini e che li protegge senza rifugiarsi nell'ormai consueto "e che ci possiamo fare noi?"; cittadini che "cambiando mentalità" prendono consapevolezza del fatto che il voto non è una X ma è una scelta importante "di vita".
    Tutto questo racchiudo nel mio "cambiare mentalità".
    Non sto dando colpe ai siciliani, ma vorrei tanto che si uscisse da questo stato di rassegnazione.

    Ovviamente sono d'accordo con te quando scrivi che è necessaria la presenza incisiva dello Stato e che è essenziale lavorare per farlo funzionare... infatti faccio parte del Movimento Cinque Stelle, ad esempio :)

  • 2012-01-15 13:19:57

    complimenti per il duetto Azzurra - Giacomo; per la referenza prestata da Michele. Ma le chiacchiere stanno a zero, e i fatti ?????????

  • 2012-01-15 16:28:55

    i politici siciliani devono cambiare mentalità,i cittadini lottano contro un muro di gomma.

  • 2012-01-15 18:15:16

    Azzurra ha solo dato la testimonianza di come è stato percepito un evento da una bambina tramite l'osservaziomne dei gesti e dei comportamenti dei "grandi", non ha certo fatto ( ne pretendeva di fare) un'analisi socio-politica del fenomeno mafioso.
    A volte i ricordi delle sensazioni provate aiutano più dei discorsi dei filosofi e dei tuttologi da talk show..............ed aiutano a dire MAI PIU'!

  • 2012-01-15 18:45:33

    Io sono delusa, ma tu sei proprio un'illusa.
    E dove dovrebbero andare i milioni d ieuro gestiti dalla mafia? Chi dovrebbe "sconfiggerla"?
    A che ci sei, augurati di raccontare che esistevano persone che non pagavano le tasse, politici e funzionari che prendevano tangenti, cialtroni che si arricchivano facendosi eleggere da cittadini creduloni...

  • 2012-01-16 15:12:00

    Ed io che ero venuta qui a commentare l'articolo di azzurra... invece mi ritrovo a dover commentare più che altro i commenti!
    Sono d'accordo con l'analisi che ha fatto giacomo ma, come dice azzurra, credo non siano contrastanti i punti di vista ma, anzi, si credo che si possano sommare. I motivi per cui è iniziato tutto, ma quelli VERI, sono fondamentali per poter trovare una soluzione davvero efficace, ma poi vanno aggiunti anche al dato di fatto che l'italia ora è una e che molti cittadini non scelgono di prendere una parte (seppur quella sbagliata) ma scelgono di "non vedere". Ed è vero che ormai è tutta una questione di mentalità, che da nord a sud si è diffusa la teoria del "favore", di aggirare l'ostacolo chiedendo favori invece di pretendere quello che è tuo per diritto.
    Quindi, giustissimo capire le basi, ma è anche giusto iniziare a prenderci le nostre responsabilità. Ho come l'impressione che a noi italiani ci piaccia essere e rimanere vittime. È verissimo che vittime lo siamo stati, sin dagli albori della nostra nascita visto che ancora gira per la maggiore il mito di cavour e garibaldi, come è vero che abbiamo sempre avuto una classe dirigente pessima, ma quando arriva il momento di dire basta???
    Quando finiranno commenti come quello di "Delusa", che invece di dire ad azzurra "ti ammiro perchè ancora hai la forza di lottare per cambiare le cose, mentre io invece sono divetata troppo cinica" -con pseudonimo, tra l'altro-, la deride chiamandola illusa?
    Perchè la maggior parte di noi italiani chiediamo sempre di passare ai fatti senza però scomodarci un minimo per farlo? Chi dovrebbe farli i "fatti", gli altri? Magari quelli che ci mangiano sopra?
    Tanto di cappello ad azzurra allora, che oltre a parlare, agisce anche, lavorando con il movimento cinque stelle che, seppur non apprezzando affatto grillo e molti dei suoi esponenti in giro per l'italia, mi trova molto eccitata e speranzosa per il lavoro cne sta facendo a palermo, caltanissetta e in sicilia in generale.

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