"Miccichè? Da oggi più vicini
Stiamo ricucendo vecchi strappi"
Giovedì 19 Gennaio 2012 15:00 di Accursio Sabella
Una proposta condivisa del centrodestra. Che punti a raccogliere consensi e vittorie alle prossime scadenze elettorali. Dalle amministrative alle elezioni per il presidente della Regione siciliana. L'ex ministro e leader del Pid Saverio Romano ci crede. “Stiamo lavorando per questo, per ricucire vecchi strappi”. E una delle soluzioni per il riavvicinamento di Grande Sud all'asse Pdl-Pid potrebbe essere avanzata dai berlusconiani: “Basta – dice Romano – dimostrare un po' di generosità nei confronti degli alleati più piccoli”. Ovvero, la chiave è sempre quella: una candidatura di Gianfranco Micciché a governatore, potrebbe rinsaldare il centrodestra. Nonostante ieri si fosse appreso di un imminente incontro tra il leader di Grande Sud e Gianfranco Fini e si erano accese le voci di un avvicinamento dell'ex sottosegretario col Terzo polo. Ma oggi, invece, Micciché ha incontrato Alfano e, appunto, Saverio Romano, che ammette “abbiamo ricominciato un percorso insieme”.
Onorevole Romano, quindi il centrodestra sta tentando di tornare alla “formula originaria”, quella del famoso 61-0 del quale Miccichè fu grande protagonista...
“Posso dire che oggi siamo solo all'inizio. Ma nell'incontro avvenuto questa mattina con i leader di Pdl e Grande Sud ho registrato una disponibilità a riprendere questo cammino...”.
Ieri si parlava invece di un dialogo serrato tra Miccichè e il Terzo polo...
“Io guardo i fatti. E dico che, mentre un po' di tempo fa si litigava, oggi ci si siede allo stesso tavolo”.
Su quel tavolo, immaginiamo, il “risiko” delle candidature: dal comune di Palermo a Palazzo d'Orleans...
“Guardi, di tutto abbiamo parlato oggi, tranne che di nomi. Quello che ci interessa oggi è concordare un'architettura politica in vista delle prossime scadenze elettorali”.
Quindi non avete parlato di Lagalla, di Cascio, di Micciché...
“Il problema non è certamente quello di trovare un candidato. Dobbiamo mettere a fuoco un progetto politico che vada anche oltre le amministrative, e si proietti alla elezioni regionali”.
E quali sono gli ostacoli per realizzare questo progetto?
“Io non parlerei di ostacoli. Direi che il Pdl dovrebbe fare uno sforzo, un investimento. E dimostrare 'generosità' nei confronti dei partiti più piccoli”.
E dare il proprio “via libera” alla candidatura di Micciché a Palazzo d'Orleans...
“Le ripeto, non è questo il tema, al momento. Certamente nel centrodestra è necessario superare le lacerazioni del passato”.
Di una di queste lacerazioni voi siete stati “attori”. Ci riferiamo a quella con l'Udc. Ci sono margini per un riavvicinamento anche su quel fronte?
“Intanto noi registriamo in Sicilia una netta spaccatura del Terzo polo. Credo che oggi il dato politico sia questo. Per il resto, io non ho preclusioni ad alleanze nei confronti dell'Udc. Anche in prospettiva...”
E se la prospettiva fosse quella di una candidatura di Giampiero D'Alia a governatore?
“Mi sembra prematuro parlare di una cosa del genere. È fantapolitica. Non dimentichiamoci che fino a pochi giorni fa in Sicilia l'Udc sosteneva il governo Lombardo...”.
Nonostante ciò, però, anche in quel caso il dialogo è possibile.
“Sul fronte del riavvicinamento con l'Udc, credo che un ruolo centrale possa essere svolto da Angelino Alfano, visti anche i suoi buoni rapporti con Pierferdinando Casini”.
In questo quadro, il Pid come si colloca? Si era diffusa la notizia persino del possibile scioglimento del partito...
“...notizia che smentisco categoricamente. Il Pid in Sicilia, voglio ricordarlo, è tutt'ora, dopo il Pdl, il più grande partito di centrodestra. E abbiamo già presentato nostre liste in tutta Italia, da Bologna a Bergamo. Altro che scioglimento...”.
Torniamo un attimo a Palermo. Il Pid, in realtà, un candidato sindaco lo avrebbe già: Marianna Caronia.
“Io credo che Marianna Caronia abbia compiuto una grande operazione, quella di coinvolgere la gente. E gliene diamo pieno merito. Anche questo suo impegno, nel momento in cui si delineeranno i progetti politici di cui parlavamo, farà parte della sintesi che necessariamente dovremo trovare”.
Insomma, le chiederete di fare un passo indietro?
“In politica non esistono i passi indietro. Ci saranno, semmai, obiettivi comuni da raggiungere”.
Nel centrodestra si fa sempre più credibile l'ipotesi della candidatura del rettore Roberto Lagalla.
“Non è questo il momento di fare nomi. Anche per rispetto nei confronti dei diretti interessati. E non mi riferisco solo al Comune di Palermo”.
Cioè?
“Mi riferisco anche alla Regione”.
Potrebbe esserci qualche candidatura a sorpresa?
“Le dico solo che anche il Pid ha il suo candidato a Palazzo d'Orleans. Ma gliel'ho detto, non è il momento di fare nomi. Ne parleremo prossimamente”.
Onorevole Romano, quindi il centrodestra sta tentando di tornare alla “formula originaria”, quella del famoso 61-0 del quale Miccichè fu grande protagonista...
“Posso dire che oggi siamo solo all'inizio. Ma nell'incontro avvenuto questa mattina con i leader di Pdl e Grande Sud ho registrato una disponibilità a riprendere questo cammino...”.
Ieri si parlava invece di un dialogo serrato tra Miccichè e il Terzo polo...
“Io guardo i fatti. E dico che, mentre un po' di tempo fa si litigava, oggi ci si siede allo stesso tavolo”.
Su quel tavolo, immaginiamo, il “risiko” delle candidature: dal comune di Palermo a Palazzo d'Orleans...
“Guardi, di tutto abbiamo parlato oggi, tranne che di nomi. Quello che ci interessa oggi è concordare un'architettura politica in vista delle prossime scadenze elettorali”.
Quindi non avete parlato di Lagalla, di Cascio, di Micciché...
“Il problema non è certamente quello di trovare un candidato. Dobbiamo mettere a fuoco un progetto politico che vada anche oltre le amministrative, e si proietti alla elezioni regionali”.
E quali sono gli ostacoli per realizzare questo progetto?
“Io non parlerei di ostacoli. Direi che il Pdl dovrebbe fare uno sforzo, un investimento. E dimostrare 'generosità' nei confronti dei partiti più piccoli”.
E dare il proprio “via libera” alla candidatura di Micciché a Palazzo d'Orleans...
“Le ripeto, non è questo il tema, al momento. Certamente nel centrodestra è necessario superare le lacerazioni del passato”.
Di una di queste lacerazioni voi siete stati “attori”. Ci riferiamo a quella con l'Udc. Ci sono margini per un riavvicinamento anche su quel fronte?
“Intanto noi registriamo in Sicilia una netta spaccatura del Terzo polo. Credo che oggi il dato politico sia questo. Per il resto, io non ho preclusioni ad alleanze nei confronti dell'Udc. Anche in prospettiva...”
E se la prospettiva fosse quella di una candidatura di Giampiero D'Alia a governatore?
“Mi sembra prematuro parlare di una cosa del genere. È fantapolitica. Non dimentichiamoci che fino a pochi giorni fa in Sicilia l'Udc sosteneva il governo Lombardo...”.
Nonostante ciò, però, anche in quel caso il dialogo è possibile.
“Sul fronte del riavvicinamento con l'Udc, credo che un ruolo centrale possa essere svolto da Angelino Alfano, visti anche i suoi buoni rapporti con Pierferdinando Casini”.
In questo quadro, il Pid come si colloca? Si era diffusa la notizia persino del possibile scioglimento del partito...
“...notizia che smentisco categoricamente. Il Pid in Sicilia, voglio ricordarlo, è tutt'ora, dopo il Pdl, il più grande partito di centrodestra. E abbiamo già presentato nostre liste in tutta Italia, da Bologna a Bergamo. Altro che scioglimento...”.
Torniamo un attimo a Palermo. Il Pid, in realtà, un candidato sindaco lo avrebbe già: Marianna Caronia.
“Io credo che Marianna Caronia abbia compiuto una grande operazione, quella di coinvolgere la gente. E gliene diamo pieno merito. Anche questo suo impegno, nel momento in cui si delineeranno i progetti politici di cui parlavamo, farà parte della sintesi che necessariamente dovremo trovare”.
Insomma, le chiederete di fare un passo indietro?
“In politica non esistono i passi indietro. Ci saranno, semmai, obiettivi comuni da raggiungere”.
Nel centrodestra si fa sempre più credibile l'ipotesi della candidatura del rettore Roberto Lagalla.
“Non è questo il momento di fare nomi. Anche per rispetto nei confronti dei diretti interessati. E non mi riferisco solo al Comune di Palermo”.
Cioè?
“Mi riferisco anche alla Regione”.
Potrebbe esserci qualche candidatura a sorpresa?
“Le dico solo che anche il Pid ha il suo candidato a Palazzo d'Orleans. Ma gliel'ho detto, non è il momento di fare nomi. Ne parleremo prossimamente”.
Ultima modifica: 20 Gennaio ore 15:14
























Se il Pid ha già un nome da candidare a Presidente della Regione, sarà probabilmente qualche parente stretto di Saverio Romano.
Bravi, bravi.. compari di merenda
se ancora non lo avete capito si parla di D'alia , semu pessi
un buon candidati per la regione credo che potrebbe essere Avanti
Romano, non sono strappi, sono fori...
Imbarazzante che questa persona continui a parlare di politica...ma d'altronde gli rimangano ancora dei parenti da sistemare...
Barrale for president!!!
Patetico!!!!!!!!!!oramai gli rimane solo Miccichè!!!!!Che memoria corta........................
TRA "ONOREVOLI E ONOREVOLI" L'ONORATA SOCIETA' TRIONFA.
Abbia il buon gusto di scomaprarire, per riparare al danno che ha fatto lui e tutti gli irresponsabili ci vorranno anni di sacrifici di tutti gli italiani
Ma questo vive alle maldive!!! Ma non ha capito che si deve levare di mezzo!! Esempio della mortificazione della politica!!
Andiamo a votare,siete degli zombi.
Andiamo, signori, non avete alcuna compassione nei confronti di chi ha sbagliato, siate caritatevoli come ci insegnano le sacre scritture cui si ispira anche il PID.
Certo, nell'ipotesi di un ritorno all'ovile di Romano & Co. forse, sempre in una logica cristiana, sarebbe il caso che per loro sia previsto un lungo purgatorio, dato che l'elettorato e' ormai da tempo migrato verso altri lidi.
E siccome ho motivo di credere che, proprio per l'avvenuta migrazione degli elettori ex PID, l'UDC rinnovata non ha proprio cosa farsene di una classe dirigente a carattere familiare, trovo francamente improbabile che Romano & Co. potranno avere una qualche accoglienza.
tutti questi che ce l'hanno con Romano volevano qualcosa da lui: un posto, un favore, una candidatura. E ora piangono: sono andati a chiederli a D'Alìa. Che li ha mandati nello stesso posto! Andate a lavorare, non a domandare!
tutti questi che ce l’hanno con Romano volevano qualcosa da lui: un posto, un favore, una candidatura. E ora piangono: sono andati a chiederli a D’Alìa. Che li ha mandati nello stesso posto! A Tripoli. Andate a lavorare, non a domandare!
Leggendo quest'intervista si vede con chiarezza che questi signori non hanno alcuna percezione di quello che sta succedendo in Sicilia. Mentre quì c'è la rivoluzione a Roma si parla di come spartirsi le poltrone. Vergognaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
caro franky forse non legge bene l'articolo, non per niente on. romano parla di fatti e programmi ma non di nomi, perchè la sicilia è reduce di un governo incapace che non sà amministrare vedi le situazioni, e non solo non hanno saputo spendere i fondi europei circa 2 mld di euro che oggi avrebbero contribbuito al pil nazionale e soprattutto al lavoro alle imprese e di conseguenza al benessere della sicilia, ma questo credo che non sia molto comprensibile per alcuni che parlano sempre di parentele ecc. perchè parlano solo per invidia.
cavallo picchiato gli luccica il pelo.
@peppe
parlare male di Lombardo equivale a sparare sulla croce rossa.
Ma piuttosto, parlando del cavallo (stessa famiglia dei somari?), egli - unitamente alla sua migliore classe dirigente - non ha forse governato e continua a governare sia la città che la Provincia di Palermo?
Anche in questi due casi disperati qualunque commento equivarrebbe a spara contro la croce rossa.
Ergo, forse sarebbe meglio e salutare che il cavallo ed i suo fantini (notoriamente nani) si tacciano.
@peppe
E BASTA ORA CU STU ROMANU!!!!! ha fallito pure lui insieme agli altri!!!
U catanisi a cira stà squagliannu.
fabio62
se sei appassionato alla politica devi sapere che palermo è stata zavorrata da ORLANDO CON GLI LSU, inoltre per chi non se ne fosse accorto, a palermo sono stati realizzati.
1) il parco ninni cassarà
2) riqualificazione dla cala
3) musei di ate contemporanea
4) i sovrapassi
5) il tram
6) parchi vari per la città.
Unico neo è la gestione dei rifiuti, che anche lì l'Amia ha dovuto assumre 1500 lsu e che a scassato i bilanci in quanto non aveva le competenze adeguate, per non parlare che oggi DE MAGISTRIS MANDA RSU in Olanda pagando e qui si stavano realizzando i termovalorizzatori blòoccati da Lombardo e che dovremo comunque pagare perchè rescissione di contratto.
per cui questi sono fatti ed ho solo riportato alcune cose poi non si ha la bacchetta magica ci vuole il tempo. fabio62
vergogna!!!!mi auguro che la sicilia si svegli veramente,non certo con i forconi compari di merenda del centro destra che sono stati zitti in questi anni mentre berlusconi e i suoi amici dell'udc si spolpavano l'italia e la sicilia.
@peppe
proprio da appassionato, e forse qualcosina in più, evidentemente negli ultimi anni non mi sono accorto che vivevo a Berlino o Parigi.
Prova a dare un'occhiata, se ne sei capace, alla bozza di consuntivo 2011 e previsionale 2012 del comune di Palermo e poi avviamo la discussione su LSU, AMIA, precari ecc, estendendola eventualmente ai numerosi parchi, ai fiammanti tram, agli innumerevoli sovrapassi di cui tutti noi (a Berlino/Parigi) abbiamo goduto.
Ma non ancora presto per l'happy hour?
@ Peppe se a parlare di programmi e futuro per la Sicilia è Romano, meglio Lombardo sempre. Se ancora non lo hai capito il signor Romano è alla ricerca di una collocazione personale altro che programmi e sviluppo!!!!!!!!!!!
@ Peppe dimenticavo Romano è noto per non aver mai favorito amici e parenti. Come si suol dire:"cu...tu a cu ci cridi!!!!!
fabio62
se lei facesse la somma di tutti gli lsu in termini di stipendio capisce di cosa stiamo parlando approposito di consuntivo eccc. si appassioni dippiù alla politica.
franky
non conviene neanche piu parlare con lei è un disco rotto parla solo di cose inerenti l'invidia se ne faccia una ragione
@Peppe forse non ha ben compreso che io sono un po' più che appassionato alla politica, col difetto, forse, di essere anche un tecnico. Ed a tal proposito le suggerirei di ampliare le Sue nozioni: gli LSU li paga la Regione. Detto questo, rimane il dramma dell'ignoranza imperante prima della classe dirigente di chi ha governato e dopo di chi continua a difenderli
Quondi mi scusi fabio 62
i lavoratori della gesip e quelli che sono stati assorbiti dall'amia circa 1500 li paga la regione??
Non mi pare poi che abbiamo una classe dirigente scarsa mi trovi d'accordo.
@Peppe essendo stati stabilizzati da Cammarata & Co., le migliaia di lavoratori (??) di Gesip, Amia, ecc. Non sono più LSU ma dipendenti a tutti gli affetti, con l'aggravante che tali ex LSU sono stati integrati da altrettanti precari che prestano servizi (quali non e' dato sapere) in tutti gli uffici dell'amministrazione comunale.
Questa la triste realtà di una città amministrata da una banda di imbelli mascalzoni.
Ma cammarata li ha stabilizzati perche' per esempio per amia che doveva gestire il termovalorizzatore avrebbero avuto una collocazione produttiva invece bloccati gesip si e formata per farli.lavorare perche prima non lavorava nessuno e nessuno aveva il coraggio di licenziarli, ma facciamo un passo indietro e perche Orlando ki ha creato?? A quali fini a ke viene in.mente solo una parola clientelismo.
Fabio62