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Live Sicilia

Diplomi falsi: condannata dirigente

Martedì 24 Gennaio 2012 19:22

Il gup Michele Alajmo ha condannato a cinque anni e quattro mesi per falso Anna Todaro che gestiva il Cispe (Centro italiano scientifico preparazione esami). Secondo l'accusa, Todaro assieme ad altri tra cui Alberto Stefano Volo, già condannato in un altro processo a dieci anni per truffa e falso, avrebbe organizzato nel 2005 fittizie sessioni d'esame per il conseguimento di diploma superiore. Anche gli attestati sarebbero poi risultati fasulli. Nell'inchiesta, coordinata dal pm Amelia Luise, sono finiti anche gli istituti Oriani, Colombo, No.ve. Studi, Cesare Beccaria e i centri di preparazione scolastica Cispe, Cetus, Verga, Franz Merigi e D'Annunzio.

 

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Commenti

  • 2012-01-24 19:37:00

    Scommetto che un sacco di amministratori siciliani e cittadini ( intendo regione, provincia e comune) sono stati allievi nelle scuole elencate.
    Però, cercando bene, ci sarà pure qualche facoltà universitaria, visto il livello degli amministratori laureati.

  • 2012-01-24 21:20:19

    x evitare tutto questo , ci voleva un dirigente che controllava la dirigente, un commissario che controllava il dirigente con la dirigenta,un super visore che controllava il dirigente che non mettesse incinta la dirigente, e così via all'infinito.

  • 2012-01-25 12:53:29

    ...ED AI RAGGIRATI CHI RIDARA' I SOLDI INDIETRO? E IL TEMPO PERSO DIETRO QUESTI MALFATTORI, PER POI SCOPRIRE DI NON AVERE NULLA IN MANO?? QUESTA SI CHIAMA " CANCRENA SOCIALE", DOVREBBERO CONFINARLI E NON FARLI PU' RIENTRARE IN UN CONTESTO SOCIALE-LAVORATIVO!!!

  • L’impegno di lavoro dei dirigenti degli uffici regionali è regolato dall’art. 16 del contratto collettivo che considera strumentale l’orario di lavoro dei dirigenti in funzione degli obiettivi e secondo le modalità in entrata ed uscita .
    Tale assunto è stato anche richiamato in numerosi contratti individuali stipulati ai dirigenti dove espressamente è scritto: “il dirigente osserverà l’orario di entrata e uscita con la rilevazione automatica”.
    Abbiamo come prova copia di questi contratti. Se fosse per magia come vuol fare credere la sovrintendente di Catania V.Greco o altri prestigiatori fantasiosi –che ha pubblicamente diffuso la liceità della libera uscita dei dirigenti, l’espressione “ orario di lavoro” sarebbe abrogato dal contratto. E’ vero che i dirigenti oggi hanno maggiori responsabilità, e progetti da realizzare ma è anche vero che la “ visione europea ed internazionale”della classe dirigenziale siciliana si possono raggiungere con modalità corrette e non dubbie. Non si possono condividere le autocertificazioni dei dirigenti sul monte ore effettivamente svolto “in piena responsabilità e consapevolezza delle sanzioni previste per dichiarazioni mendaci”. Queste autocertificazioni servono a colmare quello che , contrariamente a quel che si vuol far digerire, non previsto dal contratto, è opera ed invenzione esclusiva di alcuni capi d’istituto. E la Greco non è di memoria fervida se ha dimenticato le vigenti disposizioni dipartimentali (non abrogate). La collaborazione sindacale potrà nascere quando si cambino metodi e modi. Per scrupolo diciamo –. che vi sono eccezioni. Cioè: pur non timbrando il dirigente alla Soprintendenza può davvero fare il proprio dovere. Non processiamo il dirigente, Iddio ci guardi, anzi le istanze della categoria abbiamo sempre posto sotto i riflettori ma non si può condividere un meccanismo al limite del reato penale di truffa che non contribuisce alle ipotesi di rinascita amministrativa .Se il sistema dovesse ampliarsi in altri uffici- le eccezioni sarebbero così tanto poche che non modificherebbero di questo meccanismo “brevettato” – e, quindi di una realtà poco credibile – neanche le sfumature.
    Fra l’altro, sappiamo bene, che alcuni dirigenti che lavoravano alla Sovrintendenza etnea–oggi trasferiti in altre strutture- non condividendo l’entrata facile in ufficio per paura della guardia di finanza, timbravano due volte al giorno. Come si azzarda poi la sovrintendente a parlare di valutazione dei risultati di un dirigente quando questa finoggi non è mai stata attuata ed è uguale per tutti, bravi od asini? Tutto il mondo si foggia sul modello dei capi”, sentenziò Claudiano poeta latino. Riguardo il”populismo”di cui parla la sovrintendente diciamo che quando si deve fare una scelta bisogna prima interrogare direttamente , o in qualsiasi altro modo, la cittadinanza, non soltanto una parte, la parte dirigenziale interessata e già ovviamente orientata per i benefici” che ne riceve.
    La pubblica amministrazione che da anni non intravede bagliore, ma è appunto in uno prolungato scadimento,non appartiene ad un “manager” –che entra ed esce quando vuole dall’ufficio- né ai dirigenti sottoposti che chiamano a svolgere i loro compiti le fasce del personale gerarchicamente inferiori.. Soprattutto un ente di controllo che rilascia pareri e nullaosta all’utenza allorchè al posto del dirigente “assente” trova il funzionario sostituto. Come è ammesso da tutti il pubblico ufficio appartiene appunto a tutti.
    Raffaele Lanza

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