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Live Sicilia

La polemica. Interviene Cascio

"Mi aspetto un chiarimento su Ingroia
Non si può sparare nel mucchio"

Mercoledì 01 Febbraio 2012 17:02

"Mi aspetto un chiarimento sulle dichiarazioni del giudice Ingroia, nell'interesse collettivo e al fine di rispettare la dignità, il decoro ed il buon funzionamento dell'istituzione legislativa dell'Isola che, in quanto tale è un organo di diretta rappresentanza del popolo di Sicilia secondo un sistema elettorale proporzionale con voto di preferenza, che attiene alle regole stesse di democrazia di questo Paese". Lo dice il Presidente dell'Ars, Francesco Cascio, rispondendo all'appello rivolto ieri in aula dai deputati alla presidenza di Palazzo dei Normanni dopo le dichiarazioni del giudice Antonio Ingroia su presunte collusioni die sponenti dell'Ars e la mafia.

"L'Ars come ogni altro potere frutto dell'articolazione costituzionale - aggiunge - non può essere delegittimata, ma va rispettata di per sé in quanto istituzione; ciò a prescindere da chi siano gli inquilini attuali di Palazzo dei Normanni. Il procuratore aggiunto di Palermo non è un uomo qualunque che può sedersi al bar e sparare nel mucchio, ma è un uomo che per ciò che è e ciò che fa quando dice delle cose esse hanno, come peraltro è giusto che sia, un peso ben preciso sull'opinione pubblica e le sue parole, solo perché sue, sono sufficienti, in qualsiasi sede siano esternate, a generare sospetti che, se fondati su dati oggettivi, di cui si presuppone egli diversamente da noi conosce, trovano la piena collaborazione della presidenza e del Parlamento, ma se invece non sono rapportati a persone precise e fatti oggettivi non fanno l'interesse di nessuno e rischiano solo di provocare o alimentare tensioni sociali e delegittimare l'istituzione e la sua funzione che, ricordo a me stesso, è presidio di garanzia dei meccanismi di democrazia". "La presidenza dell'Ars - dice Cascio - intende dedicare massima attenzione alla questione, perché si presuppone che quando parla il procuratore aggiunto di Palermo egli lo faccia con cognizione di causa e con l'equilibrio e la serenità che un giudice antimafia dovrebbe avere sempre. Quindi sarebbe opportuno che il dottore Ingroia chiarisca a chi faceva riferimento nelle sue dichiarazioni. Diversamente un'affermazione di questo tipo lascerebbe molto perplessi".

"Associare la politica alla mafia - afferma Cascio - e associare l'Ars alla mafia in modo generalizzato è una grossa responsabilità morale soprattutto quando si rivestono certi ruoli. Più ancora di me il giudice Ingroia sa che la responsabilità penale è personale, quindi o ci sono nomi precisi o, diversamente, si rischia di imboccare una strada pericolosa verso la delegittimazione delle istituzioni, che oggi si abbatte sull'Ars e domani potrebbe indirettamente costituire un alibi per il disordine generale, portare a derive giustizialiste e autorizzare indirettamente ciascuno a colpire con cecità qualsiasi istituzione democratica e dunque il sistema nella sua globalità".
Ultima modifica: 02 Febbraio ore 10:09

 

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Commenti

  • 2012-02-01 17:14:06

    La responsabilità penale è personale e deve essere dimostrata in giudizio. Ma l'inconsistenza e l'incapacita dei deputati dell'attuale assemblea regionale è palese e sotto gli occhi di tutti.
    Sono inutili quindi le difese d'ufficio anche provenienti dal suo più alto rappresentante.

  • 2012-02-01 17:36:05

    CAscio,legga l'indagometro dell'ARS.
    E stia in religioso e s peranzoso silenzio

  • 2012-02-01 18:34:17

    concordo con genio, e a parte i problemi giudiziari, l'aula in generale si distingue per una paralisi legislativa imbarazzante e comparato a quello che costa...

  • 2012-02-01 18:41:53

    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/palermo/notizie/economia/2012/1-febbraio-2012/lavoro-allarme-forneropreoccupata-dati-sicilia-1903101372027.shtml CON 28 DEI SUOI ATTUALI COINQUILINI INDAGATI VADA PRIMA DA PADRE PIO E POI CHIEDA UN APPUNTANTO AD INGROIA, facendosi accompagnare da uno ener... gico on,dr.vitrano.

  • 2012-02-01 19:20:34

    I chiarimenti, e non solo ad Ingroia, e non solo di quanto ha scritto nel passato recente Calasanzio, ma anche a Paci, "Qualcuno" li deve dare anche in funzione delle allegre spese Sue e di tutto il Suo consiglio di presidenza alle spalle, al solito,del Popolo Siciliano.
    Si vergognino tutti quanti a replicare ad un combattente o partigiano per il rispetto della Costituzione che di stipendio guadagna quanto uno di loro introita di sola indennità accessoria.
    Ancora Vergogna,siete solo degni di occuparvi di cresta sulla benzina.

  • 2012-02-01 19:39:52

    Presidente, mi consenta, Ingroia avrà pure sparato nel mucchio, ma con almeno 1 possibilità su 3 di fare centro! I siciliani non l'hanno vista indignarsi con la stessa veemenza di fronte al fatto che un deputato siciliano ha il divieto di soggiorno in Sicilia! Paradosso dei paradossi...
    Presidente Cascio, ha perso un'occasione per tacere.
    Franco Cascio

    http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=5104%3Ase-le-parole-di-ingroia-cadono-nel-vuoto&catid=2%3Aeditoriali&Itemid=4

  • 2012-02-02 10:23:45

    scusate un conto è accusare la politica di disinteresse verso le gravi condizioni economche e sociali che vive la nostra Sicilia, un altro è ergersi paladini se non giudici supremi di qualsiasi cittadino. Orbene sino aprova contraria facciamo ancora parte dello Stato italiano dove vige la presunta innocenza sino a sentenza definitiva, nella maggior parte dei casi citati nell'indagometro tanto caro ad Ingroia, se ben capisco vi sono per più del 90% soggetti che si trovano accusati di reati derubricati penalmente ovvero trasformati in ammenda amministrativa laddove si arrivi asentenza di condanna. Piuttosto da cittadino che vuole ancora credere nel valore delle Istituzioni mi stupisce la reazione del Presidente Cascio il quale invece che invitare l'accusatore di turno a fare i nomi dovrebbe assumere in ogni sede prevista le doverose azioni di tutela dell'immagine dell'istituzione che rappresenta. Sarò sicuramente una voce fuoricoro in questo paese sempre più popolato dall'antipolitica, ma la politica è comunque uno strumento indispensabile per la salvaguardia dell'espressione democratica di ognuno di noi. scusate ancora

  • 2012-02-02 11:21:35

    per una volta sono d'accordo con cascio!

  • 2012-02-02 11:24:46

    La libertà di pensiero. La libertà di stampa. La libertà tout court. In Italia ognuno è libero di dire e di fare e disfare tutto. A suo piacimento. Insomma, della serie ‘Cu piglia un Turcu è so'. Come ha fatto Lusi con i rimborsi elettorali della margherita. Di Pietro docet. Se il presidente dell’Idv poteva fare speculazioni immobiliari con i rimborsi elettorali, chi impediva a Dl di fare lo stesso? E adesso che gli immacolati Rutelli e company si trovano con il deretano per terra, gracidano. L’indignazione è d’obbligo in questi casi e loro prontamente si adeguano. Sarebbe ora, anche alla luce di questi intrallazzi personali, che il parlamento con un atto di coraggio abrogasse questa grassa greppia in cui tutti i partiti, nessuno escluso, mettono dentro i loro musi ingordi. Le casse dello Stato non possono continuare ad essere le mammelle da cui mungere sempre e comunque, per soddisfare l’arrivismo dei politici. La civiltà di un popolo, di una nazione, si misura sulle ali della sua magistratura. La nostra, purtroppo, ha ali neri e molto appesantite dalle ideologie. Pensare che possano essere le toghe a mettere ordine nel disordine italico è un pia illusione. Essendo tutto il disordine dello Stivale figlio dell’incapacità delle stesse toghe, quando non è direttamente espressione della loro non tanto sotterranea lotta per la conquista del potere. Riusciranno gli italiani a capirlo e a reagire a questo stato di cose? La vera via senza ritorno non è la debolezza economica dello Stato, che, anche se con affanno e i moltissimi sacrifici degli italiani, troverà la giusta inversione. Ma lo strapotere della magistratura e la sua miope visione. Mentre i reati ballano il valzer dell’impunità e le organizzazioni mafiose trovano sempre il rotto della cuffia da cui fare uscire i loro capi, anche quando i tribunali hanno decretato anni e anni di galera. La formula magica è sempre la stessa: decorrenza dei termini di carcerazione preventiva. Un esempio. Uno dei tanti. ” 16 ottobre 2009 Il Tribunale della libertà di Bari scarcera Prencipe per l'omicidio ... Mafia garganica già condannato a 42 anni ma è libero ... libero per decorrenza dei termini di carcerazione preventiva dopo 5 anni e 4 mesi trascorsi in cella.”

  • 2012-02-02 11:26:58

    Dott. Ingroia, ha tutta la mia ammirazione !!!

  • 2012-02-02 11:50:20

    CASCIO, CI SEI O CI FAI? HAI PERSO UN 'OCCASIONE PER TACERE. VAI A CONTROLLARTI LA STORIA DELLA "GENTE" CHE POPOLA L'"ISTITUZIONE" DI CUI TI ERGI TANTO CALOROSAMENTE A PALADINO E POI -RIBADISCO- STAI ZITTO!CI DOVREBBE ESSERE UN LIMITE ALL'IPOCRISIA

  • 2012-02-02 14:08:53

    "Ogghiu fitusu e paredda sfunnata": onomatopeica frase della profonda cultura Siciliana per descrivere quando si assiste allo scontro di due persone che seppur ognuno produca guai, indica nell'altro il guaio.!!

  • 2012-02-02 15:05:20

    Scusate, ma parliamo dello stesso "mio" Cascio?

    Tratto dal mio blog. Francesco Cascio, Pdl, eletto in Provincia di Palermo. Nato a Palermo il 17 Settembre 1963.
    Sposato con Marzia, è padre di due bambini, Martina e Giuseppe. Consegue la maturità scientifica
    nel 1981. Si laurea presso l'Università degli Studi di Palermo nel 1987 in Medicina e Chirurgia, con
    votazione 110/110. Specialista in Odontostomatologia e protesi dentaria, Specialista in Igiene e
    Medicina preventiva. L'impegno attivo in politica di Francesco Cascio ha inizio da giovanissimo.
    Ad appena 21 anni è eletto al Consiglio Comunale di Palermo conseguendo un risultato in termini
    di suffragi di particolare rilievo per quegli anni. Siamo nel Maggio 1985 e con 6003 voti Cascio
    diventa il più giovane consigliere comunale di grandi città d’Italia. Bla bla bla e ancora bla per
    un'altra paginetta. Eletto alla Camera due volte, alla Provincia, ama il calcio, lo sci ecc. Niente. Ho
    provato a cercare se parlasse delle amicizie con nipote del boss Bonura, ma proprio nessuna traccia
    sul suo sito. Nessun riferimento. Certo che negare una simile conoscenza, del nipote di uno
    condannato a 20 anni di reclusione come uno dei membri della ‘triade’ che affiancava Bernardo
    Provenzano al vertice di cosa nostra è veramente da irriconoscenti. Francesco Cascio viene
    “raccontato” assieme a Musotto nei dialoghi intercettati come lo sponsor politico della nomina nel
    consiglio d’amministrazione di Francesco Paolo Cerami, nipote acquisito di Bonura. La nomina
    arriva dopo la figuraccia che il nipote del mafioso ricava alle elezioni regionali del 2001, nelle liste
    di Forza Italia. Lì il suo padrino politico doveva essere proprio Francesco Cascio, che
    evidentemente fallì, o non si impegnò. Quel che è certo è che lo era. Questo fattaccio scatenò le ire
    del capomafia che, intercettato, si lasciò andare a gustosi commenti su Cascio: «se me lo portano
    davanti a lui e suo padre...». E Bonura confida il tradimento morale ad un altro boss da dieci e lode,
    Nino Rotolo: “Mio nipote era compare di questo signor Cascio, io ho avuto abboccamenti con suo
    padre che aveva un obbligo con me. A distanza di qualche mese mi manda a chiamare e mi dice:
    "Dobbiamo cambiare i programmi”. E così mio nipote è rimasto in Forza Italia boicottato dal signor
    Cascio, dal signor Miccichè e dal signor Fallica. L' unica persona che gli ha dato un poco di spazio
    è stato Musotto che gli ha dato un posto di consigliere di amministrazione al Cerisdi, dove è morto
    questo padre Pintacuda”. A parte un inchiesta in cui Francesco Cascio è stato prosciolto in udienza
    preliminare, dall' accusa di abuso d' ufficio, nient’altro sul suo conto. L' inchiesta si riferiva alla
    revoca del commissario straordinario dell' Azienda turismo di Erice. Ma non menzionare simili
    amicizie e frequentazioni politiche è più che disattenzione, è ingratitudine!

  • 2012-02-03 01:12:29

    Se occorreva una conferma di quanto sostenuto dal Procuratore Ingroia, l'intervento del Presidente dell'ARS on.Cascio l'ha fornita.
    Quando si è disposti a tutelare nei fatti una rappresentanza politica che forse pùò competere con quella degli anni di tangentopoli e delle stragi non c'è speranza alcuna per immaginare che la politica riesca da sola a riprendere un cammino di probità,legalità e competenza.

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