Il personaggio
L'arte di Maurizio Zamparini
Venerdì 03 Febbraio 2012 07:42 di Roberto Puglisi
Nella città reale non c'è più un sindaco, c'è un commissario che si sta dando pignatelli in testa da giorni, dopo avere appreso l'esatto stato delle cose contabili. Signora Latella, per lei che non è autoctona: dicesi 'darsi pignatelli' il picchiare ripetuto delle nocche sul cranio, in segno di desolata disperazione. Coraggio.
Nella cittadella sportiva il sindaco Maurizio Zamparini si gode il ritorno del sole dopo nuvoloni densi e neri. Il Palermo a rischio B? Il Palermo alla canna del gas? Una mossa azzeccata: l'acquisto di Donati (e vedrete che Viviano farà la differenza, quando avrà superato lo choc da rientro) e - diciamo così - una fortuna grandissima hanno rimesso la rotta in sesto. Miccoli sta vivendo una seconda giovinezza ed è una stagione sfolgorante nelle corde di tale campione. Ma la resurrezione di Budan? Alzi la mano chi l'aveva prevista, cioè nessuno.
Ora, gli antipatizzanti sostengono che Zamparini sia dotato della stessa virtù di un allenatore profeta che ispirò un libro dal titolo sibillino "Il culo di Sacchi". Ma noi sappiamo che la sorte raramente bacia i rospi per posare sulle loro spallucce il mantello azzurro del principe. La dea bendata ci vede benissimo e sceglie di recarsi soprattutto nelle dimore dei ricchi - no, non somiglia a Befera - purché siano perfino capaci.
Una cronaca che voglia addentrarsi nelle faccende concrete con giudizio, non può esimersi da una corretta prospettiva storica. Se domani un genio malefico provocasse la scomparsa del Palermo - uno che, stavolta sì, sarebbe un calco di Matarrese nelle fattezze - dai campi di calcio della galassia, dopodomani, ripensando all'evo Zamparini, tutti noi - tifosi, giornalisti, passanti e uomini di fatica - dovremmo riconoscerlo: è stato un successo.
D'accordo, qualcuno sostiene che siano i palermitani gli artefici della svolta e che il sindaco Maurizio non abbia fatto altro che sfruttare un giacimento sepolto. Ma perché nessuno ci aveva pensato prima, nella trama recentissima dei colori rosanero? Perché nessuno era riuscito nell'impresa?
Siamo rimasti affascinati, da bambini, al cospetto delle grandi figure di scopritori di terre mai viste. Ecco, Zamparini è assimilabile a Colombo, solo che lui sapeva benissimo che c'era l'America all'altro capo del viaggio. Ha fiutato l'amore sotto la cenere e l'ha trasformato in reddito di sport e di economia.
Anche la stampa gode del risultato, perché non sarebbe proprio uguale scrivere di Palermo-Vigor Lamezia. Il sindaco Maurizio ci ha preso per mano fino alla in serie A. La navicella rosanero non è più in mari perigliosi. Viaggia verso spiagge tranquille e soddisfacenti, in fondo, come accade sempre. L'arte di Zamparini? Sbagliare e non fallire (quasi) mai.
Nella cittadella sportiva il sindaco Maurizio Zamparini si gode il ritorno del sole dopo nuvoloni densi e neri. Il Palermo a rischio B? Il Palermo alla canna del gas? Una mossa azzeccata: l'acquisto di Donati (e vedrete che Viviano farà la differenza, quando avrà superato lo choc da rientro) e - diciamo così - una fortuna grandissima hanno rimesso la rotta in sesto. Miccoli sta vivendo una seconda giovinezza ed è una stagione sfolgorante nelle corde di tale campione. Ma la resurrezione di Budan? Alzi la mano chi l'aveva prevista, cioè nessuno.
Ora, gli antipatizzanti sostengono che Zamparini sia dotato della stessa virtù di un allenatore profeta che ispirò un libro dal titolo sibillino "Il culo di Sacchi". Ma noi sappiamo che la sorte raramente bacia i rospi per posare sulle loro spallucce il mantello azzurro del principe. La dea bendata ci vede benissimo e sceglie di recarsi soprattutto nelle dimore dei ricchi - no, non somiglia a Befera - purché siano perfino capaci.
Una cronaca che voglia addentrarsi nelle faccende concrete con giudizio, non può esimersi da una corretta prospettiva storica. Se domani un genio malefico provocasse la scomparsa del Palermo - uno che, stavolta sì, sarebbe un calco di Matarrese nelle fattezze - dai campi di calcio della galassia, dopodomani, ripensando all'evo Zamparini, tutti noi - tifosi, giornalisti, passanti e uomini di fatica - dovremmo riconoscerlo: è stato un successo.
D'accordo, qualcuno sostiene che siano i palermitani gli artefici della svolta e che il sindaco Maurizio non abbia fatto altro che sfruttare un giacimento sepolto. Ma perché nessuno ci aveva pensato prima, nella trama recentissima dei colori rosanero? Perché nessuno era riuscito nell'impresa?
Siamo rimasti affascinati, da bambini, al cospetto delle grandi figure di scopritori di terre mai viste. Ecco, Zamparini è assimilabile a Colombo, solo che lui sapeva benissimo che c'era l'America all'altro capo del viaggio. Ha fiutato l'amore sotto la cenere e l'ha trasformato in reddito di sport e di economia.
Anche la stampa gode del risultato, perché non sarebbe proprio uguale scrivere di Palermo-Vigor Lamezia. Il sindaco Maurizio ci ha preso per mano fino alla in serie A. La navicella rosanero non è più in mari perigliosi. Viaggia verso spiagge tranquille e soddisfacenti, in fondo, come accade sempre. L'arte di Zamparini? Sbagliare e non fallire (quasi) mai.
Ultima modifica: 03 Febbraio ore 12:57
























Fortuna iuvat audaces....Buongiorno
Già immagino le contumelie che seguiranno a questo articolo! :-))
Ad ogni modo, credo che anche i più feroci critici di Zamparini dovranno convenire che alla sua persona dobbiamo la crescita del Palermo a livelli mai raggiunti prima (il massimo era stato un ottavo posto in serie A e due finali di Coppa Italia perse), nonchè l'arrivo di campioni come Zauli, Corini, Toni, Amauri, Grosso, Kjaer, Pastore, Balzaretti e - last but not least, direbbero gli inglesi - Fabrizio Miccoli.
Prima di lui il NULLA.
Per carità, errori ne ha commessi (anche gravi, se vogliamo), e di certo continuerà a commetterne, ma di certo nessuno può negare che ci mette sempre la faccia e che sa ammettere quando li commette.
La cosa che mi infastidisce molto è quando la malafede porta alcuni a vedere solo gli sbagli, però. Quelle stesse persone che adesso gli rinfacciano di avere svenduto Nocerino, gli rinfacciavano l'averlo preso quando si fece lo scambio con Amauri.
Io credo che gli esseri umani sbaglino e che un giudizio possa essere formulato solo mettendo con onestà sui piatti della bilancia successi ed errori.
Personalmente credo che Zamparini vada ringraziato. Questo non significa di certo che non lo si possa criticare (se la critica è onesta e costruttiva), ma nello stesso tempo ignorare deliberatamente i successi del Palermo da quando è presidente lui sia solo sintomo di malafede. E in questo periodo, non riesco a capire perchè, ne vedo in giro tanta...
sottoscrivo ogni parola di pedro e aggiungo che zamparini è un grande e quando mancherà tutto il calcio italiano avrà perso un grande manager...
@Pedro
condivido ed aggiungo che chi critica sostiene che è scaduto il tempo dei ringraziamenti (perchè?) e adesso si deve fare il salto (di che?)...allora escono fuori i programmi i progetti etc...il calcio non è una scienza esatta non è con i progetti che funziona ma con i risultati che arrivano creando la giusta alchimia tra allenatore, società, calciatori e ambiente (tifo + stampa)....il culo di sacchi vuol dire che l'armonia tra le componenti si era verificata come negli altri cicli milan e juve...(l'inter ha uvuto un brevissimo ciclo legato a murigno....presto, nonostante i regali arbitrali tornerà nell'oblio!)...
Per i palermitani la componente che non funzione è sempre zamparini...
Per me quest'anno mancano un pò di tutte le componenti...a cominciare dall'ambiente....molto ostile e prevenuto.
ZAMPARINI SANTO SUBITO.
Pedro hai scritto il mio pensiero che però non sono riuscito a scrivere così bene. Grazie
Lo ritengo l'articolo più gradevole da leggere tra quelli finora letti del Dr Puglici. Livello Mura per intenderci, o Zucconi (se non erro Puglisi preferisce Zucconi).
Dove, peraltro, racconta i fatti tecnici con pertinenza condivisibile.
Il fiuto dell'imprenditore geniale, i meriti iniziali, nessuno può dubitarne, tranne gli uomini in malafede.
Io metto in risalto LA SCOMMESSA dell'investitore, venuto a investire in una piazza dove, finito l'entusiasmo che c'era fino al periodo Barbera, poi la piazza era piena di strisciati e portoghesi incivili che avevano portato il Palermo al fallimento (con il concorso di dirigenti dilettanti), portoghesi incivili (circa la metà dei presenti allo stadio, che era la voce principale degli introiti; non c'erano i soldi provenienti dal calcio mediatico) che pretendevano di usufruire del calcio gratis e "consentivano" alla società incassi da MISERIA.
Il merito maggiore di Zamparini è la scommessa in una piazza con troppi spettatori incivili, e se oggi incassa 67,3 milioni è merito di quella sua scommessa che ha civilizzato molti portoghesi, seppure alcuni duri a morire resistono ancora (basta osservare i tornelli e altre vie di accesso allo stadio). A parte il fatto che l'abbonamento ai media si deve pagare, tranne per gli invitati "a ufo".
Probabilmente molti ossequiosi di oggi erano, allora, strisciati o portoghesi.
Pero' Zamparini e il pubblico pagante, una volta messo in moto il meccanismo virtuoso, sono indissociabili, ognuno per il proprio ruolo e importanza.
Dovrebbe trattarsi di rapporto alla pari, una volta messo in moto il circolo virtuoso, dove ognuno partecipa, secondo i propri mezzi e ruoli, e poi gode di diversi "benefici".
Allora, quello che io critico è l'atteggiamento atavico impresso nel DNA da secoli di sottomissione, e assistenzialismo, che porta molti palermitani a ringraziare sempre e comunque, non accorgendosi nemmeno di essere protagonisti quando lo sono. Atteggiamento nocivo, quello dell'assistenzialismo e dell'attesa del "salvatore" o "colonizzatore" di turno che viene a risolvere i problemi o a dare "il contentino" più o meno reale; più nocivo in altri ambiti vitali della società.
Anch'io sono convinto che, allo stato attuale dell'evoluzione sociale, all'evidenza dell'incompetenza della pseudo-politica locale rappresentata da personaggi che scambiano la politica per l'ufficio di collocamento, o per un torneo "libero" di calcio "amatoriale", viste le gravi responsabilità di coloro che, per esempio (cito solo un esempio tra cento possibili) hanno subito immobili, addormentati, l'esproprio delle banche, oggi come 150 anni fa, ebbene, viste le gravi responsabilità dell'incompetente pseudo-politica locale, 1000 zamparini a gestire i posti chiave della società siciliana, nei settori socio-economici-culturali e strutturali sono INEVITABILI per la salvezza della Sicilia. A PATTO che questo serva SOLO a svegliare dal torpore secolare il popolo siciliano e non a confortarlo nella voglia di assistenzialismo. Emulazione insomma.
Forse si è capito che, a parte legittime critiche tecniche, il mio giudizio su Zamparini (ammesso che sia giusto giudicare) non è quello che pensano alcuni commentatori col santino in mano. Al contrario, la critica è rivolta all'assistenzialismo che è il male peggiore della mentalità siciliana (in gran parte dei cittadini, che ringraziano sempre e comunque, in modo consapevole, o inconsapevolmente suggeriti dal DNA).
Dr Puglisi, pardon.
Ottimo articolo.
Il mio commento ai commentatori: i punti aumentano e zampa diventa magari simpaticone.
C'est la vie...
aggiungo: 1000 zamparini... gestione ... salvezza... etc. Ma troppi palermitani, ancora, PURTROPPO (per gli altri cittadini), carichi di impedimenti/condizionamenti atavici, impedimenti all'evoluzione, "cervelli montati al contrario" per alcuni (che fanno vedere e interpretare la vita al contrario) HANNO E DEVONO AVERE la pseudo-politica che meritano; e con la quale, ad ogni modo, inciuciano... decretando la decadenza...