Diagnosi sbagliata, perse il seno
Condannato il Policlinico di Palermo
Martedì 07 Febbraio 2012 11:26
Nonostante si fosse sottoposta a visite di controllo, non le fu diagnosticato un tumore al seno: mancanza che l'ha costretta a sottoporsi ad un complesso intervento chirurgico che ha determinato l'asportazione della mammella. Per l'errore, dopo 12 anni, sono stati condannati al risarcimento del danno di 542.500 euro il policlinico di Palermo, la clinica Pamafir e il medico Antonino Marrazzo.
La paziente è una donna di 72 anni che tra il '96 e '97 si sottopose a controlli per la diagnosi precoce del tumore al seno, ma il radiologo, Marrazzo, non si accorse della neoplasia nonostante un altro accertamento eseguito all'Imi aveva segnalato l'esistenza di una "calcificazione puntiforme", che però in ospedale non ritennero grave. Marrazzo, che eseguì il secondo accertamento alla Pamafir, non solo non vide il tumore, ma non si allarmò neppure dopo aver letto la diagnosi fatta precedentemente. Dopo 2 anni nel punto "segnalato" nella radiografia dell'Imi fui trovata la neoplasia e fu necessario eseguire un intervento molto invasivo. La donna risarcita era assistita dagli avvocati Pietro Visalli e Antonino Di Fresco.
La paziente è una donna di 72 anni che tra il '96 e '97 si sottopose a controlli per la diagnosi precoce del tumore al seno, ma il radiologo, Marrazzo, non si accorse della neoplasia nonostante un altro accertamento eseguito all'Imi aveva segnalato l'esistenza di una "calcificazione puntiforme", che però in ospedale non ritennero grave. Marrazzo, che eseguì il secondo accertamento alla Pamafir, non solo non vide il tumore, ma non si allarmò neppure dopo aver letto la diagnosi fatta precedentemente. Dopo 2 anni nel punto "segnalato" nella radiografia dell'Imi fui trovata la neoplasia e fu necessario eseguire un intervento molto invasivo. La donna risarcita era assistita dagli avvocati Pietro Visalli e Antonino Di Fresco.
Ultima modifica: 07 Febbraio ore 11:27
























In 12 anni chissà quante altre sottovalutazioni fatte dal professionista in questione. I nostri tempi per giustizia sono da quarto mondo.
La donna in questione è mia cugina. E' scandaloso ciò che le è accaduto. I migliori oncologi si preoccupano sempre di prevenzione ma non mettono in primo piano la professionalità dei radiologi specializzati in oncologia (n.d.r. quanto dura il corso e come si ottiene questa specializzazione???).
Soprattutto da questo nasce il vero problema.
L'esito dell'intervento è stato devastante.
In una mastectomia con svuotamento ascellare è compresa l'asportazione del piccolo pettorale e resenzione della quinta costa. Le conseguenze? Problemi di respirazione, danni alla motilità del braccio e conseguente linfodrenaggio continuo ed è costretta a dormire in poltrona!
Esiste un risarcimento in danaro che possa comparare certe perdite permanenti? E chissà quanti altri pazienti sono stati o sarebbero stati vittime di questi pseudo radiologi! Bisogna svegliarsi e DENUNCIARE!