"Nessuna bacchetta magica
Nel bilancio non c'è niente"
Giovedì 09 Febbraio 2012 07:48 di Roberto Immesi
“Non ho la bacchetta magica". Luisa Latella (GUARDA IL VIDEO DI MARTINA MILIANI) non usa mezzi termini e, con disarmante crudezza, unita a una forte determinazione, racconta in questa intervista a Livesicilia la sua esperienza come commissario del comune di Palermo, gli obiettivi e le difficoltà di questi quattro mesi di mandato che la vedranno alla guida della quinta città d’Italia fino alle prossime elezioni.
Nel tardo pomeriggio di una giornata fatta di incontri e riunioni susseguitisi fino a sera, l’ex prefetto di Vibo Valentia tenta di trovare risposte a problemi che Palermo si trascina dietro da anni. Dalla vicenda delle società partecipate,”che hanno bisogno di un’attenzione particolare”, tanto da spingere il commissario a chiedere interventi straordinari al governo nazionale come a quello regionale perché “nel nostro bilancio non c’è nulla da prendere”, al problema dell’edilizia scolastica, passando per la tenuta dei conti e il probabile aumento delle tasse, in merito ai quali è estremamente chiara: “Chi grida di andare a chiedere qualcosa, col cappello in mano, al governo nazionale, forse non si è reso conto della situazione del Paese. Le esigenze di campagna elettorale non devono travolgere il Comune e il bisogno di mantenere l’ente sano, anche Palermo deve fare la sua parte”.
Poi tocca all’affaire Monterosso, il vicecommissario nominato da Lombardo a cui ha deciso di non affidare deleghe almeno fino a quando la Regione non si pronuncerà sui rilievi dell’Udc, e al regolamento dei gazebo che va approvato dal consiglio comunale senza che si trasformi in una sanatoria.
Un ruolo non facile, per quella che è stata definita una “Monti al femminile” a cui spetta, come lei stessa ammette, “un compito gravoso”. Dubbi nell’accettare l’incarico? “Noi prefetti siamo come i militari: si obbedisce e basta”. E infine un messaggio rivolto ai palermitani: “Bisogna ricostruire la fiducia con le istituzioni, che non vanno da nessuna parte senza l’appoggio dei cittadini e viceversa. Ma va superata la mentalità del singolo interesse, dobbiamo acquisire il senso del bene comune. Una città che è stata di imperatori e di re deve riacquistare la sua energia partendo dalla base”.
Nel tardo pomeriggio di una giornata fatta di incontri e riunioni susseguitisi fino a sera, l’ex prefetto di Vibo Valentia tenta di trovare risposte a problemi che Palermo si trascina dietro da anni. Dalla vicenda delle società partecipate,”che hanno bisogno di un’attenzione particolare”, tanto da spingere il commissario a chiedere interventi straordinari al governo nazionale come a quello regionale perché “nel nostro bilancio non c’è nulla da prendere”, al problema dell’edilizia scolastica, passando per la tenuta dei conti e il probabile aumento delle tasse, in merito ai quali è estremamente chiara: “Chi grida di andare a chiedere qualcosa, col cappello in mano, al governo nazionale, forse non si è reso conto della situazione del Paese. Le esigenze di campagna elettorale non devono travolgere il Comune e il bisogno di mantenere l’ente sano, anche Palermo deve fare la sua parte”.
Poi tocca all’affaire Monterosso, il vicecommissario nominato da Lombardo a cui ha deciso di non affidare deleghe almeno fino a quando la Regione non si pronuncerà sui rilievi dell’Udc, e al regolamento dei gazebo che va approvato dal consiglio comunale senza che si trasformi in una sanatoria.
Un ruolo non facile, per quella che è stata definita una “Monti al femminile” a cui spetta, come lei stessa ammette, “un compito gravoso”. Dubbi nell’accettare l’incarico? “Noi prefetti siamo come i militari: si obbedisce e basta”. E infine un messaggio rivolto ai palermitani: “Bisogna ricostruire la fiducia con le istituzioni, che non vanno da nessuna parte senza l’appoggio dei cittadini e viceversa. Ma va superata la mentalità del singolo interesse, dobbiamo acquisire il senso del bene comune. Una città che è stata di imperatori e di re deve riacquistare la sua energia partendo dalla base”.
Ultima modifica: 09 Febbraio ore 07:49
























Ci vuole poco Egregia commissaria: A Palermo ci sono manager che la possono aiutare in questo difficile compito, le basterà saper scegliere tra chi ha già fatto bene e che ha portato un ente di importanza mondiale al suo attuale spessore, e non è il solo che palermo puo dare.
FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI?????????????????
QUALI??????????????
DOVE????????????????
PERCHE'????????????????
A PALERMO DA DECENNI ORMAI LE ISTITUZIONI SONO TOTALMENTE ED EGOISTICAMENTE ASSENTI.
IL CITTADINO HA BISOGNO DI RICREDERSI. SE LE ISTITUZIONI CI SONO CHE BATTINO SEGNI TANGIBILI DI CAMBIAMENTO QUALI AD ESEMPIO DOTARSI DI PERSONALE DOTATO PRIORITARIAMENTE DI INTEGRITA' MORALE.
FRANCESCA GIOIA
"Nel bilancio non c'è niente"...in compenso: avemu occhi pì chianciri!
Se la situazione è questa ci saranno altri responsabili oltre al sindaco Cammarata che certamente non ha potuto agire da solo. E allora, se il commissario vuole davvero cambiare il modo di amministrare questa martoriata città, cominci con gli atti ispettivi all'interno dell'amministrazione e prenda seri provvedimenti con chi è stato complice di Cammarata.
Bisogna chiedere a tutti i Palermitani, di pagare quello che il comune ci da come servizi, non è giusto che nel 2012 c'e' ancora gente che non paga i servizi e che pretende quello che non vuole pagare.Solo cosi possiamo rimettere ogli cosa al suo posto
Chissà cosa penserà Monti della richiesta di fondi per pagare anche i 2000 stipendi della Gesip ? I politici li hanno assunti, hanno preso i voti e i tecnici li dovranno congedare...
Cara Anna77, non riesco a capire com'è assolutamente palese il Tuo accanimento profondamente odioso nei confronti dei 2000 dipendenti della Gesip, che sarà anche vero per carità, che conta un numero per fortuna sparuto di elementi con un passato turbolento, che avrà pure una cultura scolastica media bassa.
Fatta salva la premessa di cui sopra , t'informo che questo è il peso che ha lasciato il Tuo beneamino On. Prof. Leo Luca Orlando ex sindaco.
Qualora non ne fossi alcorrente o meglio vorresti smentirmi t'informo di leggerTi molto attentamente un paio di incartamenti pubblici a firma dell'allora "sinnacù". Quell'altro uomo tutto d'un pezzo del commissario G. Serio a suo tempo mise in pratica le sue ultime volontà, mescolando all'interno di questo calderone porci e cristiani.
Dopo questa pillola di verità molto difficilmente smentibile in quanto corrisponde alla verità Ti prego per il futuro prossimo di non smettere di prendere atto che all'interno del calderone Gesip c'è gente laureata, diplomata e professionale che per poco più di 900,00/1.000,00€ al mese svolge i compiti egregiamente a Loro impartiti.