Innocente dopo 21 anni di carcere
"Quei depistaggi dei carabinieri"
Martedì 14 Febbraio 2012 19:01
"Quello dei carabinieri non fu un errore, ma un fatto doloso che ha indotto la magistratura a sbagliare". Con queste parole l'avvocato Baldassare Lauria ha aperto stamani ad Alcamo la conferenza stampa per illustrare la sentenza di assoluzione emessa ieri - in sede di revisione - dalla Corte d'appello di Reggio Calabria nei confronti di Giuseppe Gulotta, 55 anni, che era stato condannato all'ergastolo per la strage nella casermetta di Alcamo Marina, avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1976. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il legale non ha esitato a indicare come depistatore il colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo, assassinato a Ficuzza (PA) un anno dopo la strage, "oggi indicato - dicono gli avvocati - come un eroe dell'antimafia".
"Pretendiamo le scuse dell'Arma dei carabinieri - ha aggiunto l'avvocato Lauria - ma finora abbiamo assistito a un silenzio assordante". Per l'avvocato Pardo Cellini, che con Lauria assiste Gulotta, "questa sentenza contribuisce all'abbattimento del mito del giudicato". Giuseppe Gulotta, presente alla conferenza con la compagna e il figlio, è stato molto pacato: "Vorrei tornare ad essere l'uomo libero ch'ero 36 anni fa e dedicarmi alla famiglia e al lavoro. I miei paesani mi hanno salutato e si sono fermati a parlare con me. Prima non accadeva; mi ignoravano". E quel prima è riferito a brevi viaggi compiuti negli ultimi due anni di Alcamo, da quando è cominciato il processo di revisione. Durante la conferenza, i legali di Gulotta si sono detti pessimisti sulla possibilità di far luce sulla strage, "anche se non bisogna lasciare nulla di intentato". Lauria, in particolare, ha citato un'intervista che Walter Veltroni ha rilasciato alla trasmissione di Raitre "Che tempo che fa", in cui ha fatto riferimento a un possibile coinvolgimento di Gladio".
(Fonte ANSA)
"Pretendiamo le scuse dell'Arma dei carabinieri - ha aggiunto l'avvocato Lauria - ma finora abbiamo assistito a un silenzio assordante". Per l'avvocato Pardo Cellini, che con Lauria assiste Gulotta, "questa sentenza contribuisce all'abbattimento del mito del giudicato". Giuseppe Gulotta, presente alla conferenza con la compagna e il figlio, è stato molto pacato: "Vorrei tornare ad essere l'uomo libero ch'ero 36 anni fa e dedicarmi alla famiglia e al lavoro. I miei paesani mi hanno salutato e si sono fermati a parlare con me. Prima non accadeva; mi ignoravano". E quel prima è riferito a brevi viaggi compiuti negli ultimi due anni di Alcamo, da quando è cominciato il processo di revisione. Durante la conferenza, i legali di Gulotta si sono detti pessimisti sulla possibilità di far luce sulla strage, "anche se non bisogna lasciare nulla di intentato". Lauria, in particolare, ha citato un'intervista che Walter Veltroni ha rilasciato alla trasmissione di Raitre "Che tempo che fa", in cui ha fatto riferimento a un possibile coinvolgimento di Gladio".
(Fonte ANSA)
Ultima modifica: 15 Febbraio ore 11:28
























A cosa servono le scuse, se il brigadiere Olino che ha interrogato Gulotta ha assistito alla tortura dello stesso, un rimorso che lo portò a dimettersi dall'arma,e lo rende publico dopo 17 anni, ieri dicevo su questo blog, che i parenti dei due carabinieri morti, aspettano giustizia.Oggi dico ma come ha potuto aspettare tutti questi anni;e non si parla di un altro imputato che si è suicidato in carcere. malgrado che i pentiti di mafia, dicevano che questi ragazzi non c'entravano niente con gli omicidi dei due carabinieri.ma gli stessi responsabili d'allora, come potranno scusarsi con i parenti delle vittime?
Dice gulotta: Ho perduto la mia gioventù in cella, e nessuno potrà restituirmela.
Come si chiama il magistrato che ha chiuso per tutti questi anni Gulotta? Pagherà per questa vita bruciata in carcere????
bravo magistrato bravi carabinieri bravi ma la notte dormite bene!
il brutto e che pagliamo noi io farei fare 21 di carcere sia al magistrato ei suoi complici car....
Signora Giovanna:Il giudice emette la sentenza dalle carte, non per la persona.Gli inquirenti che hanno istruito il processo, hanno ingannato: Il giudice,noi, e fatto morire altri due colpevoli, di cinque che erano stati accusati in un primo tempo, uno in carcere, appinnuliatu, l'altro fuori,e altri due latitanti da tempo, e gulotta appena scarcerato.Questa è una triste storia che ci coinvolge ancora.Tutti quelli che hanno sbagliato in quell'epoca,non potranno essere piu' giudicati per sopravvenuta,prescrizione.Si potranno condannare solo gli assassini dei carabinieri (se verranno trovati,)I TUTORI DELL'ORDINE che hanno torturato gli arrestati, e che si sono tenuti il segreto per tutto questo tempo NO!
Voglio fare arrivare un abbraccio a Giuseppe Gulotta per tutti questi anni che gli sono stati assurdamente rubati.
Nessun risarcimento (che spero possa essere di tanti tanti euro...) gli potrà restituire tutte le giornate sottratte alla sua quotidianità e all'affetto della sua famiglia.
Voglio sperare che qualche pezzo grosso dell'arma dei Carabinieri abbia sentito il DOVERE di chiedere scusa per l'ignobile comportamento di tanti Carabinieri.
ricordatevi sempre che gli occhi dell Giudice sono le Polizie Giudiziarie,se sbaglia il giudice spesso xrche viene indotto a sbagliare,se poi ci mettiamo che la confessione è avvenuta sotto tortura e beee cosa vogliamo di più,basta vedere chi erano i funzionari di P..G. di quel determinato atto istruttorio.
Perché confesso'. Io mi sarei fatto uccidere di botte fossi stato innocente...boohh.... non so cosa pensare... e che devono pensare i familiari dei due poveri carabinieri che dopo tanti anni non sanno chi ha ucciso i propri cari e perché.
@ alis ..........................................vorrei che tu vivessi per unsolo giorno quello ch ha passato il signor Gullotta
ma tu nonhai nemmeno la dignità di accettare la realtà.
Vorrei vedere se ti saresti fatto uccidere ...................c.....ne
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