C’è anche uno dei pionieri nel campo delle protesi al pene tra gli indagati dalla Procura di Agrigento per interventi effettuati indebitamente a carico del servizio sanitario nazionale all’ospedale San Giovanni di Dio, nosocomio della città dei Templi. Si tratta del professor Gabriele Antonini, urologo, andrologo e chirurgo.
Oltre a lui i pm hanno iscritto nel registro degli indagati altri 4 medici. L’inchiesta, che nasce da una segnalazione dell’ex commissario del S. Giovanni, ipotizza i reati di peculato, falso e truffa aggravata. Le protesi al pene sono impiantabili a carico del servizio nazionale solo in certi casi, come per i pazienti oncologici o deviazioni congenite, insomma in fattispecie mediche tassative.
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Ad Agrigento, invece, secondo quanto ricostruito, un centinaio di uomini sarebbe stato sottoposto in ospedale all’intervento nonostante i casi non rientrassero in quelli stabiliti dalle normative. Il tutto a spese della Asp che, solo di protesi, avrebbe pagato 8mila euro a persona. Ogni intervento poi sarebbe costato al servizio sanitario circa 30mila euro, con un danno enorme per le casse della sanità regionale.
Antonini, secondo gli investigatori, effettuava le visite nella Capitale e gli interventi ad Agrigento. Il sospetto, tutto da verificare, è che non solo il nosocomio della Città dei Templi sia stato teatro di simili operazioni.
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