Al “Giglio” arriva il commissario | E’ Nenè Mangiacavallo

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24 Gennaio 2013, 18:55

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CEFALU’ (PALERMO) – L’ospedale di Cefalù è stato commissariato con effetto immediato. È stato deciso dai soci della Fondazione San Raffaele Giglio, che gestisce il nosocomio, nel corso di una riunione alla presidenza della Regione. In rappresentanza del Comune di Cefalù, presente nel consiglio di amministrazione della Fondazione, è intervenuto il sindaco Rosario Lapunzina che ha espresso il suo compiacimento per la decisione di azzerare la gestione. “Si tratta – ha detto – di una scelta che avevo recentemente auspicato al fine di mettere ordine nella gestione del nosocomio e assicurarne un pronto rilancio”.

Il nuovo commissario è una vecchia conoscenza per i partiti di centrosinistra. Nenè Mangiacavallo, medico originario di Ribera, infatti, è stato più volte parlamentare nazionale. Dopo l’elezione, all’età di 37 anni, a sindaco della cittadina dell’Agrigentino, nel 1996 ecco l’approdo alla Camera dei deputati tra le fila dell’Ulivo. Mangiacavallo è stato anche sottosegretario di Stato per la Sanità dal 10 ottobre 1998 al 25 aprile 2000 nel primo e nel secondo governo D’Alema e sottosegretario di Stato per i lavori pubblici nel secondo governo Amato dal 4 agosto 2000 fino al termine della legislatura. Nelle elezioni del 2001, fallisce la rielezione, sempre con l’Ulivo. Nel 2007, intanto, viene nominato Commissario in Sicilia della Lilt (Lega italiana lotta ai tumori) e l’anno dopo è indicato da Anna Finocchiaro come assessore designato alla salute, in caso di elezione della senatrice Pd. Ma la vittoria va a Raffaele Lombardo. Dal 2009 Mangiacavallo, fondatore del movimento “Rinnovamento italiano” aderisce al Partito democratico. Adesso, dovrà guidare l’ospedale fino alla formazione dei nuovi organi societari.

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Il consiglio di amministrazione dell’ospedale, presieduto da Stefano Cirillo, è stato quindi dichiarato decaduto. Oggi si è deciso di chiudere una gestione sperimentale cominciata nel 2003 quando venne costituita la Fondazione San Raffaele Giglio. A promuoverla erano stati la Regione siciliana, il Comune di Cefalù, l’Asp 6 di Palermo e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano. L’obiettivo era quello di creare un modello di compartecipazione tra pubblico e privato. L’ospedale avrebbe dovuto offrire, oltre a un’assistenza sanitaria di eccellenza, anche attività di ricerca, didattica e formazione. La gestione sperimentale è entrata in crisi dopo le vicende giudiziarie del San Raffaele di Milano culminate con il passaggio a un gruppo privato. Il cda dell’ospedale di Cefalù si è confrontato anche con difficoltà finanziarie per i debiti (oltre 30 milioni) ereditati dalla gestione precedente.

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24 Gennaio 2013, 18:55

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