All’Ars più eventi che leggi | E il Parlamento diventò un museo

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17 Febbraio 2019, 16:49

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PALERMO – La Sala Preghiera trasformata in Sala Buffet. Il loggiato della Cappella Palatina trasformato in ristorante per ricevimenti. Il cortile Maqueda trasformato in teatro e sala concerti. Palazzo dei Normanni sta cambiando natura e sempre più spesso è “splendida cornice” di eventi culturali e sociali. Il Palazzo reale di Palermo sempre più aperto alla città. Una svolta spesso auspicata, e non ci sarebbe niente di male, anzi, se non fosse che, mentre aumenta il numero delle occasioni per recarsi lì per una mostra, un convegno, un vernissage, si devono fare i conti con un Parlamento che non brilla certo per produttività. Il “parlamento più antico del mondo” sta diventando un museo, un centro culturale.

E queste sue due nature, tra l’altro, a volte si intersecano producendo anche effetti paradossali. Come è accaduto per esempio proprio qualche giorno fa, in uno dei momenti più drammatici di questa legislatura. Mentre il Parlamento era impantanato nella lunghissima seduta di due settimane per poter approvare Bilancio e Finanziaria; mentre il presidente della Regione Musumeci era a un passo dalle dimissioni, dopo essere stato impallinato dalla sua maggioranza; mentre fuori dal Palazzo si concentravano la rabbia e la paura di chi aveva subito i tagli drastici di questa Finanziaria, la seduta, per stessa ammissione del presidente Gianfranco Miccichè, doveva essere convocata due ore più tardi per permettere lo svolgimento di un evento al piano parlamentare: l’esposizione di due leoni marmorei del XII secolo restaurati, contestualmente all’installazione in Sala dei Venti di due monitor touch che consentono ai visitatori di osservare il leone e la sua smaterializzazione in 3D. E così, nell’attesa, a parlamentari e assessori non è rimasto niente di meglio da fare che approfittare del ricco buffet allestito in Sala Preghiera.

Ed era già accaduto che eventi culturali organizzati a Palazzo dei Normanni diventassero occasione di polemica politica e di inasprimento dei toni. Come nel caso di alcuni convegni che si sono svolti nella Sala Gialla “Piersanti Mattarella”. L’ultimo, in ordine di tempo, quello sulla Massoneria, che ha aperto le porte del Palazzo all’associazione iniziatica e ai suoi vertici dopo che proprio il Parlamento regionale aveva approvato una norma che obbliga i parlamentari e gli amministratori locali a dichiarare la loro eventuale appartenenza alla massoneria. Poco prima c’era stato il convegno sui diritti dei detenuti a cui era stato invitato l’ex governatore Totò Cuffaro: il ritorno dopo la pena scontata in carcere dell’ex presidente della Regione nel Palazzo dell’Ars ha fatto discutere per settimane. E prima ancora lo stesso era accaduto per la proiezione del docufilm, sempre nelle sale di Palazzo dei Normanni, “Generale Mori – Un’Italia a testa alta” di Ambrogio Crespi, a cui erano stati invitati, dall’allora assessore Vittorio Sgarbi il generale Mario Mori e il colonnello Giuseppe De Donno.

E si è trasformato anche in teatro il cortile Maqueda di Palazzo dei Normanni. Per il concerto dell’Orchestra sinfonica siciliana, per la rappresentazione del monologo scritto da Eleonora Lo Curto, capogruppo dell’Udc, “Io sono Emanuela Loi”, per lo spettacolo “R Patrona” di Salvo Piparo e Costanza Licata in onore di Santa Rosalia. Per quest’ultimo spettacolo, tra l’altro, il Consiglio di Presidenza ha autorizzato anche una spesa di 60 mila euro per una nuova messa in scena in piazza Parlamento. Proprio lì dove a ottobre è stato realizzato uno gigantesco allestimento, il più grande realizzato fino a oggi, del progetto internazionale voluto dall’artista francese JR, “Inside Out Palermo – Restiamo Umani”. La sera dell’inaugurazione davanti a Palazzo dei Normanni anche un concerto con nomi importanti del panorama musicale nazionale e internazionale.

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Insomma, di cose da fare a Palazzo ce ne sono moltissime. Cominciando dalle mostre allestite nelle Sale Duca di Montalto.

Il problema è quello che succede in Sala d’Ercole, dove si riunisce l’Assemblea regionale siciliana: lì di cose da fare ce ne sarebbero molte, ma le cose fatte sono pochine in questo primo scorcio di legislatura. Lo scorso maggio il Parlamento si è riunito soltanto per un paio d’ore in tutto il mese. Per aumentare il numero di ore di seduta e migliorare le relazioni tra parlamento e governo il presidente Miccichè si era inventato il question time ogni martedì. Ma non è durato che qualche settimana. Le leggi approvate, eccezion fatta per i documenti finanziari, sono poco più di 20. E non c’è quella sulla  gestione delle aiuole: non è stato trovato l’accordo. Ci sono però norme essenziali come quelle che prevedono la modifica dei confini tra i Comuni di Grammichele e Mineo, o la “tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale dei siti legati alla Seconda Guerra Mondiale in Sicilia nel 75° anniversario dell’Operazione Husky”. E sono servite ben due leggi per istituire la giornata contro le mafie.

Concluso l’esame della finanziaria, con una seduta tenuta aperta per quasi due settimane per non incorrere nelle scadenze previste dalla legge per l’esercizio provvisorio, dalla prossima settimana il Parlamento potrebbe essere impegnato nell’esame del Collegato. La volta scorsa, la legge “stralcio” tenne l’Ars paralizzata in una lunghissima sessione di bilancio per settimane. Andrà così anche quest’anno? Chissà. Magari a Palazzo ci sarà un evento con cui ammazzare il tempo.

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17 Febbraio 2019, 16:49

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