PALERMO – Centomila punti critici della Sicilia sui quali mantenere “alta la guardia”, attuando “subito interventi manutentivi” prima dell’arrivo delle piogge autunnali. È il monito che la Protezione civile della Regione Siciliana ha inviato ai sindaci, alle prefetture e ai gestori di reti e di infrastrutture. La circolare è a firma del direttore Generale Salvatore Cocina.
L’allerta della Protezione civile
Il provvedimento richiama la necessità di “prepararsi a fronteggiare gli scenari meteo derivanti dal rapido cambiamento climatico in atto, che causa – dice il dipartimento – un’estremizzazione dei fenomeni meteo, caratterizzati da forte intensità e imprevedibilità spaziale e temporale”.
Le criticità segnalate dalla Protezione civile in Sicilia
Tra le determinanti e gli scenari di evento più critici c’è l’accumulo di calore nei mari: “Le persistenti temperature estive comportano un elevato accumulo di calore che, a contatto con le prime correnti fredde autunnali, generano temporali violenti, precipitazioni intense, piogge e grandine”, spiegano dal dipartimento. Un rischio che Cocina ha segnalato anche in una recente intervista a LiveSicilia.

Altro elemento è dato dall’impatto degli incendi e dell’aridità: “I diffusi incendi estivi e la prolungata aridità del suolo rendono possibili colate rapide di fango e terra, distacco di massi, e fenomeni di alluvioni lampo con allagamenti”, avverte la Protezione civile regionale. Il documento richiama inoltre gli “eventi estremi” che hanno colpito l’Isola negli ultimi anni e, in particolare, il ciclone Harry, che ha causato mareggiate storiche, frane estese e gravi compromissioni alle infrastrutture.
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Un altro allarme riguarda le “criticità nel reticolo idrografico e urbano”: tra queste “il restringimento o la tombinatura dei corsi d’acqua e l’elevata impermeabilizzazione urbana” che “amplificano repentinamente il rischio”. I centomila punti a rischio censiti dai tecnici della Protezione civile siciliana sono consultabili accedendo al portale www.protezionecivilesicilia.it.
I Comuni e tutti gli altri soggetti competenti sono stati invitati a verificare e aggiornare i punti a rischio, accelerare la pulizia straordinaria di caditoie, tombini e alvei dei torrenti, attivare monitoraggio costante dei sottopassi e dei guadi in caso di allerta e aggiornare i Piani e le procedure di Protezione Civile e di Emergenza.



