Scintille Ardizzone-Fiumefreddo | Bindi: “No ai giochi dell’antimafia”

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14 Marzo 2017, 15:23

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ROMA – “Parole molto utili per la nostra inchiesta sull’antimafia”. Così il presidente della commissione nazionale Antimafia Rosi Bindi ha commentato l’audizione a San Macuto del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone. Poche parole che allungano però nuove ombre sulla lotta alla mafia in Sicilia.

Durante l’audizione, del resto, era stato proprio Ardizzone a parlare di ‘antimafia di facciata’: “L’Assemblea regionale siciliana – ha detto – viene rappresentata come un coagulo di criminali che non vuole ricapitalizzare Riscossione Sicilia chissà per quali motivi. Io a tutto questo non ci sto. C’è un condizionamento dell’ Assemblea, si è avviata una campagna mediatica che non mira a risolvere i problemi di Riscossione Sicilia: non lo dico io ma i sindacati”. Ardizzone, poi, ha puntato chiaremente il dito contro l’amministratore di Riscossione Sicilia, Antonio Fiumefreddo.

“Io posso concepire che l’avvocato Fiumefreddo, amministratore di Riscossione Sicilia, venga in Commissione Antimafia con atti segretati ma non si fa il giro di tutte le trasmissioni televisive, questa è una antimafia di facciata, è voler trarre un beneficio di tipo politico: se sono amministratore non ho bisogno di sbandierare ai quattro venti quello che ho fatto. Si vuole fare carriera politica mentre bisognava fare un disegno strategico che non è stato fatto dal governo regionale”, ha proseguito Ardizzone, il quale ha aggiunto che Riscossione Sicilia non ha presentato alcun Piano industriale, che era atteso. “C’è un forte attacco mediatico messo in atto da questo amministratore: sulla ricapitalizzazione, non voteremo con serenità”. Ardizzone ha detto poi che in Sicilia c’è stato un decremento nella riscossione almeno nel 2015 (i dati del 2016 non sono disponibili) e che Riscossione Sicilia è stata ricapitalizzata più volte.

Queste le parole, molto chiare, del presidente dell’Ars a San Macuto. Parole alle quali ha risposto con durezza Antonio Fiumefreddo: “Dal Presidente Ardizzone che ha chiesto d’essere audito in Commissione nazionale Antimafia – le sue parole – è venuto un imbarazzato e balbettante silenzio sulle mie denunce. Non una parola sugli appalti irregolari fiscalmente, non un cenno sulle tasse chieste alle multinazionali del petrolio e mai incassate prima, non una sillaba sull’aggressione dei patrimoni criminali aggrediti per la prima volta in Sicilia, silenziosa anche sui deputati indagati per fatti gravissimi ed inadempienti col fisco. Unica preoccupazione di Ardizzone – conclude Fiumefreddo – la difesa, invero impossibile, del Palazzo del Potere e l’ossessione di farmi fuori da Riscossione Sicilia”.

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Significative, a margine dell’audizione, le parole del presidente della commissione nazionale Rosi Bindi: “Le relazioni dell’avvocato Antonio Fiumefreddo e del Presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone – ha detto – sono sicuramente due audizioni che non potranno che essere interessanti, soprattutto sotto il profilo della nostra inchiesta sull’antimafia. Perché io credo che dobbiamo – conclude la Bindi – combattere la mafia, ma dobbiamo essere anche molto avvertiti nell’uso della lotta alla mafia per altri fini e per altri obiettivi”.

Aggiornamento

“Domani incontrerò il presidente Crocetta, se avrò le garanzie per continuare a guidare Riscossione andrò avanti altrimenti come ho preannunciato nella lettera scritta qualche giorno fa farò un passo indietro”. Lo dice l’avvocato Antonio Fiumefreddo, amministratore unico di Riscossione Sicilia, la società pubblica che recupera le imposte evase. (ANSA).

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14 Marzo 2017, 15:23

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