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Nell’era dei social network può capitare che un’idea semplice, magari uno scherzo, possa diventare un vero e proprio ‘social trend’, una tendenza che in breve tempo spopola tra i cybernauti. E’ questo il caso di una pagina facebook che in pochissimo tempo è riuscita ad ottenere oltre trentasettemila ‘like’ ed a generare un fenomeno di massa dal nome: “Tu scuiddaisti quannu…”. L’idea è semplice e come si legge sul sito tuscuiddaistiquannu.it è nata proprio per scherzo. I due fondatori, Domenico Sonny Castiglione e Umberto Orecchio, sono stati ispirati infatti dal classico modo di dire siciliano che vuole essere una presa in giro di coloro che hanno dimenticato come si stava una volta, quando la vita era molto più semplice e grandi marche, mode internazionali e centri commerciali non avevano ancora invaso la quotidianità. Il fenomeno – come dicevamo – è diventato una vera moda e va diffondendosi esponenzialmente grazie alle numerose immagini che ritraggono un volto, in genere un personaggio famoso o l’oggetto della battuta, e la frase “Tu scuiddaisti quanno…” seguita dalla presa in giro rigorosamente scritta in dialetto palermitano. La pagina, in breve tempo, è diventata un vero e proprio marchio con tanto di negozio online nel quale è possibile acquistare le magliette con stampata la propria battuta preferita.
Livesicilia vi propone alcune delle frasi più celebri dell’ormai marchio: “Tu scuiddaisti quannu…”.


La Merlin Entertainments, la società inglese proprietaria del parco di Castelnuovo del Garda, ha detto stop agli spettacoli acquatici con i delfini e manda in pensione Robin, Teide, Betty e Nau, i quattro meravigliosi mammiferi cresciuti tra le cascate artificiali e le montagne russe del Palablu. Si è tenuta il 6 gennaio l’ultima esibizione dei 4 esemplari all’interno di quello che, a detta di Forbes, è ritenuto il quinto parco dei divertimenti più apprezzato al mondo, con i suoi 750mila metri quadri e 32 attrazioni. Una svolta animalista che va contro gli interessi economici della società: ogni quattro persone che entravano al parco, infatti, almeno una spendeva 5 euro in più comprare il biglietto dello spettacolo acrobatico dei delfini.

"La Merlin ha nel suo codice genetico una politica di profondo rispetto per gli animali, e la scelta di dire addio al delfinario ne è diretta conseguenza", ha affermato Danilo Santi, direttore di Gardaland. Una scelta etica influenzata anche dalle polemiche seguite alle morti di alcuni delfini del Palablu. Nel 2000, infatti, la Procura di Verona aprì un'inchiesta per stabilire le cause della morte di quattro delfini, morti nel giro di tre anni per motivi ignoti.

Si prospetta, così, una vecchiaia nel pieno relax per i quattro cetacei - per quanto sia possibile per degli animali cresciuti in cattività - che andranno probabilmente in pensione nell'acquario di Genova, dopo anni trascorsi ad intrattenere i visitatori dell'area acquatica di Gardaland. Non dovranno preoccuparsi, invece, gli addestratori per i quali si stanno cercando misure alternative alla cassa integrazione.