Assalto all’ultima scatoletta | L’unica salvezza è l’erba cipollina

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07 Dicembre 2013, 14:30

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L’unica salvezza è l’erba cipollina. Chi va al supermercato, se lo rammenti bene. Stamattina, sveglia presto per tanti. Bacino agli animali domestici o ai figli (per chi li ha). E via, per la missione impossibile al market sotto casa, quello che vende salamini, frutta, verdura, libri e la lettiera del gatto. Scontati. I Forconi incombono minacciosi. Vogliono bloccare tutto. Coloro che ricordano i patimenti del passato – in principio fu l’Aias – stavolta sono decisi a non farsi prendere per fame. Alzata al’alba di un bel sabato luminoso in dicembre, specialità della casa, e giù dalla branda precipitevolissimevolmente, pur di accaparrarsi l’ultima confezione di olivette.

Mondello ore dodici – c’è chi se ne frega e si alza tardi lo stesso – tappetone di macchine nel parcheggio dell’emporio, con appelli angosciosi dell’altoparlante: “Si prega il possessore dell’astronave in ottava fila, di andare a farsi f…”. No, non è così. Però il senso  del sottotesto gli somiglia. Ingresso con tattica collaudata di guerriglia. Uno davanti a “timonare” il carrello, uno dietro ad ammuttarlo. Umanità sparsa. Un signore anziano con parvenza nobile chiede in giro: “Avete visto le alici sott’olio”. I presenti allargano le braccia, ma lo consolano. Cassiere gentilissime e professionali. Affrontano la marea montante col sorriso, tuttavia si vede a occhio nudo che sono esauste. C’è uno sproposito di carrelli che pare viale Regione e nessuno a dirigere il traffico. Al momento, la situazione è sotto controllo. Ci si sfiora. Ci si truzza. Con educazione. Scusi, no no, scusi lei. Il signore anziano delle alici mostra impercettibili segni di cedimento.

Dunque, l’unica salvezza è l’erba cipollina. Non gliene frega niente a nessuno. La calca caccia secondi, pasta, latte, uova. Generi di prima necessità. I più raffinati propendono per la maionese col bollino blu. Ma l’atteggiamento è da economia di guerra. Occorre cibo normale per un lungo assedio. Mettetevi lì. Piazzate il carrello accanto all’erba cipollina. Non vi disturberanno mai. Nella zona “cetriolini troppo belli” si svolgono complicate operazioni di aritmetica. Se il prezzo nel giro dell’ultimo quarto d’ora è aumentato del dieci per cento, mentre i pisellini sono stabili e i “funghetti duci duci” sono cresciuti del due per cento, quanto potrò mettere di benzina nella macchina?

“Buongiorno, mi scusi. Cercavo le alici sott’olio”. “Mi scusi lei, sono nuova, non posso aiutarla”.

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Perfino le massaie di lunga gavetta appaiono in difficoltà. Alcune hanno mandato in avanscoperta mariti robustissimi, benché poco edotti sulle fondamentali conseguenze della scelta tra una marca di detersivo è un’altra. Un coniuge palestrato, eterodiretto dalla signora via telefonino, si assuppa la reprimenda e tenta di opporre un flebile e inefficace: “Ma picchì, non sono tutti i’ stissi?”. No, caro amico. Tra le confezioni esistono micro-differenze di prezzo e di resa che le donne sanno apprezzare e spiegare. Noi no.

“Ccus’, le aloci sottoglio”. Rantolo. Silenzio.

Schianto totale di due carrelli nella pubblica piazza. Le buone maniere si dissolvono. “Perché non guarda!? Perché non guardi tu, scimunito!!!?”. Una vecchietta, nei dintorni, spinge un carrellone monumentale, che pare la piramide di Cheope, ma più grande. Un vecchietto tira su a malapena con un ggggghhhh di dolore una residuale confezione di Macine. La super-vecchietta gli passa di fianco e lo prende in giro con lo sguardo. Quei due del carrello si insultano.

L’apparizione mistica all’uscita. Ecco le alici sott’olio, a un palmo dal tonno sott’olio, cioè nel posto giusto. Purtroppo, il distinto signore è già tornato a casa, dopo sette ore, quarantadue primi e dodici secondi da Ulisse in viaggio. Racconterà, contrito, alla moglie che le alici non c’erano e lei gli dirà: “Caro, le avevo comprate ieri”. Ci siamo quasi. “Senta”. Dica pure. “E’ da tre ore che vorrei prendere l’erba cipollina, che fa si leva?”. Nemmeno qui, nello scaffale più recondito del supermercato, c’è un approdo sicuro dalla follia. Non si trova sugli scaffali il balsamo giusto per la nostra paura.

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07 Dicembre 2013, 14:30

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