Assenteismo al Cto | “Così controllavamo i medici”

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05 Aprile 2013, 11:25

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PALERMO – C’era chi arrivava alle 7 del mattino, ma iniziava il suo servizio dopo le 10. C’era chi, invece, ogni mattina si recava puntualmente sul posto di lavoro timbrava il badge, per sé e per altri colleghi, per poi proseguire la giornata lavorativa in giro per la città tra bar e commissioni. E’ tutto immortalato nelle immagini girate dalle telecamere nascoste dei carabinieri dei Nas di Palermo, lo ha riferito davanti alla quinta sezione penale del Tribunale di Palermo il comandante del nucleo antisofisticazione che nel maggio del 2011 si occupò delle indagini sui casi di assenteismo al Cto dell’ospedale Villa Sofia del capoluogo.

Le Indagini portarono nove tra medici, infermieri e personale amministrativo a giudizio con l’accusa di truffa aggravata alla sospensione dal servizio per procedimento disciplinare. Secondo l’accusa avanzata dal pm Maurizio Agnello i nove, fra i quali anche Roberto Matracia, storico ex medico sociale del Palermo Calcio, avrebbero falsificato l’orario di entrata e di uscita dalla struttura ospedaliera facendo timbrare il proprio badge da colleghi compiacenti.

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In particolare, così come raccontato durante la testimonianza resa in aula dal comandante dei Nas Francesco Geraci, il badge del dottor Matracia sarebbe stato timbrato più volte dall’infermiera Carmela Termini anch’essa imputata nel procedimento. Grazie alla collaborazione dell’azienda ospedaliera “Ospedali riuniti Villa Sofia–Cervello”, parte civile nel procedimento, gli investigatori sono risaliti agli schemi riepilogativi relativi alle timbrature dei badge registrati dal server dell’ospedale e, confrontando questi dati con le buste paga dei soggetti avrebbero confermato il reato di truffa.

I dipendenti, che attualmente hanno ripreso tutti il loro servizio, sono stati regolarmente retribuiti dall’azienda ospedaliera anche nei giorni in cui materialmente non sarebbero stati presenti. Gli altri imputati coinvolti nel processo sono Antonino Calandra e Angelo Di Maggio, tecnici ortopedici, Antonino Gagliano, tecnico di radiologia, difesi, così come Matracia, dall’avvocato Ida Giganti. Anna Salamone, collaboratrice amministrativa, Adriana Testa, coadiutore amministrativo, difesi dal legale Giovanni Francese. Maria Concetta Maggiore, coadiutore amministrativo assistita da Giuseppe La Barberao e Maria Maggio, infermiera, difesa da Accursio Gagliano. Il legale Lorenzo Bonaventura, invece, si occupa della parte civile. Si ritornerà in aula davanti al giudice monocratico Patrizia Ferro il 30 del prossimo mese.

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05 Aprile 2013, 11:25

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