Sicilia, lo stop alle assunzioni: scatta l'indagine interna

Indagine interna sui problemi tecnici che hanno bloccato le assunzioni

Renato Schifani
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Schifani: "Chi doveva aggiornare i sistemi informatici non lo ha fatto, allucinante"

PALERMO – Ci sarà una indagine amministrativa interna per individuare eventuali responsabilità del mancato caricamento del Rendiconto 2025 della Regione Siciliana sulla Bdap, la banca dati della pubblica amministrazione che dipende dalla Ragioneria generale dello Stato e dal ministero delle Finanze. L’annuncio arriva dal governatore, Renato Schifani, nel corso delle sue conclusioni alla quarta edizione del Forum Act Tank Sicilia, organizzato da TEHA Group – The European House – Ambrosetti a Castello Utveggio di Palermo.

Il caso del mancato caricamento del Rendiconto 2025

L’indagine riguarderà l’assessorato all’Economia, diretto da Alessandro Dagnino, che ha concordato con Schifani sulla necessità di verificare cosa sia andato storto. Alla base dello stop ci sarebbe un mancato aggiornamento del sistema informatico della Regione.

assessorato all'Economia
L’assessorato regionale all’Economia

Schifani: “Sistemi informatici non aggiornati, allucinante”

“In queste ore viviamo momenti allucinanti”, è lo sfogo di Schifani alla platea di Castello Utveggio. “Ci sono dei giovani vincitori di concorso – aggiunge – che non possono essere assunti perché qualcuno non ha aggiornato i sistemi informatici. Tutto questo mi fa rabbia, questa è la Regione che ho trovato”.

Le scuse del governatore

In mattinata il presidente della Regione, parlando con i cronisti presenti a Castello Utveggio per la presentazione del Report sull’economia regionale, aveva affrontato la vicenda chiedendo scusa a nome del governo. “Mi spiace per tutti i giovani e le persone che erano convocate a firmare – le parole del presidente della Regione – e chiediamo scusa. Posso assicurare che rimedieremo”.

Assunzioni e progressioni verticali bloccate alla Regione

Con l’ok al Rendiconto 2025, che ha fatto registrare un avanzo di amministrazione pari a 7,3 miliardi di euro, la Regione è riuscita a sbloccare l‘immissione in servizio di 138 nuovi dipendenti e ad attuare le progressioni verticali per 834 unità di personale. Si tratta di assistenti che devono acquisire la qualifica di funzionario e di coadiutori che attendono di assumere le mansioni di assistenti. Tutto in standby, in attesa del superamento dei problemi di comunicazione tra il sistema informatico della Regione e quello del Mef. “I tecnici stanno lavorando”, ha assicurato Schifani.

I sindacati: “Il governo ha delle responsabilità”

La delibera di riapprovazione del Rendiconto, intanto, è stata approvata oggi, ma la situazione resta ancora bloccata. Per sbloccare le procedure è necessario completare il caricamento dei dati sulla piattaforma del Mef: fino a quando questo passaggio non sarà concluso, non ci sarà il via libera definitivo. Le segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp, Sadirs, Ugl e Uil sono sul piede di guerra e in una nota esprimono “indignazione per una vicenda – dicono – che chiama direttamente in causa la responsabilità politica del governo regionale”.

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Per i sindacati “il blocco delle assunzioni dei vincitori di concorso e delle progressioni verticali del personale interno è una situazione grave e inaccettabile, che richiede risposte immediate”. E “non basta” individuare eventuali responsabilità negli uffici perché “il governo regionale – aggiungono – deve rispondere del funzionamento della macchina amministrativa che è chiamato a guidare e controllare”.

Giambona (Pd): “Nessun errore informatico”

Il deputato regionale del Pd Mario Giambona, non crede alla versione del problema informatico. “Il governo regionale riapprova oggi pomeriggio il Rendiconto – dice -. È la prova che avevamo ragione noi. Quello di ieri non si è trattato di un errore informatico, ma di un errore nel merito di un documento sbagliato. La Regione ha preso tempo e ad oggi il nuovo rendiconto non risulta ancora pubblicato. Intanto a pagare sono 94 agenti del Corpo forestale, nel limbo da maggio, costretti a sostenere di tasca propria il peso di questo ritardo”.


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