“Ho ricevuto una mail e denunciato| Espelleremo Ganci, ma servono regole”

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17 Aprile 2012, 11:11

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“Mi era arrivata una mail anonima che riguardava Ganci, ma ho denunciato tutto alla Polizia che non mi ha fatto sapere nulla. Mica gli posso fare l’esame del dna”. Marianna Caronia è amareggiata dopo aver appreso la notizia dell’arresto per mafia di Vincenzo Ganci, candidato alle prossime comunali nella lista Amo Palermo che la sostiene per la corsa a sindaco. “Vado avanti più agguerrita di prima, ma servono regole più ferree per le candidature. Ganci sarà subito espulso dalla lista”.

Onorevole Caronia, quando ha saputo dell’arresto di Ganci?
“Stamattina, dal telegiornale. E ho chiamato subito il responsabile della lista, Giuseppe Scozzola, per capire cosa era successo”.

E cosa avete scoperto?
“Ricostruiamo la vicenda. Intanto, tengo a precisare che sono stata l’unica candidata a sindaco ad aver messo in atto tutta una serie di controlli per le candidature. Dubito che gli altri abbiano fatto lo stesso. Tutti i candidati delle liste che mi sostengono hanno sottoscritto la certificazione antimafia e il protocollo per la presentazione delle candidature, secondo quanto previsto dalla legge. Poi, per mia volontà, ho fatto sottoscrivere un’ulteriore dichiarazione in cui i candidati si impegnano ad ottemperare a due leggi: il D.P.R. 361, articoli 96 e 97, ovvero quelli che riguardano il voto di scambio, il divieto di usare violenza per il voto o contatti con persone del malaffare, e la legge 175, all’articolo 1, con cui non possono intrattenere rapporti con sorvegliati speciali. Ovvero una totale blindatura. Poi il 26 marzo, con buon anticipo rispetto alla presentazione della lista, è giunta a Scozzola una e-mail da un soggetto non identificato con un messaggio rivolto a me: diceva che, nonostante fossi stata scrupolosa, mi era sfuggito un nome, quello di un tale Ganci”.

E cosa avete fatto a quel punto?
“Scozzola ha invitato Ganci a fare una denuncia alla Polizia postale, cosa che ha provato a fare ma la Polizia gli ha detto che, non essendo ancora candidato, non poteva sporgerla. Poi c’è stato un ulteriore passaggio: sono io che ho sporto denuncia presso la Polizia di Stato, rimettendomi agli organi di controllo per una verifica ulteriore. Ma non mi è stato notificato nulla, nè mi è stata data alcuna risposta: ho chiesto informazioni ma mi è stato risposto che non viene data alcuna comunicazione dalla Procura in questi casi. Non c’è purtroppo alcuno strumento per andare oltre. Ma non mi sono limitata a questo”.

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Ovvero?
“Abbiamo mandato per raccomandata a tutti i candidati per chiedere loro il casellario giudiziale e i carichi pendenti e l’ho ottenuto da parte di tutti, anche di Ganci”.

Lei conosceva Ganci?
“Solo istituzionalmente, visto che è consigliere alla Terza circoscrizione. L’ho conosciuto nella sua veste ufficiale ed è stato lui a proporsi per la candidatura, non il contrario. Lo conosco in quanto soggetto politico. Comunque ho chiesto al responsabile di espellerlo dalla lista, anche se evidentemente c’è la necessità di regole più stringenti in ordine alla presentazione delle liste. Solo l’esame del dna non ho fatto. La Polizia non mi ha dato alcuna indicazione, la Prefettura dovrebbe fare controlli più severi per evitare situazioni gravi che sono spiacevoli e pregiudicano gli altri. Nessun altro candidato a sindaco si è dotato di questi strumenti di controllo che mi hanno comportato un onere non da poco, entrando a gamba tesa nella privacy altrui”.

Ma, vista la mail, non era meglio non candidarlo a prescindere?
“E io come faccio a sapere se è una calunnia o meno? Come si fa? Nel momento in cui denuncio tutto alla Polizia, mi aspetto che si facciano i controlli. Se chi ha mandato la mail si fosse identificato, avrebbe avuto una logica. Io ho fatto anche una denuncia, cosa fatta a mia salvaguardia. La Polizia mi ha detto che, in questo tipo di indagini, il codice penale prescrive che neanche il diretto interessato possa essere informato, figuriamoci io”.

Adesso cosa cambierà per la sua campagna elettorale?
“Io sono fortemente dispiaciuta, amareggiata e addolorata, ma ho fatto tutto quello che si poteva fare. Non mi sento responsabile, vado avanti. Mi preoccupa il tema della legalità che questa città deve affrontare e l’assenza di regole pressanti per avere la certezza che il soggetto sia scevro da qualunque problema. Sarò ancora più agguerrita nel chiedere regole più stringenti per la competizione elettorale. La mia candidatura nasce dalla gente per bene e su questi temi il mio impegno sarà ancora più forte per contrastare fenomeni come questi che infangano Palermo. Mi aspetto delle strumentalizzazioni, ma le respingerò con forza al mittente”.

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17 Aprile 2012, 11:11

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