Avviso a Salvini e Musumeci| “Forza Italia ago della bilancia”

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16 Novembre 2019, 19:38

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CATANIA – Tutto va bene, tutto è in ordine: Forza Italia è nel centrodestra e non ha intenzione di muoversi, gli avversari sono quelli del governo Pd-Movimento Cinque Stelle, colpevoli di stare insieme solo per evitare il voto degli italiani, e Nello Musumeci è e rimane alleato di Forza Italia.

La convention di Forza Italia “Etna19”, organizzata dall’assessore alle infrastrutture Marco Falcone, è l’occasione per il partito di ribadire la sua identità, rinsaldando i legami con il presidente della Regione e chiamando a raccolta il suo elettorato. Ma sullo sfondo, rimane la questione delle due anime di Forza Italia, divisa tra principi centristi e strizzate d’occhio alla destra salviniana.

Che il partito di Berlusconi da un po’ di tempo fosse in affanno, di idee e iniziative, lo ammette indirettamente Stefania Prestigiacomo. La quale a margine di una delle conferenze della due giorni di Viagrande dice che “Forza Italia dà prova di essere viva e desiderosa di tornare protagonista, soprattutto nell’agenda politica della Regione”. Una Regione in cui Forza Italia, prosegue Prestigiacomo, è “azionista di maggioranza del governo, in un campo di gioco che, finalmente lo abbiamo chiarito, è il centrodestra”.

Ma è sulla natura di questo centrodestra guidato da Matteo Salvini che Prestigiacomo mette dei paletti, soprattutto per il suo partito: “Il centrodestra unito vince, siamo maggioranza nel paese. Salvini in questo momento riempie le piazze e noi prendiamo atto di questo, ma non possono esistere due destre. C’è un centrodestra in cui il ruolo di Forza Italia è determinante, perché tantissimi elettori che fanno la differenza – prosegue Prestigiacomo – vengono da Forza Italia”.

Forza Italia sempre più calata nel ruolo di ago della bilancia, dunque, con idee e elettorato che pesano per qualsiasi maggioranza. “Tutti hanno bisogno di tutti – è il ragionamento di Maurizio Gasparri, senatore forzista – oggi la Lega è il primo partito nazionale ma da solo non sarebbero sufficienti i suoi consensi, il ruolo di Forza Italia è determinante. MI fa piacere vedere che anche in Sicilia si sa verificata questa situazione di accordo, qui la Lega ha un buon voto d’opinione, c’è la grande tradizione di Forza Italia e poi ci sono amici come Nello Musumeci – conclude Gasparri – con cui condivido un percorso nella destra da tempo, quindi mi auguro che il centrodestra unito possa essere tale in tutta Italia”.

Sul rapporto burrascoso degli ultimi giorni tra Musumeci e Gianfranco Miccichè, leader di Forza Italia in Sicilia che parteciperà domani alla convention etnea, Maurizio Gasparri cerca di smussare gli angoli: “Si è votato sulla raccolta rifiuti con voto segreto, noi da tempo anche nel parlamento nazionale abbiamo deciso di lasciare il voto segreto solo su questioni etiche, e credo che la riforma delle regole chiesta da Musumeci sia doverosa”.

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Proprio Musumeci, arrivato nel mezzo del pomeriggio e accolto da sorrisi, persone che gli stringono la mano e un breve applauso in sala, rassicura sulla solidità dei suoi rapporti con Forza Italia dal palco: “Credo fermamente nella necessità di restare uniti, anche nei risentimenti – dice Musumeci – essere alleati è un valore, ed è un valore tenere insieme forze liberali come Forza Italia, le forze cattoliche e le forze della destra tradizionale a cui appartengo io. Forza Italia è il primo partito della coalizione, e poi è una grande sintesi di culture”. Il legame con Forza Italia, prosegue Musumeci, è ancora più necessario “di fronte a una coalizione senza nessun retroterra, come quella giallorossa, che governa insieme solo per non permettere agli italiani di tornare a votare”.

Se c’è una cosa su cui tutti gli intervenuti alla convention sono d’accordo è il rifiuto categorico di qualsiasi alleanza con Matteo Renzi, che a pochi chilometri di distanza, alle Ciminiere di Catania, lancia Italia Viva e attacca a mitraglia chiunque, dal Movimento Cinque stelle a Salvini passando per Musumeci, ma non Forza Italia. L’ex segretario Pd vede nel partito di Berlusconi e soprattutto nei suoi delusi un bacino di elettori centristi a cui attingere, ma la chiusura di Forza Italia è categorica. “Se vuole venire nel centrodestra venga, ma non è che a noi farebbe particolare piacere – dice Maurizio Gasparri – Forza Italia è nel centrodestra, con realtà come Lega e il presidente Musumeci, quindi non siamo interessati ai travagli del partito democratico”. Anche Renato Schifani durante il suo intervento ribadisce l’aderenza al centrodestra senza ambiguità: “Il partito ha risolto ogni equivoco su dove stare. Non se ne può più di voci interne che vanno in altre direzioni” dice l’ex presidente del senato, riferendosi a Mara Carfagna e alle voci che la vorrebbero fuori dal partito in breve tempo. Anche Marco Falcone, organizzatore della convention, sottolinea: “Immaginare Forza Italia fuori dal centrodestra o alleata di Renzi è semplicemente follia”.

Se doveva essere un momento per rilanciare Forza Italia in Sicilia, contarsi, stringere legami e mostrare la propria vitalità, allora Etna19 è riuscita. La sala è piena a tutte le ore, e accanto ai grossi nomi del partito come c’è la presenza di Musumeci che spazza via le voci su una spaccatura e rilancia l’idea dell’unione del centrodestra. Ma quale centro destra è il vero nodo che circola in questi giorni, in cui la Lega supera il trenta per cento e la destra italiana sembra fagocitata dal modello sovranista. Se dalla convention catanese doveva uscire un partito con una visione precisa sulla direzione che deve prendere il centrodestra, allora il problema è ancora qui.

Gli speaker della sessione su giovani e politica, ad esempio, ribadiscono con convinzione il loro europeismo, al punto da ringraziare il Partito Popolare Europeo, il cui simbolo campeggia ovunque accanto a quello di Forza Italia, “per la pace in cui abbiamo potuto vivere per tutta la nostra vita”. Europeismo liberale, centrista, occidentalista, “dalla parte giusta della storia”, dice il coordinatore nazionale di Forza Italia giovani. Ma altri interventi sembrano presi da un congresso dei democratici o dei cinque stelle, soprattutto per il tono indignato con cui chiedono di smetterla con gli slogan o di fermare l’emigrazione giovanile, mentre chi decide di parlare di immigrazione lo fa in termini salviniani, citando una zona di spaccio nel centro di Catania in cui si concentrano “magrebini e albanesi” e concludendo che “è questa l’immigrazione di cui dobbiamo occuparci”.

Un dilemma che qualcuno prova a risolvere rilanciando dei cavalli di battaglia, tutti fatti per marcare la distanza soprattutto dal governo giallorosso, soprattutto dalla sua parte a Cinque Stelle. Dunque rilancio convinto del ponte sullo Stretto di Messina, per permettere ai siciliani di viaggiare senza prendere aerei a prezzo pieno, ma soprattutto rilanciare “la stagione del sì”, come recita il titolo della conferenza durante cui si svolge il dibattito sulle infrastrutture, opposta all'”Italia dei no” che Forza Italia ha sempre avversato, ma che è stato, di fatto, il motivo della rottura tra Lega e Movimento cinque stelle. Oppure, ancora, le accuse al “governo gialloverde” per avere approvato il reddito di cittadinanza. Segnali di diverse anime presenti nel partito siciliano, che forse si adatteranno alla coalizione con la Lega per arrivare alla maggioranza in parlamento, ma che già oggi attraversano Forza Italia e potrebbero diventare motivo di tensioni.

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16 Novembre 2019, 19:38

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