Ballottaggio, veleni e polemiche |A Palagonia la sfida Marletta-Astuti

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23 Giugno 2017, 06:19

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PALAGONIA – Ballottaggio con polemiche. Domenica sera si conoscerà il nome del nuovo primo cittadino del paese calatino. La partita è tra il sindaco uscente Valerio Marletta e Salvo Astuti. Il primo è supportato da due liste civiche di sinistra con qualche innesto di pezzi del Pd (Demosì e berrettiani), il secondo da una coalizione trasversale che va da Sicilia Futura ai dem Anthony Barbagallo, Luca Sammartino e Gianfranco Vullo passando per svariate realtà civiche. Entrambi chiedono un voto sulle proposte politiche, eppure non mancano le polemiche.

A destare un vespaio di malumori è stata la decisione di Astuti di indicare come assessore designato l’avvocata Francesca Ventimiglia, stimata professionista e donna di centrodestra. Da più parti sono arrivate accuse incrociate di apparentamenti ufficiosi. “Non giudico le nomine assessoriali dei nostri avversari, personalmente penso si tratti di persone normali e di indubbia onestà. Mi permetto, invece, di esprimere un mio pensiero sui criteri politici che hanno portato alla scelta. Il fatto che i nostri avversari abbiamo sempre espresso la volontà di sentirsi trasversali, mi rende facile comprendere il perché abbiano scelto una figura assessoriale chiaramente riconducibile ad una coalizione che non è arrivata al ballottaggio”, scrive su Facebook il sindaco uscente. “Trattasi di un chiaro segnale politico al terzo arrivato, non ufficiale, velato ma che solo le pietre non capirebbero. Legittimo politicamente, ma quanto di più distante dalla nostra concezione dell’amministrazione della cosa pubblica: si unisce un gruppo sui contenuti politici e amministrativi, non sulle nomine e sulla comune volontà di abbattere qualcuno: la differenza non è poca”, attacca Marletta.

Sempre su un presunto apparentamento ufficioso, ma di altro segno, è intervenuto il candidato arrivato terzo alle amministrative: Gaetano Benincasa. “Il Pd oramai è chiaro che pur di governare ed avere qualche poltrona farebbe accordi e accordicchi anche con il diavolo in persona. Succede a tutti i livelli. È successo anche a Palagonia. Oramai si potrebbe chiamare Pdi( partito dell’inciucio )”, taglia corto via social Benincasa che ricorda la presenza “di candidati del Pd nelle liste di Marletta”. L’ex candidato assicura di non avere stipulato “nessun tipo di accordo”, ma senza peli sulla lingua accentua la distanza siderale con il sindaco uscente. “Noi valuteremo i programmi e i progetti, con Astuti ci sono più punti in comune, certamente più che con Marletta”, dice Benincasa che sottolinea di “non essere interessato a nessuna poltrona”.

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Il Pd palagonese entra a gamba tesa nella mischia pubblicando un post al vetriolo firmato dal segretario Vincenzo Di Silvestro. “Leggiamo gli attacchi gratuiti e falsi dalla bacheca dell’ormai ex candidato a sindaco Gaetano Benincasa e doverosamente vogliamo chiarire quello che qualcuno fa finta di non sapere. Già un anno fa, noti deputati del suo partito ci contattavano per trovare un accordo e fare assieme una coalizione strampalata per queste elezioni. Ovviamente Abbiamo rimandato al mittente la proposta che già solo sentita faceva abbastanza ridere”, si legge. “Ben sei dei suoi candidati sono venuti a votare alle primarie del PD professandosi quindi elettori del Pd, chissà per quale fulminazione sulla via di Damasco o quale astruso disegno per minare il percorso politico che volevamo percorrere. Il Partito Democratico di Palagonia ha fatto una scelta netta, chiara e in netto contrasto con chi ha voluto fare solo un’accozzaglia elettorale. Abbiamo deciso di trovare un percorso comune con tutta la sinistra Palagonese, perché crediamo che sia la strada più giusta e migliore per il nostro Paese”. “E’ palese e sotto gli occhi di tutti come altre figure che si rifanno al Partito Democratico Palagonese hanno deciso di sposare un altro progetto, ma siamo orgogliosi che tre componenti del direttivo hanno apportato alle liste di sinistra più di 500 consensi. Singolarmente i nostri candidati hanno preso più voti di chi voleva appropriarsi indebitamente del simbolo, facendo costante pressione e hanno dimostrato a questi professionisti della politica che i Palagonesi vogliono una Sinistra unita, onesta, sincera e limpida”, scrive il segretario criticando la scelta di Astuti di allargare la squadra con un assessore di centrodestra e rispedendo le accuse  di “inciucio” al mittente (cioè Benincasa).

Sulla decisione relativa agli assessori, Astuti sottolinea che in occasione della designazione dell’assessore Francesco Favata “che  in tasca ha avuto la tessera del Movimento Sociale Italiano nessuno sembra essersi accorto di nulla”, cercando così di smorzare le polemiche per la scelta dell’avvocato Ventimiglia che nascerebbe da un rapporto personale e di stima per altro  non incoerente con l’impostazione “trasversale” dell’intero progetto. E aggiunge: “Non c’è nessun apparentamento né ufficiale né ufficioso con Benincasa e nemmeno con il Pd”.

 

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23 Giugno 2017, 06:19

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