Cronaca

Porti di Catania e Augusta, il bando da 176 milioni in procura: c’è un esposto

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17 Gennaio 2024, 05:01

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CATANIA – “Diffuse e gravi anomalie“, oltre che “ostacoli materiali agli altri competitor”. La gara d’appalto da 176 milioni di euro per la gestione dei servizi dei porti di Catania e Augusta è finita sul tavolo della procura del capoluogo etneo. E questo per via di un esposto che è stato presentato alla fine di dicembre dalla cooperativa sociale Eco Tourist di Catania e destinato agli uffici giuziari di piazza Verga, oltre che all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione.

All’inizio dell’esposto, Eco Tourist spiega che avrebbe non solo interesse, ma “soprattutto possiede i requisiti” per la gestione dei parcheggi. E che quindi avrebbe potuto partecipare, in associazione con altre imprese, alla gara monstre. “Purtroppo, però, sin da subito” si sarebbero “palesate” una serie di condizioni, “nella gestione del segmento concorsuale, che non hanno permesso alla società di competere ad armi pari“.

Un solo partecipante

Come raccontato da LiveSicilia, pochi giorni fa sono state aperte le buste dei partecipanti al maxi appalto. Un project financing dentro al quale trovano spazio sia la gestione, per i prossimi 25 anni, dei servizi all’interno delle aree portuali di Catania e di Augusta (in provincia di Siracusa). Sia la costruzione della nuova stazione marittima del capoluogo etneo. Mesi fa, a presentare la proposta di progetto di finanza all’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale era stato un raggruppamento d’imprese che ha per capofila la Osp di Palermo. Il 29 dicembre 2023, data di scadenza per la presentazione delle offerte, all’Autorità portuale è arrivato un solo plico: quello con la proposta di Osp, appunto, insieme a EcolSicilia srl, Green service soc. coop. sociale, La portuale II soc. coop. arl e Patania srl.

Di queste, EcolSicilia e Patania fanno riferimento entrambe alla stessa famiglia di imprenditori, i Patania. Che è anche quella di Tania Patania, vicesindaca di Augusta con delega alle Attività produttive e alle politiche portuali. Osp, invece, è presieduta da Giuseppe Todaro, imprenditore e, tra le altre cose, presidente della Rap, la società partecipata del Comune di Palermo che si occupa della raccolta dei rifiuti nel capoluogo regionale.

Il contenuto dell’esposto

Nell’esposto che si trova adesso sulla scrivania dei magistrati di piazza Verga, si chiede – “al fine di evitare il pericolo connesso alla prosecuzione di una gara potenzialmente viziata da violazioni anche di carattere penale” – il sequestro di tutta la documentazione. Anche per “verificare la sussistenza di altre condizioni di illegittimità”. Quelle indicate dalla cooperativa Eco Tourist sono, in totale, sei. La prima riguarda la “mancata previsione dei requisiti speciali partecipazione”, a cui fa seguito “l’omesso inserimento del Piano economico finanziario a base di gara”. A questo si collega direttamente la pubblicazione dello schema di contratto, avvenuta il 21 novembre 2023 (mentre gli altri documenti sono stati pubblicati il 30 ottobre 2023), senza che siano stati differiti i termini di partecipazione.

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“Tale circostanza – si legge nell’esposto – assegna di fatto un vantaggio economico che può essere definito illegittimo” alle società che hanno proposto il project financing. Perché loro, che hanno stilato il piano “legittimamente” approvato dall’Autorità portuale, avrebbero “avuto tutto il tempo di acquisire tutte le informazioni contenute nel PEF, mentre i concorrenti avrebbero solo 59 giorni“.

“La cosa ancora più grave – prosegue il testo – è che si sostiene che tale assenza sia giustificata da esigenze di riservatezza del proponente. Ma ciò non è assolutamente ammissibile”, sempre in ragione del presunto “evidente e indebito vantaggio economico” proprio in favore della società palermitana e delle altre componenti del raggruppamento.

L’intervento della politica

Nel documento vengono, inoltre, citate le reazioni politiche che il bando sta suscitando. Non solo a Catania, ma anche ad Augusta. In entrambi i Comuni, infatti, il tema è arrivato nelle aule del senato cittadino. All’ombra dell’Etna a occuparsene è stata la consigliera dell’Mpa Serena Spoto. La sua interrogazione con richiesta di chiarimenti all’amministrazione comunale si è trasformata in una mozione approvata a larga maggioranza dal Consiglio comunale, nonostante la contrarietà del sindaco Enrico Trantino.

Nella mozione si impegna il primo cittadino ad avviare un’interlocuzione con l’Autorità portuale per chiedere la sospensione del bando. O, in subordine, quantomeno di prorogare i termini della partecipazione. I termini non sono stati prorogati. Secondo quanto appreso da LiveSicilia, ai consiglieri comunali non sono state notificate altre azioni da parte dell’amministrazione catanese.

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17 Gennaio 2024, 05:01

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