Arata, Nicastri collabora| Scattano due arresti

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01 Luglio 2019, 08:17

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PALERMO – La svolta è clamorosa. Vito Nicastri sta parlando con i magistrati di Palermo. Il primo risultato è l’arresto di di due persone. Finiscono ai domiciliari il funzionario dell’assessorato regionale all’Energia Giacomo Causarano e l’imprenditore lombardo Antonello Barbieri. L’inchiesta è la stessa che ha coinvolto il professore genovese Poalo Arata e l’imprenditore trapanese Vito Nicastri. Nicastri, il re del vento in affari con la mafia, da giorni riempie verbali davanti al procuratore aggiunto Paolo Guido e al sostituto Gianluca De Leo. Al momento è solo un dichiarante. Bisogna verificarne l’attendibilità. Nel frattempo, però, altre due persone finiscono nei guai giudiziari.

Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti della Dia di Trapani. Il nome di Causarano era già venuto fuori nei giorni dell’arresto di Arata e Nicastri. Finora gli veniva contestato si avere intascato una tangente da 11 mila euro, mazzetta mascherata da pagamento di una prestazione professionale resa dal figlio. In cambio avrebbe passato informazioni sullo stato delle pratiche amministrative relative agli impianti di produzione di energia rinnovabili. Ora però le cose si complicano e la cifra schizza. Barbieri invece è indagato per intestazione fittizia, autoriciclaggio e corruzione.

Il 12 giugno scorso era già finito ai domiciliari Alberto Tinnirello, che prima di approdare al Genio civile era stato responsabile del Servizio III autorizzazioni e concessioni del Dipartimento dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità dell’assessorato all’Energia. Una pedina fondamentale, secondo l’accusa, per Arata e Nicastri. Tinnirello e Causarano avrebbero lavorato in coppia non solo per aiutare gli amici, ma anche per stoppare i concorrenti.

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Barbieri ad un certo punto avrebbe cercato di staccarsi da Nicastri per costruire con la sua Sun Power l’impianto fotovoltaico di Melilli e Carlentini che tanto faceva gola al suo ex socio. Causarano frappose degli ostacoli chiedendo che Barbieri presentasse subito dei documenti sulla disponibilità dei terreni. Barbieri, sapendo che si trattava di un pretesto per farlo fuori, attivò i suoi canali politici affinché venissero chieste spiegazioni a Tinnirello. 

A chiarire anche questi passaggi politici potrebbe essere Vito Nicastri. Il “re del vento” in affari con la mafia sta parlando con i magistrati di Palermo. Di sicuro ha già parlato di un giro vorticoso di mazzette. In ballo c’erano 500 mila euro a concessione ricevuta, di cui già cento pagati. Causarano avrebbe intascato mazzette per sé stesso e per Tinnirello, ma aveva carta bianca per soddisfare le eventuali richieste di altri dipendenti pubblici.

 

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01 Luglio 2019, 08:17

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