Cronaca

Catania, i retroscena del delitto: la pistola del trafficante ammazzato

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21 Maggio 2022, 18:53

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CATANIA – I primi verbali di Salvatore Scavone, ex reggente dei Nizza e oggi collaboratore di giustizia, sono finiti nel processo per l’omicidio di Vincenzo Timonieri, detto Caterina. Per questo delitto sono stati rinviati a giudizio Natale Nizza (figlio di Giovanni, ndr), Sam Privitera e i fratelli (pentiti) Michael e Ninni Sanfilippo. Quest’ultimi due approfittando della parentela con Sam Privitera, dopo la violenta sparatoria dell’8 agosto 2020, hanno lasciato i Cursoti Milanesi per entrare nel gruppo dei Nizza. Sono loro due che hanno confessato l’assassinio del 26enne di San Cristoforo, ucciso in auto e poi seppellito a Vaccarizzo. Il corpo è stato trovato dai carabinieri proprio su indicazione dei Sanfilippo. Le dichiarazioni di Scavone sul delitto Timonieri hanno presentato alcune sovrapposizioni nel filo dei ricordi. Soprattutto su quando Natalino Nizza gli avrebbe confessato di aver fatto ammazzare Timonieri. Ma ad un certo punto il pentito (aspirante) è riuscito a rimettere nel giusto posto i tasselli. 

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C’è un particolare che viene fuori dalla lettura degli interrogatori e che S ha svelato in esclusiva. Il pentito avrebbe avuto in mano la pistola di Enzo Timonieri, che Natale Nizza gli avrebbe preso prima di lasciarlo in auto con i fratelli Sanfilippo. “La pistola consegnatomi da Nizza Natale venne trovata nella disponibilità di Christian Patanè – ha racconto Scavone – cui io l’avevo consegnata in cambio di un’altra arma (una calibro 38), il Patanè venne trovato in possesso di questa pistola calibro 7,65 da personale della Squadra Mobile e venne tratto in arresto, venne controllato proprio mentre usciva dall’abitazione di mia madre dove io gli avevo appena consegnato l’arma, poi fecero la perquisizione anche a casa di mia madre e mi trovarono in possesso di un proiettile”. 

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21 Maggio 2022, 18:53

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