Catania, metamorfosi psico-fisica |Il sogno proibito si chiama playoff

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20 Aprile 2015, 18:05

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CATANIA – Di ritorno da Latina con un poker d’assi. È un Catania rinvigorito dai risultati e nello spirito quello che si appresta ad affrontare il finale di stagione. Dodici punti in quattro gare e la possibilità di conquistare con largo anticipo una salvezza che, meno di un mese fa, appariva un miraggio. Adesso, invece, la classifica sorride e racconta di una formazione in salute, capace di ritrovare equilibri tra i reparti, gioco e una condizione atletica ideale per affrontare al meglio il rush conclusivo.

A tal proposito, l’avvicendamento all’interno dello staff tecnico tra l’ex preparatore Giampiero Ventrone e il suo successore Massimo Neri sembra aver sortito gli effetti sperati. Marcolin sta ritrovando tutti gli effettivi della rosa, le gambe finalmente girano in modo da consentire alla squadra rossoazzurra di correre in modo corretto e produttivo all’interno del rettangolo di gioco. Il che permette di rischiare meno in fase di non possesso e, allo stesso tempo, di presentarsi in maniera minacciosa al cospetto dei portieri avversari con una frequenza ben diversa rispetto al passato.

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Impossibile stabilire se si tratti o meno di una casualità, i risultati però parlano chiaro. Ora sei partite a tutto gas per chiudere nel migliore dei modi la stagione. Venerdì al “Massimino” arriva la Ternana, un ulteriore successo potrebbe schiudere agli etnei orizzonti inimmaginabili per quanto fatto vedere durante i primi tre quarti di campionato. Il riferimento è alla zona play off, in questo momento distante sette punti. Un gap importante, ma non per questo incolmabile, nonostante il tempo non giochi in favore di Calaiò e compagni.

Sarebbe un’impresa titanica raggiungere gli spareggi promozione, considerando le tensioni che hanno animato l’amaro ritorno tra i cadetti. Si pensa a fare bene sul campo nel clan rossoazzurro, ma la speranza comincia a trovare spazio nei cuori dei giocatori, seppur con la prudenza di chi ha visto nitidamente l’inferno di una doppia retrocessione aprirsi sotto le proprie fragili gambe. Diciotto punti in palio: può accadere ancora di tutto.

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20 Aprile 2015, 18:05

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