Cronaca

Rapine a Catania, indagato si “pavoneggia” e racconta i colpi

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14 Febbraio 2023, 05:01

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CATANIA. Salvatore Natale Mirabella, il trentaduenne arrestato stamattina dai carabinieri per rapina, sequestro di persona e vari altri reati nell’ambito dell’operazione “9X21”, deve una parte delle accuse a suo carico alla sua “lingua lunga”, al suo vezzo di raccontare come se fossero cose di cui vantarsi le rapine, con dovizia di particolari, agli amici. Soprattutto perchè ad ascoltare, da quando era finito sotto inchiesta per rapina perché sospettato della rapina alla Domus Bet di San Giovanni La Punta, non c’erano solo amici e presunti complici, ma pure i carabinieri.

In un caso, Mirabella avrebbe detto, in sintesi, che solo il fatto di essersi sposato lo aveva indotto a darsi “una calmata”: “Per il fatto delle rapine, solo lei mi ha fatto calmare… io tre quattro rapine al giorno facevo e un colpo non mi hanno preso mai fortunatamente”. Si direbbe che adesso, evidentemente, la fortuna è girata: e di certo a causa di quel colpo alla Domus Bet, e gli evidenti errori che il gruppo ha commesso. L’episodio, che risale al 17 gennaio dell’anno scorso, è contestato a Mirabella, in concorso con i giovani Salvatore Assennato e Alessandro Nicosia.

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Prima di entrare in azione, quel giorno, i tre avevano occultato la targa della loro macchina; peccato per loro che quando – qualche minuto prima – erano passati per fare un giro di ricognizione, la targa, era visibilissima nelle videocamere della zona, e quella macchina era intestata a uno dei tre. Il resto lo hanno fatto le analisi dei tabulati e le tracce lasciate dai telefonini. Fu una rapina piuttosto violenta, perché i tre avrebbero trascinato all’interno del centro scommesse un passante, forse per evitare che potesse chiamare il 112, prima di entrare in azione e rubare denaro, circa 5 mila euro, e un numero imprecisato di gratta e vinci.

Un altro colpo contestato a Mirabella è quello ai danni del supermercato Lidl di San Giovanni La Punta, episodio che risale a 5 anni fa. Scrive il Gip nell’ordinanza che “la ricostruzione del fatto, come meticolosamente narrata” dall’addetto alle vendite “e confermata dalla visione delle immagini carpite dalla videocamera di sorveglianza del supermercato”, ha consentito di “effettuare un parallelismo della stessa con una delle azioni vantate da Mirabella nel suo pavoneggiarsi con gli amici, permettendo di constatarne la coincidenza”.

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14 Febbraio 2023, 05:01

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