Cgil: “Sanità siciliana allo sbando | Colpito il pubblico per favorire i privati”

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09 Marzo 2012, 13:15

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“Il sistema sanitario siciliano è allo sbando”. La Cgil non usa mezzi termini. In una nota firmata dal segretario generale della Funzione pubblica Michele Palazzotto e dal segretario della Cgil medici Renato Costa, emerge una fotografia della sanità siciliana davvero preoccupante.

“Al netto delle pubbliche dichiarazioni di efficienza e alla dichiarata ‘eccellente normalità’ – scrivono infatti i sindacalisti – il quotidiano di pazienti e operatori è, purtroppo, fatto di ‘inefficiente normalità’, con servizi inaccessibili, liste di attesa sempre più lunghe organici ridotti al lumicino e ospedali sempre più in affanno. Per non parlare della medicina territoriale, araba fenice di una riforma mai realmente attuata. E dire – aggiungono – che paghiamo i ticket tra i più alti d’Italia!”.

Quindi, la Cgil tocca il tasto dolente del rapporto tra sanità pubblica e privata, prendendo spunto dall’ultimo caso, quello dell’unità di cardiochirugia del Policlinico che verrà trasferita all’Ismett: “In questo sconsolante quadro la sanità del pubblico vede, ogni giorno di più, – si legge nella nota – ridotta la propria potenzialità. Dopo la recente espropriazione della cardiochirurgia pediatrica trasferita in quel di Taormina e affidata completamente al privato, oggi sembrerebbe che la stessa sorte possa riguardare la cardiochirurgia adulti.  Infatti dopo aver di fatto cancellato la divisione cardiochirurgia dell’Ospedale Civico, si tenta di eliminare anche l’ultimo residuo di pubblico del Policlinico Universitario. Reparto oramai completamente ristrutturato e che è costato 800 mila euro alle tasche dei contribuenti. Fine  di un altro pezzo di sanità pubblica. Forse qualcuno obietterà – proseguono Palazzotto e Costa – che in realtà l’Ismett è a tutti gli effetti sanità pubblica, ma se così è saremmo interessati a conoscere quale contratto si applica ai dirigenti medici e dove e quando si svolgono le trattative sindacali””.

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Poi, è anche il momento delle accuse “politiche”: questi interventi avrebbero, secondo la Cgil, lo scopo di mettere in difficoltà il settore pubblico, per poi rendere “necessario” il ricorso ai privati: “Il metodo – scrivono infatti Palazzotto e Costa – è oramai palese: non bisogna dire che si privilegia il privato, bensì bisogna asfissiare il pubblico così verrà facile dire ‘ma se il pubblico non funziona… A quel punto, rivolgersi al privato è solo una necessità”.

Un quadro desolante, come dice la stessa Cgil, che promette “battaglia”: “Noi non ci stiamo – concludono Palazzotto e Costa – e faremo tutto quanto in nostro potere per opporci a un disegno scellerato nell’esclusivo interesse dei pazienti e degli operatori”.

(nella foto, Massimo Russo, assessore alla Salute)

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09 Marzo 2012, 13:15

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