Come li spendete | i nostri soldi?

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21 Settembre 2012, 07:58

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PALERMO– “Serve una netta presa di distanza. Una rottura profonda, reale, non di facciata”. Così ha tuonato Carmelo Briguglio. “Quanto avvenuto nella Capitale è il manifesto dell’indecenza di una classe politica distante dalla realtà”. Queste le parole di Pippo Fallica. L’obiettivo degli attacchi? Nello Musumeci, “reo” essere sostenuto, nella corsa verso Palazzo d’Orleans, da quel partito, il Pdl, il cui capogruppo al consiglio regionale del Lazio avrebbe “intascato” parte dei soldi destinati al gruppo stesso.

Il “caso Fiorito”, insomma, è precipitato sulla campagna elettorale siciliana. Segno del peso di una vicenda che getta ulteriori, inquietanti ombre sul “fare politica”. Sulla gestione dei partiti. Su quelle necessità di trasparenza ripetute un po’ da tutti come un mantra. Ma disattese spesso all’atto pratico. Un esempio, è proprio la gestione dei fondi destinati ai gruppi consiliari. Che in Sicilia diventano “gruppi parlamentari”. E il “caso Fiorito”, qui, è solo spunto e monito. Cattivo esempio e, magari, un pungolo. Nessuno, infatti, pensa (per carità…) che quel sistema di spese folli, di Suv dei quali “si sente tremendamente il bisogno”, di vacanze da sogno utili a lenire le depressioni “post-elettorali”, sia stata replicata dai partiti siciliani. Sarebbe un pugno in faccia a una regione che soffre, spesso più delle altre.

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Resta il fatto, però, che la gestione dei soldi da parte dei gruppi parlamentari, oggi, sia uno degli angoli più “opachi” dei Palazzi del potere. E l’opacità è data da quel sistema ibrido di “pubblico e privato” usato spesso, più per comodità che per malafede, a seconda delle convenienze. Già, il partito rappresenta un’aggregazione “privata”, ci mancherebbe. Ma i soldi con i quali vengono finanziati i gruppi dell’Assemblea regionale sono pubblici. Pubblicissimi. E non sono pochi. Sono rappresentati, infatti, dalla somma che rientra nella voce “Trasferimenti ai gruppi parlamentari” del bilancio interno dell’Ars. Una cifra scesa di oltre un milione di euro nell’ultimo bilancio di previsione. Ma che rappresenta comunque una voce assai “corposa”. Se nel 2012, infatti, i trasferimenti ai gruppi costeranno qualcosa come 12,65 milioni di euro (otto milioni per il “finanziamento dei gruppi e del loro personale”, e oltre 4,5 milioni di euro per le “attività di supporto ai deputati”), nei quattro anni precedenti la spesa era stata di 13,712 milioni. Un totale, negli ultimi cinque anni di 67,5 milioni di euro.

Una cifra enorme e, appunto, opaca. Fatta di soldi pubblici, sebbene gestiti dai privati. Dai presidenti dei gruppi parlamentari, per la precisione. Tra i quali siamo certi non si nasconda nessun Fiorito. Ma ai quali chiediamo: siete disposti a rendere conto di quelle spese? Siete disposti a praticare la “trasparenza” di cui riempite i vostri comizi e i vostri comunicati? Siete disposti a inviare a Live Sicilia il dettaglio delle spese compiute dai gruppi parlamentari in questa legislatura? Siamo certi di non trovare, tra quelle voci, spese per “mega-vetture”, festini lussuosi e viaggi da favola. Ma per una volta, proviamo a togliere ogni dubbio anche al resto dei siciliani.

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21 Settembre 2012, 07:58

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