Corruzione, “ecco perché |Mimmo Costanzo è innocente”

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08 Aprile 2016, 06:00

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CATANIA- “Quando esiste una dazione di denaro o di altro a favore di un pubblico ufficiale, ebbene questa dazione può essere ricompresa tra figure di reato diverse. Quella che è stata contestata a Costanzo è la corruzione, una figura per la quale il privato offrendo denaro al pubblico ufficiale chiede di ottenere dei vantaggi per sé o per altri. Non è affatto quello che è accaduto”. Nel suo studio incastonato tra le vetrate che guardano da Ognina verso l’Etna, l’avvocato Attilio Floresta ribadisce l’innocenza di Mimmo Costanzo, il fondatore della Tecnis, arrestato e adesso tornato libero, con l’accusa di corruzione nello scandalo per le tangenti Anas. Un caso al quale il mensile “S” in edicola e disponibile online dedica uno speciale. La Procura di Roma punta sull’esistenza di un sistema di favori tra gli imprenditori della Tecnis e alcuni dirigenti Anas. Sistema che, secondo Floresta, non comprende Mimmo Costanzo. “Il processo di Roma chiarirà, e già gli atti nella nostra disponibilità chiariscono, che invece le somme di denaro corrisposte dall’ingegnere Concetto Bosco sono state pretese dalla dottoressa Accroglianò a pena di provocare un danno grave all’azienda se queste somme non fossero state corrisposte. E’, dunque, una figura che si chiama concussione e sostanzialmente assimilabile a una sorta di estorsione che il pubblico ufficiale ha preteso per non compiere atti pregiudizievoli per l’azienda che, invece, non avrebbe assolutamente dovuto tenere”. In una lunga intervista realizzata da Laura Distefano all’interno del mensile “S” l’avvocato Floresta spiega perché Costanzo, “è innocente”. Il mensile è in distribuzione in tutte le edicole e acquistabile online.

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08 Aprile 2016, 06:00

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