Cronaca

Catania, Covid: reparti pieni e false cure ‘fai da te’

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07 Gennaio 2022, 05:43

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CATANIA – I reparti in cui si curano i malati Covid iniziano ad avvertire il peso della quarta ondata. Dipende dai numeri: se i vaccini sono serviti a proteggere dalle ospedalizzazioni e dalle terapie intensive, i contagi delle ultime settimane del 2022 sono talmente tanti che è inevitabile avere diversi casi di malattia grave. Il racconto di Carmelo Iacobello, direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Cannizzaro, da come cambia la malattia a chi rifiuta le cure.

La saturazione dei reparti

Le vacanze di Natale sono state il momento in cui i contagi, in crescita da tempo, hanno superato il livello di guardia: “Da noi i posti letto sono tutti occupati – racconta Iacobello – si tratta di circa trenta posti, a cui dobbiamo sommare i venti di pneumologia e i dieci di medicina”. Iacobello non nasconde una certa stanchezza, dovuta all’intensità con cui negli ultimi giorni i pazienti si sono presentati nel suo reparto: “È tutto clamorosamente pieno e lavoriamo a ritmi altissimi”.

Come mai questa crescita di ospedalizzazioni? “Dipende dal grande numero di contagi – dice Iacobello – è chiaro che se aumentano le infezioni aumentano i casi gravi. È un semplice fatto di percentuali: i casi gravi sono da vedere in rapporto ai casi totali, e se il denominatore è molto alto sono alti anche i casi più preoccupanti”.

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Ma chi c’è nel reparto di Malattie infettive, e di cosa soffre? “Ci sono ancora molti casi di polmoniti Covid – dice Iacobello – che colpiscono soprattutto i non vaccinati, ma ne ho viste anche tra i vaccinati. In questo momento l’impatto maggiore è tra chi non è vaccinato o chi non ha completato il ciclo vaccinale. Più tempo è passato dall’ultima vaccinazione, più si è a rischio”.

Il rischio di cure “fai da te”

Iacobello smentisce anche una delle voci che si sono diffuse riguardo alle cure per i malati Covid, ovvero quella secondo cui la malattia si curerebbe con cortisone e tachipirina: “Non esiste nessun protocollo di questo tipo – dice Iacobello – e in ogni caso noi infettivologi abbiamo messo l’accento proprio sul fatto che non andrebbe somministrato cortisone nei primi giorni di infezione o ricovero. Se le persone si danno al fai da te non possiamo farci niente, ma da noi non si usa nessun approccio basato su cortisone e tachipirina”

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07 Gennaio 2022, 05:43

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