“Nessun ritardo della Regione”| “Attacco mafioso al governo”

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18 Giugno 2016, 13:26

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PALERMO – Il governatore siciliano difende l’operato della Regione, sostiene che “c’è un attacco politico mafioso dietro questi incendi, l’obiettivo non sono solo i boschi e la speculazione edilizia. C’è stata un’aggressione sul territorio con 800 focolai contemporaneamente. E’ un disegno preciso politico, affaristico, criminale della mafia ma anche un attacco a un governo, che combatte la mafia. Siamo di fronte a una attacco mafioso spaventoso”. Poi, annuncia nuovi licenziamenti fra i forestali e auspica la nascita di una “nuova frontiera antimafia”.

“Ho convocato questa conferenza stampa per fare un’operazion”e verità. È chiaro che questi incendi hanno fatto un danno all’immagine della Sicilia, creando panico e terrore e compromettendo i flussi turistici – spiega il presidente della Regione Rosario Crocetta-. Trovo assurdo dire cosa si è fatto e cosa non si è fatto. Quest’anno il piano antincendio in Sicilia è partito il 15 giugno, come prevede la legge. Non abbiamo avuto ritardi. I forestali impegnati sono stati 6.500 e i volontari 1000″.

Crocetta ha fornito i dati degli ettari di territorio andati in fumo nei giorni scorsi: “Sono stati bruciati 5.626 ettari di cui 3748 ettari di bosco e 1878 circa di superficie destinata a macchia mediterranea, è una prima ricognizione sommaria”. Tutta colpa dei piromani che, ha detto, “sono come l’Isis”.

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Quindi è tornato sul sospetto che dietro roghi possano esserci alcuni operi della Forestale: “Dobbiamo dare una risposta, che sarà ancora più severa di quanto non sia stata finora. La nostra risposta sarà fare verifiche e presto ci saranno altri licenziamenti. Il popolo siciliano vuole pulizia. Però no a attacchi generalizzati, ci sono anche lavoratori forestali che amano il loro lavoro”. Ed ancora: “Che ci siano state ritorsioni di forestali licenziati è possibile. L’elenco è facile da controllare, prima di fare i provvedimenti ho inviato alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo l’elenco, se ci sono responsabilità si può indagare su questi casi”.

Infine “lancio un appello alla cittadinanza: sindacati, lavoratori collaborino con amministrazione e forze dell’ordine e magistratura per identificare i criminali. Il patrimonio boschivo della Sicilia è dei vostri figli, basta con i silenzi. Chi ha piste venga a parlare con me, può inviarmi anche messaggi anonimi. E’ il momento di reagire. Abbiamo bisogno di una nuova frontiera antimafia che mobiliti i nostri cittadini, serve una riscossa morale. I forestali si oppongano alla loro criminalizzazione denunciando: è impossibile che accada da anni da decenni senza che nessuno veda nulla, dobbiamo sconfiggere questa omertà per i nostri figli”. 

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18 Giugno 2016, 13:26

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