Crocetta: “Resto in campo | Sono l’unico che può battere il M5s”

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23 Agosto 2017, 10:13

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ROMA – “Mi odiano perché ho rotto un sistema, perché con le mie scelte ho scontentato i ceti privilegiati della popolazione e la classe politica. Ma resto in campo, mi sembra giusto provarci. Sono l’unico che può battere i Cinquestelle”. A dirlo Rosario Crocetta, governatore uscente della Sicilia, in un’intervista a Repubblica. “Io ho salvato la Sicilia. Quando sono stato eletto ho trovato due miliardi di debiti, più di due miliardi 700 milioni di forniture da pagare. Non c’era un soldo. Ora siamo all’attivo di bilancio. Il Pil cresce il 3,6%, il turismo non è mai stato così forte”, rivendica Crocetta. “Mi dicono: tu hai fatto il lavoro sporco, hai risanato la Sicilia, hai cacciato i mafiosi dagli appalti pubblici, ma ora fatti da parte. Del resto in tutti questi anni la richiesta che ho sentito risuonare più spesso è stata: Ama spattiri. Dobbiamo spartire. Ecco, vogliono la restaurazione”. “Esco dal Palazzo così come c’ero entrato: nudo”, dichiara Crocetta, che torna a chiedere le primarie. “Il rettore Micari non avrà neanche tempo di fare la campagna elettorale, è un tecnico poco conosciuto, faccia le primarie come tutti. O è lesa maestà per un rettore doversi sporcare le mani?”. “C’è un pezzo del Pd che sotto sotto – accusa poi il governatore – lavora per il ritorno di Cuffaro al potere sotto mentite spoglie”. Il candidato sarebbe “l’ex assessore Roberto Lagalla. Se non fosse stato per me, che l’ho smascherato, sarebbe lui il candidato del Pd”.

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All’intervista ha risposto Renato Schifani, senatore di Forza Italia: “L’intervista di Crocetta a Repubblica è un profluvio di deliri e assurdità. Il governatore uscente si considera il salvatore della Sicilia e si dà come voto un 6+. Ricorda un po’ Virginia Raggi, sfiduciata dai suoi cittadini mentre si attribuiva un trionfale sette e mezzo. Rosario Crocetta è stata la persona sbagliata nel posto sbagliato, con i suoi 58 cambi di assessori e le sue politiche improvvisate su tutte le questioni regionali. La sua poca lungimiranza lo porta a dire che il Movimento Cinque Stelle non ha speranze di vincere, mentre noi lo consideriamo un avversario temibile che può essere battuto solo da un centrodestra unito. Fortunatamente il mandato del governatore è in scadenza e il dovere della nostra coalizione sarà quello di ridare speranza ai siciliani tornando al governo grazie ad una squadra coesa ed un candidato unitario e vincente. Non possiamo commettere gli errori del 2012 e su questo ne è garanzia l’impegno del presidente Berlusconi”.

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23 Agosto 2017, 10:13

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