Ddl Antiparentopoli a vuoto |anche in prima commissione

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31 Luglio 2013, 15:09

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PALERMO – Dopo il caos avvenuto durante i lavori di ieri in Sala D’Ercole, la vicenda del ddl ‘antiparentopoli’ vive oggi una una nuova pagina della sua storia. L’accordo saltato ieri fra i partiti, in merito all’accordo su quelle norme che stabiliranno le incompatibilità fra parenti di politici e deputati e chi ricopre ruoli di rilievo in società che hanno rapporti con la Regione, ha portato oggi a un nuovo passaggio in commissione Affari istituzionali. Dove il testo si sarebbe dovuto riscrivere. E dove invece tutto è rimasto com’era, rimettendo all’Aula la riscrittura della norma.

Tra i presenti ai lavori in commissione tutti i protagonisti della seduta di ventiquattrore prima appartenenti all’opposizione che, con i loro emendamenti, avevano sollevato un sostanziale problema di chiarezza. Tra questi Pippo Gianni, Santi Formica, Marco Falcone e Bernadette Grasso che hanno animato la riunione presieduta non da Marco Forzese ma dal suo vice Giovanni Panepinto, deputato del Pd.

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Al termine dei lavori in commissione, a poche ore dunque dalla ripresentazione del ddl in Aula, proprio il vicepresidente Panepinto ha riportato: “La volontà della commissione è che l’assemblea approvi una norma in cui vengano rafforzati i controlli sull’incandidabilità anche e non solo nel settore della Formazione però, trattandosi di una materia già regolata da norme regionali e nazionali, appare opportuno che siano gli uffici di presidenza e il Governo a rendere questo disegno di legge ‘blindato’ da un’eventuale impugnativa del commissario dello stato. Trasmetteremo dunque il testo in Aula senza ulteriori modifiche”. Il ddl caro al governatore Rosario Crocetta, dunque, rischia di non superare nemmeno oggi le divergenze palesate in Aula finendo, a questo punto, negli intricati meandri della burocrazia.

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31 Luglio 2013, 15:09

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