PALERMO – “Lo statuto prevede che se in 36 deputati ci dimettiamo si va ad elezioni anticipate per la presidenza della Regione Siciliana, entro 90 giorni. Noi puntiamo a farlo entro luglio per andare al voto entro ottobre. Lo proponiamo, in modo trasversale ad una grande coalizione, andando oltre i partiti”. Lo ha detto Cateno De Luca , parlando con i giornalisti a margine di una conferenza stampa all’Ars per presentare il suo “Governo di liberazione”.
De Luca lancia “Governo di liberazione”
In merito al tema delle possibili primarie del campo progressista, per la scelta del candidato governatore, proposte nei giorni scorsi dal segretario del Pd Anthony Barbagallo.
“Si è reso conto del grave errore che ha fatto durante le Europee – ha proseguito – quando avevamo dato la possibilità di una candidatura indipendente, che era Danilo Giudice, il gruppo parlamentare in Sicilia era d’accordo, poi da Roma purtroppo è arrivato lo stop”.
“Il risultato è stato 11 punti in meno in Sicilia rispetto al dato nazionale e il Pd ha perso un Io ritengo – ha sottolineato – che le primarie sono sicuramente un metodo che consente di amalgamare, per bene, una comunque strategia, che ha varie sensibilità e che impone oggi un senso di responsabilità per aprire una nuova fase, che è una fase costituente in relazione a quelle che sono riforme strutturali da fare, revisionare il nostro statuto, ma soprattutto, staccare la Sicilia da una schiavitù politica romana”.
“I pilastri del governo di liberazione sono – ha spiegato – fare delle riforme strutturali che riguardano i servizi essenziali e decentrare la gestione il più possibile, liberare la gestione dei servizi pubblici essenziali dalla clientela e dal una malaffare. Io avevo regalato il diserbante al governatore Schifani ma non ha capito e ormai è troppo tardi: purtroppo il tema della sanità è proprio il simbolo di come il malaffare diventa pericoloso per i cittadini”.
“Io lancerò – ha concluso – un appello trasversale agli uomini e alle donne di buona volontà, abbiamo interloquito anche con l’ex commissario covid Renato Costa, chissà, potrebbe essere il nuovo assessore alla Sanità del Governo di liberazione”.

