Dc Sicilia, chi dopo Cuffaro? Ipotesi alleanza con Cateno De Luca

Dc al bivio, gli eredi di Cuffaro e l’asse con De Luca in chiave Regionali

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Le strategie dei centristi per resistere all'addio dell'ex governatore
IL RETROSCENA
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PALERMO – Testa bassa con l’obiettivo di formare una lista autonoma della Democrazia cristiana alle prossime elezioni regionali in Sicilia ma con la consapevolezza che il raggiungimento del traguardo è difficile, seppur possibile. Nella Dc che ragiona sul suo futuro l’addio di Totò Cuffaro alla politica è un tema che non può essere archiviato con leggerezza.

Chi dopo Cuffaro? Il futuro politico della Dc

L’ex governatore, tornato alla vita pubblica dopo avere scontato la prima condanna, si era dedicato anima e corpo alla sua nuova creatura politica ma l’inchiesta scoppiata nel novembre 2025 ha tagliato le gambe al progetto politico di rinascita della Democrazia cristiana. Le aule di tribunale decideranno il destino giudiziario di Cuffaro ma l’orologio della politica non segue i tempi della giustizia e così per gli orfani dell’ex governatore è necessario guardare avanti.

L’obiettivo elezioni regionali 2027

Si punta a mantenere in vita il simbolo, soprattutto in chiave elezioni regionali 2027, ma bisogna fare i conti con un gap di voti non indifferente. I numeri della Dc senza Cuffaro non potranno essere gli stessi ed è per questo che il gruppo parlamentare lavora al dialogo con altre forze politiche.

La Dc dialoga con Lega ma guarda a Sud chiama nord

Gli ottimi rapporti con la Lega di Luca Sammartino hanno portato il Carroccio accanto ai centristi nel braccio di ferro interno che si è registrato nel centrodestra per le elezioni amministrative di Agrigento. I due partiti sostengono insieme l’ex assessore regionale Luigi Gentile, in contrapposizione anche al candidato sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Mpa e Udc Dino Alonge.

Cateno De Luca
Cateno De Luca

Il dialogo Democrazia cristiana-Sud chiama nord

Quella leghista è però soltanto una delle possibili strade che si pongono sulla strada degli eredi di Cuffaro. L’altra, che fonti di partito definiscono “principale” al momento, porta a Sud chiama nord di Cateno De Luca. Il dialogo tra la Dc e Scn non è una novità. Nei giorni successivi all’inchiesta che portò Cuffaro ai domiciliari, quando in tanti prevedevano la diaspora dei deputati Dc dal gruppo parlamentare all’Ars, era pronto a costituirsi un intergruppo con i tre parlamentari deluchiani rimasti a Sala d’Ercole (Giuseppe Lombardo, Matteo Sciotto e lo stesso De Luca), ma alla fine tutto rimase com’era.

La Dc, infatti, tenne botta e rimase compatta anche di fronte all’estromissione dalla giunta regionale. Il filo del dialogo, però, non si è mai spezzato. Sono passati oltre sei mesi e ora i democristiani sono nuovamente nella stanza dei bottoni del governo regionale, seppur soltanto con Nuccia Albano. La tempesta giudiziaria si è affievolita e il gruppo parlamentare all’Ars intende ancora perseguire l’obiettivo della lista autonoma alle Regionali.

Il futuro e l’intesa con De Luca

I numeri, però, impongono la necessità di stringere un’alleanza e così la prima opzione, secondo quanto trapela, resta sempre quella di De Luca. Non è un caso, del resto, che il simbolo di Sud chiama nord sia presente alle Amministrative di Agrigento accanto a Gentile. Il giallorosso deluchiano, inoltre, sventola anche accanto al nome del capogruppo Dc all’Ars Carmelo Pace, che si è ricandidato sindaco nella sua Ribera.

L’alleanza tra Dc e Sud chiama nord, movimento fortemente radicato nelle province di Messina e Catania, potrebbe così colmare il gap di voti che si è creato con l’addio di Cuffaro, che ha chiesto il patteggiamento, alla politica. Tutto questo, però, a condizione che il sindaco di Taormina decida di collocarsi stabilmente nell’alveo del centrodestra. Ma potrebbe essere proprio l’intesa con i centristi, al contrario, a far pendere la bilancia deluchiana verso il centrodestra. Nell’eventualità di un approdo della navicella Scn sulle rive del centrosinistra, però, in casa Dc si tornerebbe a guardare alla Lega.

I commissari e il gruppo Dc all’Ars: “Andiamo avanti”

I tre commissari Dc e cinque dei sei parlamentari all’Ars (con l’esclusione di Serafina Marchetta), intanto, ribadiscono: “Continuiamo il nostro cammino, al di là delle vicende personali che riguardano singoli protagonisti. Il nostro progetto politico vive grazie all’impegno quotidiano di amministratori, dirigenti, militanti e giovani che credono nei valori del moderatismo e del radicamento nei territori. Respingiamo le ricostruzioni che descrivono una Dc destinata a indebolirsi o disperdersi. La nostra comunità politica guarda avanti con responsabilità, unità e determinazione”.


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