Ecco perchè il futuro|lo vediamo più rosa che nero

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24 Maggio 2012, 16:45

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La struttura societaria, il nuovo stadio, la guida tecnica, lo staff sanitario, la rosa da mettere a disposizione di un allenatore che dovrà misurarsi con una piazza passionale ma esigente come poche e che vuole archiviare nel cassetto dei “brutti ricordi” il campionato appena concluso. I punti che scandiscono la mole di lavoro che attende Giorgio Perinetti nella sua stanza di vicepresidente esecutivo del club di viale del Fante sono stati analizzati a grandi linee nel salotto di casa Zamparini a Vergiate da cui è iniziato l’anno zero del Palermo. Ogni punto nasconde insidie, difficoltà e trattative più o meno dichiarate tra cui Zamparini e Perinetti dovranno districarsi per raggiungere i risultati sperati. Appare quindi utile effettuare un viaggio tra le numerose tappe estive che porteranno alla nascita del nuovo Palermo.

L’organigramma societario che, prima nota di merito per Zamparini, è stato strutturato e rinforzato con buon anticipo rispetto al termine del campionato, ha già solide fondamenta. Giorgio Perinetti è stato investito della carica di vicepresidente esecutivo, una figura “alla Galliani” ricercata da tempo da Zamparini che non ha mai nascosto la necessità di avere un plenipotenziario in viale del Fante sette giorni su sette. Una mossa che consentirà al club rosanero di risolvere con tempestività i problemi che di giorno in giorno possono presentarsi in un’azienda che a certi livelli non può permettersi di aspettare la visita settimanale o quindicinale del patron friulano per prendere le decisioni più importanti. Accanto a sè Perinetti dovrebbe poter contare a breve su due suoi fedelissimi collaboratori, Daniele Faggiano e Ciro Femiano. Gente con cui il manager romano si intende con uno sguardo e che opererebbe in team con il capo degli osservatori Luca Cattani. Ancora da colmare il ruolo del team manager, rimasto vacante dopo il rapido addio di Panucci, e ritenuto fondamentale da Zanparini e Perinetti per una ottimale comunicazione tra spogliatoio e dirigenza.

Zamparini ha pensato anche in tempi molto rapidi a mettere a segno un altro “colpo di mercato” per rinforzare il management rosanero. Tutti gli aspetti non prettamente legati al campo saranno gestiti dal nuovo direttore generale Patricio Teubal, un asso del marketing e della comunicazione proveniente da Mediaset e con un passato in Sky Argentina, un top manager con un curriculum internazionale nel mondo delle televisioni che lo pongono tra le massime autorità in materia di promozione del brand e della gestione aziendale. Un uomo che avrà la mission di far decollare il fatturato del Palermo calcio, assottigliando il gap esistente tra il club rosanero e le grandi del calcio italiano. Un vecchio pallino di Zamparini che da anni sostiene che fatturato e risultati sul campo sono parametri assolutamente sovrapponibili nel sistema del calcio moderno. Teubal, che ha già preso contatti con la realtà palermitana, dovrebbe svincolarsi da Mediaset a giugno e mettersi subito all’opera nella sua nuova avventura.

Le premesse per far bene ci sono tutte, a meno che non intervenga un fattore irrazionale come l’impulsività di Zamparini. Ma c’è da tener conto che lo stesso presidente quest’anno ha fatto pubblica ammenda rispetto a decisioni affrettate che si sono rivelate un boomerang come il velocissimo esonero di Pioli prima del via del campionato. C’è più di un motivo valido per credere che certi errori non si ripeteranno. Alla dirigenza del Palermo adesso resta il difficile compito di riportare entusiasmo in una piazza delusa, dove c’è da convincere buona parte della tifoseria (quella poco avvezza a leggere tra le righe dei movimenti societari in senso stretto) dell’intenzione di Zamparini di rilanciare il club rosa. A questi tifosi si dovrebbe rivolgere il Palermo per far metabolizzare il messaggio secondo cui c’è tutt’altro che un disegno di ridimensionamento da parte della proprietà. Se non fosse così sarebbero stati inutili gli ingenti investimenti per rinforzare il management rosanero. Certo, qualcuno potrebbe obiettare che la domenica non scenderanno in campo Perinetti e Teubal con i rispettivi collaboratori, ma è anche vero che le grandi opere hanno bisogno di progettisti di rango e questi adesso non mancano alla squadra di Zamparini. Basta dare il tempo di lavorare a chi deve costruire un grande Palermo. I giudizi si daranno alla fine del mercato e ai primi verdetti del campo.

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Parte da qui il futuro strettamente calcistico del Palermo. E come in qualsiasi ristrutturazione importante le grane di Perinetti, che ha cominciato a lavorare da pochi giorni, non sono poche: il primo nodo da sciogliere è quello dell’allenatore con cui condividere la costruzione della rosa di giocatori. L’uomo è già stato identificato in Beppe Sannino già da un bel po’. Resta da formalizzare un rapporto biennale con ingaggio poco inferiore al milione di euro all’anno esclusi i bonus legati ai risultati, in attesa che l’allenatore si liberi dal vincolo contrattuale che lo legherebbe ancora per una stagione al Siena di Massimo Mezzaroma. Il presidente del club toscano fa il suo gioco cercando di approfittare della esplicita volontà di Sannino e del Palermo di unirsi in matrimonio. Mezzaroma vorrebbe inserire nella trattativa per liberare Sannino un paio di giocatori che non rientrano nei piani rosanero come Brienza e Calaiò. Perinetti sembra che abbia già trobato una soluzione alternativa che faccia contente entrambe le parti. Una soluzione che sbloccherà entro il fine settimana la situazione e permetterà quasi certamente a Sannino di diventare il nuovo allenatore del Palermo.

Sciolto il nodo allenatore il vicepresidente esecutivo passerà ad affrontare una per una le posizioni dei giocatori, a partire dalla comproprietà di Viviano con l’Inter. Il giocatore, assodato che i nerazzurri vogliono continuare a puntare su Julio Cesar, ha manifestato l’intenzione di restare in Sicilia e non pare che ci siano altre controindicazioni che gli negheranno questa possibilità. L’ex portiere del Bologna arrivato in viale del Fante a gennaio gode della stima di Zamparini e, nonostante non abbia convinto del tutto una parte di pubblico, merita una chance. Altra grana da risolvere per Perinetti è rappresentata dalla definizione delle posizioni di Balzaretti, Migliaccio e Miccoli. I tre senatori rosanero in occasione dell’ultima gara casalinga della stagione contro il Chievo hanno salutato il pubblico del Barbera con baci e applausi che sapevano più di un addio che di un arrivederci. Tramontata l’ipotesi Psg, per Balzaretti sembra che si apra uno spiraglio per la sua permanenza in rosa, anche se il milione e settecentomila euro di ingaggio annuale da parte della Lazio suscita interesse nell’entourage dell’esterno sinistro. A far pendere la bilancia dalla parte del Palermo, però, potrebbe essere la situazione familiare del calciatore che ha fatto del capoluogo siciliano la sua casa e dove resta un beniamino del pubblico. Discorso diverso, invece, per quanto riguarda Migliaccio. Il lottatore del centrocampo rosanero sembra essere giunto alla fine di un felicissimo ciclo con il Palermo e a caccia di nuovi stimoli. Su di lui ci sarebbero diverse squadre di media classifica italiane, prima fra tutte l’Atalanta dove Giulio ha già giocato agli inizi della sua carriera. A far propendere il giocatore per un addio al Palermo ci sarebbe anche la prospettiva di una agguerrita concorrenza in mezzo al campo, considerati i probabili arrivi del nazionale uruguagio Arevalo Rios e dello statunitense del Chievo Bradley che garantiscono la quantità di Migliaccio arricchita da una superiore qualità tecnica. In attacco i piani del Palermo rischiano di rimanere bloccati finchè non si evolverà la situazione di Miccoli. Il capitano avrebbe in ballo alcune offerte all’estero che gli garantirebbero un ingaggio superiore al milione e duecentomila euro percepiti da Zamparini. Il problema è che il Romario del Salento non vorrebbe uscire di scena, specie agli occhi della tifoseria, a causa di questioni economiche. Si spiega così il mezzo passo indietro di qualche giorno fa in cui Miccoli ha dichiarato di voler rimanere in rosanero e di aspettare un incontro chiarificatore con il presidente per decidere il suo futuro. Appello al quale Zamparini, da grande uomo d’affari, ha risposto dando ampia disponibilità ad accontentare il capitano, lasciando così il cerino acceso nelle mani del numero dieci rosanero.

Per concludere il capitolo delle partenze eccellenti c’è da verificare la destinazione di Silvestre. Il centrale di difesa argentino ha intempestivamente ufficializzato la sua intenzione di cambiare aria. Dichiarazioni che hanno acceso un derby di mercato tra Milan e Inter, con quest’ultima favorita perchè ha dalla sua la metà del cartellino di Viviano da offrire come contropartita al Palermo. Per colmare il vuoto lasciato da Silvestre in difesa Perinetti si sarebbe già mosso individuando un possibile erede in Gonzalo Rodriguez del Villareal. Il sottomarino giallo, che quest’anno era ai nastri di partenza della Champions League, naviga in acque tempestose dopo la retrocessione dalla Liga e diventerà un buon serbatoio di mercato non potendosi permettere gli ingaggi fin qui assicurati militando nel massimo campionato iberico.

Tirando le somme possiamo asserire con una certa fiducia che siamo agli albori di un’era fondamentale per il futuro del Palermo. Un futuro in cui, parafrasando una celebre campagna pubblicitaria di qualche anno fa, nonostante molti vedono nero, noi vediamo anche rosa.

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24 Maggio 2012, 16:45

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