“I cittadini collaborano |più di quanto si pensi”

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22 Gennaio 2014, 19:25

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CATANIA – Alessandro Casarsa è orgoglioso dei suoi uomini. Il Comandante dei Carabinieri di Catania non è incline ai convenevoli e agli stereopiti; nell’intervista fiume che concede a LiveSiciliaCatania per Casarsa è fondamentale che i lettori possano comprendere l’operatività e il lavoro che l’Arma svolge per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico. Nessun bilancio su questi primi mesi a Catania. “Non mi sento di fare resoconti – dice – quello che posso fare sono delle considerazioni su una città che ha sicuramente delle problematiche, come tutte le grandi città, ma che ha un grande orgoglio e ha soprattutto la grande volontà di risolverle. E poi – dichiara Casarsa – quello che ho notato è che questa popolazione ama questa terra, a volte la critica nelle sue difficoltà, ma quando può collabora e lo fa più di quanto si pensa”.

Ha fiducia nei cittadini il Comandante Casarsa, tanto che quando si parla di omertà mette bene i puntini sulle i. “Io credo – afferma – che non si può parlare di omertà tranne quando parliamo di ambienti criminosi e lì, è chiaro, non ci aspettiamo forme di collaborazione, o meglio ci aspettiamo forme di collaborazione da quelle persone che sono stanche di subire, e quando si rivolgono a noi queste persone sanno che i carabinieri hanno una grande capacità di ascolto, anche dal punto di vista umano”.

Sono stati intensi questi primi mesi di lavoro per Alessandro Casarsa. Appena entrato nella Caserma di Piazza Verga ha affrontato l’emergenza degli sbarchi, poi una maxi retata antimafia, blitz contro lo spaccio e il traffico droga e le faida tra i Clan di Biancavilla con tre delitti in 90 giorni. “Catania non si fa mancare nulla” – commenta il Comandante precisando che ogni vicenda viene affrontata con il massimo impegno “che – precisa – non è mai proporzionato alla dimensione stessa del fenomeno. Per noi carabinieri ha la stessa dignità un piccolo reato quanto un grande reato”.

Con questo spirito Casarsa è andato di persona a Biancavilla per far sentire forte la presenza dello Stato in quella città funestata da rappresaglie criminali e sangue. “Quando sono stato a Biancavilla – racconta – ed ho visto la città in questo clima di terrore, con la gente che aveva paura ad affacciarsi perchè avevano sparato nella città ho pensato che comunque sia la parte sana di quella realtà, che è la stragrande maggioranza, ha bisogno di essere protetta e ha bisogno di sapere che c’è qualcuno su cui può contare”.

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Casarsa, durante la conferenza stampa per l’operazione Leo 121 che ha sgominato un gruppo di trafficanti di droga legati ai Santapaola che si erano impossessati di Via Capo Passero a San Giovanni Galermo, affermò: “Abbiamo restituito un quartiere alla città”. Ora il comandante si aspetta una risposta da parte dei cittadini e “cioè – spiega – che capiscano lo sforzo che noi facciamo. A Catania non basta dire abbiamo bisogno di questo, abbiamo bisogno dell’altro e mettersi alla finestra e aspettare che sia qualcun’altro a farlo. Per cui alle persone dico di collaborare con noi, ma non di fare il nostro lavoro. I carabinieri non hanno bisogno di persone che fanno i carabinieri ma hanno bisogno di persone che collaborano”.

Il Comandante Casarsa ha le idee precise anche sul significato di informazione sana. “Io credo che chi fa il vostro lavoro abbia un compito che non è quello di avere il maggior numero di click per chi è sulla rete o di vendere il maggior numero di copie, ma è quello di fare arrivare dei messaggi alle persone che oggi sono bombardate e sono libere di scegliere da che parte sentire le cose. Nel fare informazione si può avere un attegiamento finalizzato a creare allarmismo, a fare scoop e creare momenti di tensione, oppure si può scegliere – dichiara – di fare una sana comunicazione. Quello che c’è di positivo è che attraverso l’informazione si può agevolare la sicurezza, perchè leggendo le varie testate possiamo capire le istanze e cosa interessa alla cittadinanza di questa città, e se sappiamo cosa serve a questa città – aggiunge Casarsa –  sappiamo dove impiegare le risorse che l’amministrazione dell’Arma dei Carabinieri mette a disposizione per poterle fronteggiare”.

E a proposito di informazione e istanze dei cittadini. Da alcune settimane LiveSiciliaCatania ha sollevato un dibattito interattivo con i lettori sui posteggiatori abusivi. I catanesi chiedono a gran voce maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine. Casarsa garantisce il massimo impegno su questo fronte: “Da una parte stiamo operando per contrastare il fenomeno attraverso gli strumenti a nostra disposizione, dall’altra parte ci stiamo muovendo per capire se all’interno di queste strutture ci siano delle vere e proprie organizzazioni”. Insomma c’è la volonta a sdradicare la piaga dalla radice. “Ritorno all’esempio del medico – spiega – una malattia si può esprime in un raffreddore ma la causa può essere un virus o un grave male, il compito del buon medico è quello di combattere da una parte la malattia per come si manifesta, ma di colpirla alle cause. E i Carabinieri – chiosa Casarsa – a Catania cercano di fare quello”.

 

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22 Gennaio 2014, 19:25

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