Cronaca

Enna nella morsa degli incendi, il sindaco di Troina: “Chi sa parli”

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05 Luglio 2021, 18:25

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PALERMO – “Chi sa, chi ha visto denunci questi criminali. Non è tollerabile che un intero territorio venga messo in ginocchio da piromani malati o da chi non si sa per quali interessi vuole desertificare le campagne dell’entroterra siciliano”. Le parole, al termine di 24 ore pesantissime per il suo territorio, sono del sindaco di Troina, piccolo centro della provincia di Enna, Fabio Venezia. Le fiamme hanno devastato quel territorio e lui ora annuncia la costituzione parte civile negli eventuali processi che riguarderanno gli incendi di queste ore.

Le operazioni di contrasto alle fiamme sono durate incessantemente tutta la notte e fino a questa mattina, quando il rogo è stato domato definitivamente. Impegnati uomini e mezzi della Forestale regionale, dei vigili del fuoco e della Protezione civile regionale. All’alba l’intervento decisivo dei canadair e dell’elicottero ‘Falco 4’ a disposizione del sistema regionale.

Per un fronte che si spegne, un altro preoccupa, sempre nella provincia di Enna. Questa volta a subire la minaccia del fuoco è stato il capoluogo: due vasti incendi hanno lambito la città. Le fiamme sono divampate dagli arbusti che circondano il distributore di carburante Esso ad Enna Bassa ed hanno risalito velocissimamente il costone fino a raggiungere la strada San Calogero, una delle arterie che portano al Castello e dove ci sono decine di case che sono state fatte evacuare. L’incendio ora è stato spento e sono iniziate le attività di bonifica

Turisti e visitatori, compresi i 12 archeologi dell’Università di Siena che sono ad Enna per una missione, però, erano stati fatti uscire dall’antico maniero. “Ho chiesto l’invio immediato dei canadair – erano state le parole del sindaco di Enna, Maurizio Dipietro – Temiamo che le fiamme possano raggiugere anche il Museo del Mito”.

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A Catania, a conclusione di una riunione con l’Unità di crisi nazionale, il governatore siciliano Nello Musumeci si scaglia contro i piromani: “Sono in piena attività – dice -. Contro questi delinquenti ci vorrebbe il carcere a vita, perché il danno che procurano al patrimonio botanico, boschivo, alla flora, alla macchia mediterranea è enorme. In un attimo si distrugge ciò che la natura ha creato in 40-50 anni”.

Nel corso dell’incontro si è discusso anche della possibilità di richiedere ulteriori unità dell’Esercito in Sicilia, questione che sarà sottoposta, per competenza, al ministero della Difesa. “Molti focolai sono di origine dolosa, altri sono causati dalla distrazione e dalla irresponsabile condotta dei proprietari dei fondi non coltivati o abbandonati – ancora Musumeci -, la campagna antincendio in Sicilia è partita e stiamo usando ogni mezzo a disposizione. Abbiamo utilizzato tre canadair dello Stato e tutti e otto gli elicotteri della Regione, abbiamo mobilitato a terra tutti gli uomini della Forestale e dell’antincendio. Anche su questo tema la prossima settimana incontreremo l’Unita’ di crisi nazionale”.

All’incontro ha partecipato anche il capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio: “Quella di ieri – le parole di Curcio – è stata una giornata difficile ma purtroppo non la più impegnativa che ci troveremo ad affrontare nei prossimi mesi, soprattutto in virtù delle alte temperature che ci attendono”. Nel corso del vertice Musumeci ha rappresentato che nelle prossime ore la Regione darà attuazione alla convenzione esistente con il Corpo nazionale dei vigili del fuoco sul tema degli incendi boschivi. “La necessaria attivazione del Corpo nazionale – ancora Curcio – sarà un ulteriore tassello che aumenterà la sicurezza del territorio e che si aggiungerà agli 8 elicotteri della flotta regionale, ai 5.700 operai forestali e agli oltre 300 agenti forestali”.

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05 Luglio 2021, 18:25

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