Etna: rilevata serie di scosse | La maggiore di magnitudo 3.8

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08 Dicembre 2015, 11:58

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CATANIA- Una serie di eventi sismici localizzati nell’area etnea è stata registrata dalle strumentazioni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etnea. Gli eventi maggiori, avvertiti dalla popolazione, sono stati rilevati alle 10.28 e alle 10.32, con magnitudo rispettivamente 3.8 e 2.9. La Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile continuerà a seguire l’evolversi della situazione in contatto con l’Ingv e le locali strutture di protezione civile.

 Il ‘movimento’ della faglia della Pernicana, sul versante nord-nord-est dell’Etna, ha causato uno sciame sismico con una ventina di scosse sul vulcano. Quattro gli eventi di maggiore intensità, in magnitudo, rilevati dall’Ingv di Catania: 3.8 alle 10:28, 2.9 alle 10:32, 2.4 alle 10:36 e 3.2 alle 11:53. La profondità dell’epicentro, quasi superficiale, compresa tra 0 e 7 chilometri, degli eventi collega i terremoti dall’attività eruttiva dell’Etna. Esperti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania stanno monitorando il fenomeno e verificando anche le deformazioni al suolo. Si sono avute notizie di strade dell’Etna che presentano delle ‘lesioni’. Gli eventi sono stati avvertiti in alcuni paesi alle pendici dell’Etna, ma, al momento, non sono segnalati danni a cose o persone.

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Sono 46 le scosse di terremoto, la maggior parte delle quali avvertibili soltanto a livello strumentale, registrate dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo (Ingv-Oe), nel medio alto versante nord-est dell’Etna. Gli eventi principali si sono verificati alle 10:28 (magnitudo 3.8), alle 10:32 (2.9), alle 10:36 (2.4) e alle 11:53 (3.2). I sismi sono stati localizzati nella zona compresa tra Piano Provenzana e Piano Pernicana a una profondità di circa 2-4 km dalla superficie topografica. In coincidenza con lo sciame sismico, sono state segnalati episodi di fratturazione, con aperture di circa 2-4 cm, che hanno interessato il manto stradale della Mareneve, al di sopra di quota 1.450 metri sul livello del mare. Altri due terremoti sono stati registrati nell’area di Solicchiata (basso versante settentrionale del vulcano) 00.21 locali (magnitudo 2.6) e alle 10.36 locali (2.4) con profondità comprese tra i 7 e i 14 chilometri. Ricercatori dell’Ingv-Oe stanno studiando il fenomeno con l’analisi della sismicità e delle deformazioni lente del suolo. La sala operativa continua a monitorare l’evolversi della situazione, aggiornando tempestivamente il Dipartimento della Protezione Civile e le locali strutture di protezione civile. (ANSA).

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08 Dicembre 2015, 11:58

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