PALERMO – “Sulla vicenda del Consorzio autostrade siciliane temo sia arrivata l’ora di attuare quelle soluzioni radicali che i cittadini invocano a gran voce. Se non è possibile dare al Cas una governance slegata da logiche di piccolo cabotaggio e rendite di posizione, allora forse è meglio commissariare l’Ente e consegnare la rete allo Stato”. Così l’eurodeputato di Forza Italia Marco Falcone, già assessore regionale alle Infrastrutture dal 2017 al 2022, intervenendo a proposito del dossier del Ministero delle Infrastrutture che intima al Cas di attuare interventi urgenti di mitigazione del rischio per le autostrade Palermo-Messina e Messina-Catania.
Il bilancio del quinquennio 2017-2022
“Nel quinquennio 2017/22, durante il mio mandato alle Infrastrutture – prosegue l’esponente azzurro – avevamo trovato un ente in coma quasi irreversibile e, malgrado notevole scetticismo, eravamo riusciti a rimetterlo in pista raggiungendo risultati che i siciliani ricordano bene. Ne cito alcuni: la costruzione della nuova tratta da Rosolini a Modica, cioè ben 20 chilometri di nuova autostrada in Sicilia in quello che fu il cantiere più grande del Sud Italia in quegli anni; la consegna della Noto-Pachino che oggi è fondamentale per il turismo e le attività produttive nel Sud-est”.
“Ma vorrei ricordare fra le altre cose il viadotto Ritiro, lo svincolo Giostra, il risanamento della frana di Letojanni e tanto altro hanno anche posto le basi per il finanziamento della nuova tratta Modica-Scicli mentre, nel rapporto con il Ministero delle Infrastrutture, gestivamo i primi interventi dell’ingegnere Migliorino scongiurando la chiusura della rete e avviando la manutenzione dove serviva”.
L’appello sul futuro del Cas
“Purtroppo – sottolinea Falcone – quello slancio sembra avere esaurito, ragion per cui oggi è forse il momento di voltare pagina. Bene ha fatto il presidente Schifani a ricordare che, sulla rete autostradale dell’Ente, gravano carenze manutentive e ritardi negli investimenti che risalgono a diversi decenni. Carenze di cui, oggi, lo stesso Cas credo non sia nelle condizioni di farsi carico. Sia Roma, allora, ad attuare la cura da cavallo necessaria per ripristinare autostrade adeguate e sicure ai siciliani”.
Lombardo (Snc): “Bisogna decidere cosa fare delle autostrade siciliane”
“Oggi anche l’ex assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone interviene sul futuro del CAS, arrivando a proporre il commissariamento del Consorzio e la consegna della rete autostradale allo Stato. È la conferma che il tema che Sud chiama Nord aveva posto da tempo non era né strumentale né rinviabile: bisogna decidere quale futuro dare al CAS e, soprattutto, alle autostrade siciliane”.
Lo dichiara Pippo Lombardo, deputato regionale di Sud chiama Nord, intervenendo nuovamente sulla situazione del Consorzio per le Autostrade Siciliane.
“Da tempo – continua – chiediamo al Governo regionale di chiarire quale sia la propria posizione sul mantenimento della concessione e sul futuro del Consorzio. Abbiamo chiesto che la questione venisse affrontata nelle sedi istituzionali competenti e abbiamo sollecitato un confronto sul piano di risanamento approvato dall’attuale Consiglio direttivo. Risposte concrete, però, non ne sono arrivate. Adesso il dibattito si sposta addirittura sull’ipotesi di consegnare la rete allo Stato. È una proposta sulla quale è legittimo confrontarsi, ma prima di arrivare a qualsiasi conclusione riteniamo indispensabile che il Governo regionale dica con chiarezza quale sia la propria strategia”.
“La Sicilia – aggiunge – deve sapere se la Regione intende ancora puntare sul CAS, mettendolo nelle condizioni di attuare un vero percorso di risanamento e di garantire sicurezza ed efficienza sulla A18 e sulla A20, oppure se ritiene esaurita l’esperienza del Consorzio e intende percorrere altre strade. Non si può continuare a navigare a vista mentre sul tavolo ci sono la concessione, la sicurezza della rete, gli investimenti necessari e il futuro stesso del CAS. Per questo torniamo a chiedere un confronto immediato tra Consorzio, Governo e Assemblea regionale. Il piano di risanamento approvato dal Consiglio direttivo deve essere esaminato e il Governo deve finalmente assumersi la responsabilità di indicare una direzione. Il problema non è difendere una sigla o una struttura amministrativa. Il punto è stabilire quale modello possa garantire ai siciliani autostrade sicure, efficienti e adeguatamente manutenute. Su questo servono decisioni e risposte, non altri mesi di silenzio”.
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Consorzio autostrade siciliane: “Più transiti e incassi nel primo semestre”
“I dati del primo semestre del 2026, comparati con lo stesso periodo dell’anno precedente, evidenziano un aumento dei transiti e dei ricavi lordi da pedaggio, considerando anche i periodi di esenzione dovuti ai danni provocati dal ciclone Harry durante i primi mesi del 2026. In totale sulle tratte a pedaggio di A18 ed A20 si sono registrati 23.790.953 transiti, con un incremento dello 0,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno i ricavi lordi hanno toccato quota euro 46.528.413, con un incremento del 2,2%”. E’ quanto segnala con una nota il Consorzio autostrade siciliane (Cas).
“Le stazioni che hanno registrato i risultati migliori sono quelle di Messina nord e sud, le stazione terminale di Catania, e infine il casello di Taormina”, aggiunge il Cas. Sul fronte degli incidenti, “il numero complessivo è rimasto sostanzialmente identico nel primo semestre di entrambi gli anni: 795 sinistri nel 2025 e 796 nel 2026″. Gli automobilisti deceduti erano stati 6 nel primo semestre 2025, sono stati 2 nel 2026. rubrica del Tg3 regionale) e con la polizia stradale, sempre accanto al personale della concessionaria nelle attività di messa in sicurezza e vigilanza sulle tratte”.




