“Furto aggravato e continuato” | Indagini chiuse per 7 operatori Rap

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31 Gennaio 2018, 18:13

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PALERMO – La polizia municipale ha concluso le indagini a carico di sette operatori della RAP, l’azienda di igiene urbana, che sono stati segnalati all’autorità giudiziaria con l’accusa di furto aggravato e continuato in concorso tra loro. Dopo un anno di osservazione ed appostamenti compiuti dagli agenti del nucleo di polizia giudiziaria del servizio sicurezza sedi e controlli stradali, in diverse isole ecologiche della città, è emerso che i sette avrebbero di fatto “autorizzato” un rigattiere al ritiro dei rottami di ferro, plastica o legno che sarebbero stati consegnati dai cittadini. In sostanza, gli operatori della RAP, si sarebbero appropriati di quanto conferito dai cittadini presso le isole ecologiche (ingombranti, mobili, rifiuti elettrici, elettrodomestici dismessi ed altro), allo scopo di rivenderli direttamente oppure favorire un raccoglitore “amico”.

Il tutto, oltre a configurarsi come un illecito, danneggia l’immagine dell’azienda in quanto fa apparire minore della realtà il quantitativo di ingombranti smaltiti in modo lecito e corretto, nonché abbassa la percentuale ufficiale di raccolta differenziata. L’azienda sta avviando le proprie procedure interne di verifica al fine di valutare l’adozione di provvedimenti disciplinari secondo quanto previsto dal contratto. La RAP ricorda inoltre che per tutti i rifiuti ingombranti è disponibile il servizio di ritiro gratuito a domicilio, che può essere richiesto tramite il numero verde 800.237713 o tramite la APP disponibile per Android e iOS e che le “Isole ecologiche” sono calendarizzate in tutte le circoscrizioni secondo quanto riportato sul sito istituzionale all’indirizzo http://www.rapspa.it/site/consegna-presso-postazioni-mobili/

Il sindaco Leoluca Orlando ha espresso il suo apprezzamento “tanto per il lavoro svolto dalla polizia municipale per il controllo e la repressione di comportamenti che danneggiano l’azienda e tutta la comuntià, quanto per l’impegno della RAP per offrire ai cittadini sempre più diffusi strumenti per il corretto smaltimento dei rifiuti”.

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A replicare per conto dei lavoratori della Rap è l’avvocato Riccardo Bellotta: “I miei assistiti sono pronti a chiarire la loro totale estraneità ai fatti e a dimostrare che in tutta questa vicenda sono loro le parti offese che gli indagati”.

“Non mi pare che si possa parlare di un concorso in furto aggravato – aggiunge l’avvocato Stefano Santoro – poiché le aree destinate al conferimento dei rifiuti non corrispondono agli standard previsti dalla legge e non possono essere equiparati ad un edificio pubblico. Pertanto manca la condizione di procedibilità, mentre nel merito non  emerge alcuna connivenza tra i dipendenti e gli abusivi. Va evidenziato che i rifiuti di cui si parla nell’indagine non hanno alcun valore economico ed da qui appare paradossale che possano essere stati ceduti in cambio di utilità”.

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31 Gennaio 2018, 18:13

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