Gelarda: "Centrodestra verso la catastrofe con Minardo"

Gelarda: “Centrodestra verso la catastrofe con Minardo”

Nino Minardo Igor Gelarda
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Commenti

    (Come andranno le regionali in Sicilia? “Vincerà Cateno De Luca, ne sono certo. La sinistra verrà travolta dalla sua confusione e il centrodestra perderà rovinosamente, specialmente se il candidato sarà Nino Minardo”).
    A questo punto viste le certezze assolute proporrei di non fare svolgere più elezioni regionali dando d’autorità la maggioranza assoluta anzi totale dei seggi al partito di Cateno sperando che ci lasci almeno votare il centro-destra alle nazionali (semprechè non abbia già acquisito anche alla camera ed al senato la maggioranza assoluta dei seggi)…….

    Ma che vuole questo scappato di casa in cerca di poltrone?

    A via di saltare da un carro all’altro Gelarda rischia di cadere e rimanere a piedi.

    Gelarda capolista
    Grillino di nascita leghista per convenienza adesso rivoluzionario…..cateno hai deluso peccato non ti voterò e resterò a casa.

    Gelarda capolista…….cateno è impazzito
    Mi dispiace ma non ti voterò più
    Grillino di nascita leghista di comodo e questo dovrebbe essere il rivoluzionario???????

    un pò di pace e tranquillità no ? Igor, fermati in un posto, non saltellare da palo in frasca.
    Hic manaebus optimae….

    Ma ancora un pò di pace e tranquillità no ? Igor, fermati in un posto, non saltellare da palo in frasca.
    Hic manaebus optimae….

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Un telaio di positive riflessioni. L'aspetto morale per me prevale e struttura i valori e il senso della finalità del telaio. L'etica richiede l'attesa di riscontri e sentenze definitive ma la somma di comportamenti non congrui alla missione politica e governativa indebolisce chi la esercita, ciò richiede azioni e visioni conseguenti. I risultati della politica non possono lenti, lentissimi; la società è veloce, la politica è lenta. Gli effetti anche violenti e dolorosi diventano inevitabili.

non facciamo discorsi inutili, la strada é di tutti e la responsabilità di guidare sulla strada é di tutti , auto, camion, monopattini, biciclette, moto, scooter, pedoni...difficile metterli tutti d'accordo! Ma la responsabilità individuale deve prescindere dai preconcetti che ognuno ha sugli altri, la vita é una cosa seria e preziosa rendiamocene conto!

La sanità che vorrei: un Risk Management che previene, non un Loss Adjuster che quantifica i danni Il cittadino dovrebbe poter dire: «Sto male e so che qualcuno si prenderà cura di me», non «Sto male e, se qualcosa andrà storto, farò causa». È questa la vera misura della qualità percepita. Da medico, ritengo che la fiducia nasca dalla certezza di ricevere cure adeguate e sicure. Eppure, il danno ai pazienti assume una dimensione assicurativa e giudiziaria sempre più rilevante, con risorse accantonate per contenziosi e risarcimenti che rischiano di limitare gli investimenti nell’assistenza. La qualità delle cure dovrebbe misurarsi soprattutto dalla capacità di prevenire i danni, non soltanto di risarcirli. Occorre investire in sistemi automatizzati e professionisti capaci di verificare continuamente l’effettiva erogazione e la sicurezza delle cure. Serve un Risk Management operativo, dotato di strumenti e risorse per prevenire gli eventi avversi, non una sanità che aspetti il suo signor Wolf di Pulp Fiction, chiamato a sistemare le cose quando il danno è ormai fatto. Il Loss Adjuster valuta le conseguenze economiche, ma non restituisce la salute perduta. Il tradizionale rapporto fiduciario tra medico e paziente si è progressivamente indebolito, lasciando spazio alla diffidenza e al contenzioso. La risonanza mediatica dei risarcimenti rischia di alimentare l’illusione di facili guadagni giudiziari, favorendo anche forme di intermediazione opportunistica. Per il paziente è spesso una lotteria dall’esito incerto; per chi specula sul contenzioso un’attività redditizia. Il diritto al risarcimento resta sacrosanto, ma la sofferenza non dovrebbe trasformarsi in un’opportunità di profitto. Perché non affidare alla Regione il coordinamento unitario della gestione assicurativa e legale dei sinistri, razionalizzando gli accantonamenti e superando la frammentazione tra aziende, nel rispetto degli obblighi normativi? Le strutture sanitarie potrebbero così concentrare maggiori energie sulla prevenzione e sulla qualità dell’assistenza. La sanità che vorrei investe per evitare il danno, non per organizzarsi sempre meglio a risarcirlo. La riflessione di Roberto Puglisi sulla vicenda della professoressa Maria Cristina Gallo ci pone davanti a un rischio ancora più grave dell’oblio: la normalizzazione dell’inaccettabile, quando persino le tragedie provocate dalle disfunzioni della sanità finiscono per essere considerate inevitabili. Il modo migliore per onorarne la memoria è trasformare quella tragedia in un’occasione concreta di cambiamento, perché dalla sua sofferenza possa nascere almeno un risultato positivo per gli altri pazienti. Nessun risarcimento potrà restituire il tempo perduto o la salute compromessa, ma impedire che simili tragedie si ripetano sarebbe il riconoscimento più autentico del valore della sua battaglia.

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