Ghito Vernazza: il più grande

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04 Aprile 2009, 19:35

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In una Italia in pieno “Boom economico””, che cantava Nel blu dipinto di blu con il braccio fuori dal finestrino di una 600 Fiat nuova di zecca, dall’Argentina arrivò a Palermo un gaucho: Júlio Carlos Santiago Vernazza, per tutti semplicemente “Ghito”.
Classe 1928, Ghito Vernazza aveva conquistato i favori del presidente rosanero Casimiro Vizzini nel 1957, dopo aver disputato e vinto quattro campionati argentini con la maglia del River Plate.
Un biglietto da visita che però non convinse molto i tifosi palermitani nel giorno del suo esordio alla Favorita. L’argentino, infatti, fu fischiato da un pubblico piuttosto diffidente verso quel giocatore stanco per aver già accumulato su quelle gambe possenti il peso del campionato argentino appena concluso. In pochi, insomma, avrebbero pensato che in realtà quello sarebbe stato l’inizio di una love story che continua ancora oggi dopo più di cinquant’anni.
Vernazza nel giro di poco tempo scalò la vetta dei cuori palermitani che giunsero a considerare un binomio indissolubile il suo nome e quello della loro squadra. Come ci riuscì? A suon di gol naturalmente. In quattro anni all’ombra di Monte Pellegrino, Ghito Vernazza giocò 115 partite, realizzando ben 62 reti.
Pulito nel gioco, serio e meticoloso nella preparazione atletica, l’argentino è considerato tutt’oggi il più grande giocatore straniero che abbia vestito i colori rosanero. Una grandezza conquistata sì sul campo, ma anche fuori dal rettangolo di gioco. Tra i meriti attribuitigli, infatti, c’è sicuramente la sua incredibile profondità psicologica e morale, un vero leader dello spogliatoio capace di trascinare alla vittoria anche una squadra dal potenziale modesto come era quella del Palermo di quegli anni.

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04 Aprile 2009, 19:35

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