Giovani Democratici: "Condizioni degli studenti sono peggiorate" - Live Sicilia

Giovani Democratici: “Condizioni degli studenti sono peggiorate”

Un nuovo tassello nel mosaico del dibattito sull'Università.
LA NOTA
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CATANIA – “Abbiamo appreso quanto sta succedendo dentro l’Università di Catania, scusateci per la franchezza, ma non c’è da stupirsi. Negli ultimi anni le condizioni degli studenti sono peggiorate sensibilmente, grazie ad una governance d’Ateneo votata al profitto e non alla formazione dello studente.
La rappresentanza è sempre più spesso messa da parte, la figura del consigliere è ormai declassata a “centro informazioni ambulante” o PR, perdendo il senso stesso della responsabilità e dell’importanza dell’incarico”. Lo scrivono i Giovani Democratici del circolo “Antonio Gramsci”. “CataniaLe associazioni universitarie (non tutte) sono appannaggio dei partiti, nulla di male ovviamente, non saremo noi Giovani Democratici a dire che è un’ingiustizia, lo diventa però quando i ragazzi e le ragazze sono all’oscuro di determinate logiche e si ritrovano a distribuire inconsapevolmente “santini” pagati da deputati blasonati o a seguire riunioni di associazione dentro segreterie politiche illustri”, si legge.

“Ci chiederete, questo cosa c’entra con la situazione che si è creata? C’entra eccome! Se i consiglieri stessi non hanno la consapevolezza di chi e di cosa rappresentano, come pretendiamo che possano opporsi a dinamiche così complesse all’interno dell’Università? Non possono, non c’è l’interesse a fornire loro gli strumenti per poterlo fare. L’Ateneo di Catania negli ultimi anni ha perso moltissimi iscritti, diventa sempre meno attrattivo per chi si accinge ad entrare e percepito negativamente da chi invece è già iscritto. Con la riduzione degli appelli e l’introduzione del salto dell’appello si peggiorerebbe ulteriormente la situazione a danno degli studenti e a vantaggio delle casse dell’Ateneo, che vede nella figura del fuoricorso non una sconfitta ma una possibilità di guadagno. Non saranno le manifestazioni a migliorare la situazione se non cambia il sistema, nonostante tutto invitiamo tutti gli studenti a parteciparvi sperando che sia solamente l’inizio. Riprendiamoci la nostra Università, non siamo bancomat, noi siamo il futuro”


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