Gli avvocati dell'Arpa costano | settecento euro al giorno - Live Sicilia

Gli avvocati dell’Arpa costano | settecento euro al giorno

Tra il 17 agosto e il 2 ottobre, l'Agenzia per la protezione ambientale ha conferito tre incarichi di consulenza legale, per un importo complessivo di 32 mila euro. Se si fosse rivolta all'Avvocatura dello Stato, non avrebbe speso un euro. Il dirigente generale spiega: "Quei contratti erano stati voluti dall'ex commissario Cocina".

I costi della casta
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PALERMO- Settecento euro al giorno. Il conto, salato, è pagato quotidianamente dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale. L’Arpa, infatti, solo negli ultimi 45 giorni ha speso qualcosa come 32 mila euro per patrocini legali. Consulenze, insomma. Nonostante l’agenzia, ente strumentale dell’Assessorato regionale all’ambiente e al territorio, possa avvalersi (in maniera, quindi, gratuita) dell’assistenza dell’Avvocatura dello Stato. Un’assistenza, a dire il vero, della quale l’Arpa ha goduto in fasi precedenti ai processi per i quali ha deciso, da un certo punto in poi, di avvalersi però di avvocati privati. Esterni. E ben pagati. Ma oggi il direttore generale Licata di Baucina spiega: “Si tratta di incarichi conferiti dal precedente commissario Salvatore Cocina. È mia intenzione chiudere questi contratti, e affidarmi all’Avvocatura”.

Licata di Baucina s’è insediato all’Arpa, col ruolo appunto di direttore generale, un paio di giorni prima di Ferragosto. Manager di esperienza, ha lasciato anche buoni ricordi nelle aziende sanitarie nelle quali ha lavorato. Giusto il tempo di insediarsi, però, e fatti spegnere i falò ferragostani, ecco che Licata di Baucina firma, nel giro di cinque giorni (dal 17 al 22 agosto) due incarichi di consulenza legale. Il primo, è conferito all’avvocato palermitano Antonino Agnello. Per lui, ecco che l’Arpa decide di spendere 14.400 euro per occuparsi di una causa che vede coinvolti l’Agenzia, l’Asp e la provincia di Caltanissetta per una storia legata alla proprietà di un edificio. Al Cga, nel 2010, l’Arpa è rappresentata dall’Avvocatura di stato. Decide comunque di opporsi a quella sentenza. E due anni dopo, decide di incaricare l’esterno: Agnello, appunto.

Passano, come detto, cinque giorni. E l’Arpa scopre di avere bisogno di un altro avvocato privato. Stavolta, le cause in corso sono due: una pendente presso il Cga, e un’altra presso il Tar. Per questi due procedimenti, l’Arpa sceglie come difensore l’avvocato Serafino Mazzotta. Per lui, una spesa complessiva, per entrambe le cause, di 15.338,10 euro. L’incarico, sebbene deciso il 22 agosto, è “scattato” ufficialmente il 20 settembre.

Infine, ecco il due ottobre un nuovo patrocinio legale. Stavolta l’entità è di gran lunga più “modesta”: per l’avvocato Giuseppe Burgio, chiamato a difendere l’Arpa di fronte al Tribunale Civile di Palermo, per una vicenda riguardante un’ingiunzione fiscale promossa dal Comune di Sutera, l’Agenzia spenderà 1.846,07. E fanno 31.500 euro per patrocini richiesti tra il 17 agosto e il due ottobre. Quarantaquattro giorni. Un “ritmo” di 700 euro al giorno di consulenze legali richieste ad esterni, quando anche la Cassazione ha specificato come gli enti legati al pubblico possano far ricorso al patrocinio dell’Avvocatura di Stato. Scelta, tra l’altro, fatta dall’Arpa in diversi gradi di giudizio. Una scelta che molto probabilmente l’Arpa recupererà in futuro, stando almeno alle parole di Licata di Baucina: “Quegli incarichi erano già stati affidati. La mia firma sui decreti è stato solo un atto d’ufficio. Ma nei prossimi giorni – aggiunge – chiamerò i legali – e cercherò di chiudere bonariamente il rapporto di lavoro con loro. Da quel momento, l’Arpa si affiderà all’Avvocatura dello Stato”.

Quella dei patrocini legali dell’Assessorato al Territorio (del quale l’Arpa è ente strumentale), a dire il vero, è un’abitudine per nulla recente. Anzi. Negli anni scorsi aveva fatto molto discutere il caso dell’avvocato Riccardo Ursi. Per lui, il dipartimento Ambiente e territorio spese tra il 2008 e il 2010 qualcosa come 90 mila euro in consulenze legali. Ursi, infatti, in quegli anni, “vinse” tre bandi di fila, voluti da tre diversi direttori generali: Pietro Tolomeo prima, Rossana Interlandi poi, e Giovanni Arnone per ultimo. Incarichi che scatenarono la protesta di alcuni sindacati (“i compiti di consulenza giuridica per l’Amministrazione – scrisse in un dossier la Cgil – sono svolti istituzionalmente, secondo i casi, dall’Ufficio legislativo e Legale della Regione e dall’Avvocatura dello Stato”) e destarono persino l’attenzione della Corte dei conti che chiese spiegazioni all’assessorato. Ma al di là delle vecchie storie, anche a distanza di anni, quell’assessorato è rimasto Ambiente perfetto e Territorio ideale per gli avvocati “esterni”.


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