Gli estorsori incendiano il negozio| La risposta: “Buon Natale”

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25 Dicembre 2013, 06:00

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PALERMO – Un’intimidazione non ruba loro il sorriso. Non scalfisce la voglia di pace e serenità del Natale, ma soprattutto, non fa fermare la loro attività. Hanno riaperto con coraggio e determinazione già il giorno dopo dell’incendio. Il fuoco ha distrutto l’entrata del negozio “Porta d’oro arredamenti” di via Galileo Galilei a Palermo e il risultato della furia delle fiamme, a distanza di dieci giorni, è ancora evidente. La saracinesca è annerita, adesso viene sollevata a mano perché il sistema elettrico è andato bruciato. I vetri antiproiettile sono frantumati all’interno e l’antica e preziosa porta che dà il nome negozio, è stata ridipinta con un colore grigio opaco, ben lontano dai disegni artistici che la caratterizzavano e rimanevano impressi nella mente di ogni cliente.

Qualcuno ha voluto “avvertire” i titolari con il tipico metodo mafioso adottato dagli uomini del racket. Gli stessi a cui oggi arrivano gli auguri dei titolari, che con con una foto ed un messaggio su Facebook vogliono esorcizzare quanto successo augurando un buon Natale anche a loro. Sotto l’immagine della saracinesca danneggiata dalle fiamme, Valentina Di Lorenzo, una delle figlie della titolare, crea una vera e propria cartolina natalizia, dalla quale emerge la voglia di trasformare l’amarezza in forza, in determinazione per continuare a lavorare con serenità, senza trascurare l’ironia.

“Vogliamo usare questa foto – scrive -, come metafora. Potete colpirci all’esterno, bruciarci, umiliarci, ma i nostri valori, i nostri intenti, le nostrea passioni, la nostra anima, non potete colpirla. Auguri di Natale a tutti e specialmente a chi ha fatto questo”. “Non hanno scalfito il nostro modo di vivere – dice Raffaella Di Maio, la titolare – non abbiamo paura, non viviamo nell’ansia. L’ironia aiuta a superare momenti come questo, a credere ancora di più in quello che si fa. Ed io sono qui dal 1976, questo è il mio mondo, il mio negozio è sempre stato come un figlio per me, da allevare e far crescere, una mia creatura.

Quella sera ho così agito d’istinto – prosegue – spegnendo l’incendio con dei secchi d’acqua. Abito in questo stesso palazzo e quando mi sono resa conto che l’allarme non cessava, sono scesa in strada. E’ stato un incubo: l’entrata era avvolta dalle fiamme – racconta – e la benzina ricopriva ancora il marciapiede. Sono così andata sul retro, dove c’è un rubinetto, ed ho riempito due secchi. Temevo le fiamme fossero penetrate all’interno, invece le vetrate hanno protetto il negozio e la merce. Ho così lanciato l’allarme ai vigli del fuoco e alla polizia, alla quale ho raccontato di non avere mai ricevuto alcuna richiesta di pizzo, nessuna minaccia. Non riesco a spiegarmi perché sia stata presa di mira, tra l’altro questa zona è molto tranquilla”.

“Facciamo gli auguri a questa gente – spiega Debora Di Lorenzo, figlia del titolare – perché è meschina, crede di potere fermare il lavoro che gli altri portano avanti con tanto sacrificio. Noi invece non ci facciamo intimidire, continueremo nella nostra attività come sempre, sperando che il Natale porti un po’ di luce nelle menti offuscate di chi continua a penalizzare la nostra città e i suoi lavoratori”.

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25 Dicembre 2013, 06:00

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