Gozzo: “Trattative Stato-mafia? Furono più di una”

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06 Novembre 2015, 11:22

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ROMA – Se si può parlare di più trattative a cavallo del 1993 tra Corleonesi e uomini delle istituzioni? “Certo che si può. E queste trattative, quelle scoperte, sono state oggetto di prova dei vari processi per le stragi. La moneta di scambio era la sicurezza e la stabilità dell’Italia nel momento in cui la vecchia politica, la Dc in primis, veniva ‘buttata giù di sella’. In questo momento di grande fibrillazione istituzionale, s’inserì Cosa Nostra”. Lo afferma l’ex procuratore aggiunto di Caltanissetta Nico Gozzo, oggi sostituto procuratore generale a Palermo, in un’intervista alla Stampa. Spiega come i pm in questi anni siano stati disturbati “da varie prove che ci sono state ‘gettate addosso’. Prove in tutto o in parte depistanti, su cui abbiamo dovuto però indagare a fondo. E che non hanno permesso di indagare a fondo su altro”. Se Cosa Nostra è stata ‘eterodiretta’ nell’ideazione e realizzazione della strategia eversiva e stragista contro lo Stato? “Assolutamente no. Questo – sottolinea il procuratore – è un errore di grammatica. Le menti raffinatissime di cui parla Falcone suggerivano, ma è sempre stata la mafia ad agire in prima persona. Può essere stata aiutata, ad esempio per gli esplosivi, possono averle suggerito gli obiettivi” “o i modi, ma parlare di eterodirezione è sbagliato”.

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06 Novembre 2015, 11:22

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